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Lecce, cartello shock dal ginecologo: “Venite in gonna e autoreggenti”

Lecce, cartello shock dal ginecologo: “Venite in gonna e autoreggenti”
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    Lecce, cartello shock dal ginecologo: “Venite in gonna e autoreggenti”

    I guru della moda insegnano che esiste un abbigliamento perfetto per ogni occasione d’uso. Nessuno, fino ad oggi, aveva però indicato anche l’outift ideale per una visita dal ginecologo. Ci ha pensato una dottoressa di un consultorio familiare di Gallipoli, in provincia di Lecce. Fuori dal suo studio ha affisso, infatti, un cartello su cui indicava alle donne come presentarsi per una visita ginecologica: “L’abbigliamento consigliato per una visita ginecologica: gonna e calze autoreggenti“. Lei, stimata specialista di 62 anni, mai avrebbe pensato che quella frase avrebbe creato un vespaio di polemiche, finendo persino in prima pagina sui giornali nazionali.

    Nessuna malizia su quel cartello, rimasto per giorni affisso nell’ambulatorio dell’Asl e finito poi anche sui social network come pietra dello scandalo. La frase sarebbe piuttosto il frutto dell’imprudenza, almeno a sentire il direttore generale dell’Asl di Lecce, che difende la dottoressa e sottolinea la buona fede di un cartello realizzato più che altro per velocizzare i tempi delle visite.

    La scritta completa riporta “Per diminuire i tempi di attesa per una visita ginecologica e per una ecografia, l’abbigliamento consigliato è gonna e calze autoreggenti“. Tanto è bastato, comunque, perché si scatenasse una crociata contro la dottoressa su Internet, con commenti che variano tra l’incredulità e il sarcastico. E c’è persino chi riporta in auge le dottoresse scosciate della commedia sexy anni ’70, alla Edwige Fenech per intenderci.

    La diretta interessata, la dottoressa Bruna Scarcia, ha difeso la sua scelta sia nelle intreviste che su Facebook: “E’ semplicemente assurdo insinuare che un medico, un medico donna, di 62 anni abbia voluto lanciare un messaggio ‘erotico’. Ho voluto solo velocizzare le visite e garantire la massima igiene, è per praticità“. La vicenda pone, comunque, un interrogativo serio: è lecito ‘consigliare’ alle pazienti come presentarsi a una visita? Non ci troviamo certo a un vernissage o a una serata di gala, e comunque non tutte le donne si sentono a loro agio con gonna corta e autoreggenti. Noi, da parte nostra, vogliamo lasciarvi con un quesito non meno importante, che in molti si saranno posti: E se, a parità di intenzioni, il cartello fosse stato scritto da un ginecologo uomo?

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