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Legalizzare cannabis: pro e contro

Legalizzare cannabis: pro e contro
da in Evergreen News, News
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    Legalizzare cannabis: pro e contro

    Legalizzare cannabis, sì o no? Fumare lo spinello è un comportamento deviante oppure una cosa assolutamente normale, anzi più salutare che bere alcol fino a ubriacarsi e fumare un pacchetto di sigarette? Ma soprattutto, è proprio vero che la cannabis fa male alla salute oppure, come dimostrano recenti ricerche mediche, può perfettamente essere utilizzata a scopi terapeutici con successo? La riposta a questi quesiti è alla base del dibattito sulla legalizzazione delle droghe leggere in Italia, che nel corso del 2017 si è di nuovo intensificata ricordando che in Parlamento giace una proposta di legge a favore della legalizzazione. Vediamo insieme quali possono essere pro e contro del legalizzare cannabis, un tema che necessariamente è destinato a rimanere controverso.

    I pro della legalizzazione della cannabis

    giovani marijuana

    Circa la legalizzazione droghe leggere partiamo dai possibili vantaggi: tra i pro viene accreditato un maggiore controllo della distribuzione della cannabis, ponendo dei limiti precisi al possesso personale e stabilendo pene ancora più aspre per chi sfora le quantità consentite o arreca danno a persone o cose, ad esempio alla guida di un veicolo. Poi c’è l’utilizzo a fini terapeutici: In molti Stati la marijuana viene già utilizzata per alleviare il dolore dei malati terminali o comunque come ausilio durante cure particolarmente dolorose. Inoltre proprio perché la produzione e distribuzione sarebbe gestita dallo Stato, è evidente che la cannabis diventerebbe una fonte di guadagno non indifferente per le casse dell’erario, come già avviene per le sigarette, oppure con il gioco, e sarebbero comunque fondi utili magari ad abbassare la pressione fiscale: coltivata in territorio italiano e non più importata dalla criminalità, la marijuana aprirebbe la strada alla nascita di un comparto economico che, ad oggi, non esiste. Una vera e propria filiera della cannabis che potrebbe ridare nuovo slancio anche al settore agricolo. Infine c’è il capitolo tutt’altro che secondario di contrasto alla criminalità organizzata, togliendo attraverso la legalizzazione della cannabis una fonte di introiti assai importante per le associazioni che trafficano in Italia in accordo con i coltivatori internazionali.

    Legalizzare la cannabis: i contro

    spaccio

    Legalizzare cannabis offre una serie di argomenti anche ai contrari: i detrattori sostengono infatti che dire sì alla marijuana significa di fatto renderne lecito l’utilizzo anche a livello morale, facendo venire meno la necessità di contrastare lo sviluppo di abitudini pericolose come il consumo di droghe, soprattutto nelle fasce d’età più giovani che sono più esposte. Il punto di vista di chi è contro parte da un presupposto, ovvero che la cannabis sia da assimilare in tutto e per tutto alle altre droghe, un principio che ha mosso a suo tempo la legge Fini – Giovanardi ai tempi dei governi Berlusconi, che non distingueva tra droghe leggere e pesanti. Anche dal punto di vista medico esiste una corrente di pensiero secondo cui non solo lo spinello è inutile a livello terapeutico, ma espone persino al rischio di malattie gravissime: secondo alcune ricerche ad esempio esporrebbe alla possibilità di contrarre un tumore polmonare circa venti volte maggiore rispetto alla normale sigaretta di tabacco, perché prevede una più profonda inalazione di catrame e monossido di carbonio.

    E se invece di contrastare la malavita la legalizzazione creasse un nuovo redditizio affare per le organizzazioni mafiose nostrane e straniere? La filiera porta soldi, chi impedisce alla criminalità di prenderne il controllo? Dubbi legittimi in un sistema ad esempio come quello italiano dove legale e illegale sono spesso inscindibili, che rende la possibile legalizzazione 2017 nel nostro Paese molto rischiosa.

    criminalita droga affari

    Nel 2015 è stata presentata alla Camera dei Deputati la versione definitiva del disegno di legge circa la legalizzazione droghe leggere in Italia. Il nostro Paese da anni è alle prese con il quesito amletico della legalizzazione della marijuana e dei suoi derivati, che contrappone proibizionisti e possibilisti. Lo scontro a livello concettuale avviene tra chi ritiene che la marijuana vada sempre e comunque considerata una droga e chi invece evidenzia non soltanto i dati scientifici circa una loro pericolosità paragonabile ad alcol e sigarette, ma anche sugli effetti riguardo il contrasto alla criminalità organizzata. Ad esempio circa la cannabis terapeutica in Italia vi sono Regioni che hanno introdotto con leggi l’uso dei cannabinoidi a scopo terapeutico, e sul fronte del contrasto alla criminalità sono sempre di più le voci che dichiarano il sostanziale fallimento del proibizionismo, dallo scrittore Roberto Saviano al giudice Raffaele Cantone. Un italiano su dieci fa uso di cannabis, e il tema legalizzazione droghe leggere in Italia viene visto come oramai ineludibile affinché si possa veramente attuare delle efficaci politiche di contrasto e prevenzione, ma la legalizzazione 2017 delle droghe leggere appare un miraggio impossibile: se appaiono indiscutibili i danni di un approccio esclusivamente repressivo e proibizionista alla questione, il disegno di legge sottoscritto da oltre 200 parlamentari attualmente è in un binario morto, e difficilmente si arriverà ad un’approvazione, ammesso che la proposta legislativa venga finalmente calendarizzata, considerando che il partito avverso al sì alla cannabis legale è molto forte e attraversa trasversalmente tutti i partiti presenti in Parlamento.

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