I ponti più pericolosi del mondo

I ponti più pericolosi del mondo
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    I ponti rappresentano una delle espressioni più ardite della mente umana, nati per collegare due punti in apparenza troppo distanti o separati per volontà della natura. Nel caso dei ponti più pericolosi del mondo, però, l’ingegno si è spinto oltre ogni immaginazione, realizzando un collegamento laddove sembrava davvero impossibile. Si tratta di strutture in grado di provocare vertigini anche ai più audaci dei viaggiatori, spesso realizzate con poco più che assi di legno e corde di canapa. Quando si attraversa uno di questi ponti spaventosi, basta un passo falso e il disastro è completo. Anche perché, al di sotto, vi attendono salti di decine di metri verso fiumi impetuosi o rocce frastagliate. Se il terrore non vi paralizza, siete pronti per scoprire i ponti più pericolosi del mondo.

    PONTE HUSSAINI IN PAKISTAN
    Si tratta forse di uno dei più spaventosi al mondo, che solo un folle potrebbe pensare di attraversare. Eppure gli abitanti di Hussaini, nel nord del Pakistan, lo utilizzano regolarmente per attraversare le acque del fiume Hunza. Il ponte originale è stato distrutto dalle inondazioni nel 2010 e sostituito con un secondo identico ponte, fatto di assi di legno distanziate a casa e funi che sembrano dover collassare da un momento all’altro. Se non si hanno stomaco di ferro ed equilibrio da danzatore, attraversare questo ponte può essere un’esperienza terrificante.

    PONTE GHASA IN NEPAL
    Inerpicandosi lungo i percorsi che attraversano il monte Himalaya, in Nepal, non è raro ritrovarsi su un ponte che definire ‘artigianale’ è riduttivo. Di tutti, quello più affascinante e pericoloso è senza dubbio quello di Ghasa che, nonostante sia stato rinforzato da corde e travi, resta sempre in balia dei venti, senza contare che è uno dei pochi ponti pedonali in pendenza. Eppure ogni giorno è utilizzato dai locali e dagli animali, che lo attraversano senza timore alcuno.

    PONTE U-PAIN IN MYANMAR
    Uno dei ponti più antichi del mondo che, attraverso diverse revisioni, è riuscito a resistere per oltre 2mila anni. Si trova a Mandalay, in Myanmar (Birmania), è costruito in teak ed è il più lungo esemplare costruito con questo materiale al mondo. Il suo scopo è collegare le rive opposte del Lago Taungthaman e deve il nome al sindaco U Bein, che ebbe l’idea di recuperare alcuni pali di legno inutilizzati dal palazzo dell’amministrazione per unire le persone alle due sponde del lago: oltre mille assi poste a circa 15 metri sull’acqua, che oggi fanno la fortuna dei turisti.

    PONTE SUL CAPILANO IN CANADA
    Nel bel mezzo di una fitta foresta si trova il ponte sospeso sul Capilano, fiume che attraversa quest’area del Canada. Il ponte, costruito nel 1889 ad opera dello scozzese Grant Mackay, è lungo 136 metri e si trova sospeso a ben 70 metri di altezza, motivo per cui è considerato uno dei più estremi al mondo. Gli incidenti non sono rari, a causa anche delle condizioni climatiche spesso estreme ma, nonostante tutto, sono oltre 800mila i visitatori che ogni anno hanno l’ardire di attraversarlo.

    PONTE CIKURUTUG IN INDONESIA
    Il Cikurutug Bridge può essere considerato, senza timore di essere smentiti, uno dei più terrificanti al mondo. Di sicuro mette a dura prova il vostro senso di vertigine, dato che si trova sospeso a un’altezza di oltre 200 metri al di sopra di una valle che appare senza fondo.

    Non dovrete attraversarlo a piedi, comunque, perché è percorso de treno Argo Gede, che viaggia da Jakarta a Bandung. Il fatto di essere chiusi in una scatola di metallo, però, non vi renderà così sicuri, anzi aumenterà il terrore che qualcosa vada storto.

    CHESAPEAKE BAY BRIDGE IN MARYLAND
    In questo caso ci troviamo davanti a un ponte di cemento e metallo, percorribile con l’auto e fornito di tutte le misure di sicurezza necessarie. Il terrore, semmai, nasce dalla ‘stazza’ del Chesapeake che, inaugurato nel 1952, è uno dei ponti più lunghi del mondo: quasi 7 chilometri per congiungere la rurale Eastern Shore con la più sviluppata Western Shore attraversando l’intera Baia di Chesapeake a quasi 60 metri di altezza. Un viaggio che sembrerà non finire più.

    PONTE SUL LAGO TRIFT IN SVIZZERA
    Le Alpi svizzere sono ricche di scorci meravigliosi ma anche di zone raggiungibili solo attraversando ponti sospesi sul vuoto. Il più famoso è senza dubbio il ponte pedonale sul lago Trift, il più lungo dell’intero arco alpino. Una sensazione unica per i turisti, che si trovano ad attraversare i suoi 168 metri sospesi a 90 metri dal lago, circondati da un paesaggio da favola. Chi soffre di vertigini, comunque, non riuscità a goderselo al meglio.

    PONTE SARAWAK IN BORNEO
    Dimenticate ponti di assi di legno, ponti di corda o, meglio ancora, i più avveniristici ponti di cemento. L’esperienza più surreale che potreste mai provare si trova in Borneo, dove qualcuno ha pensato bene di costruire un ponte fatto di canne di bambù intrecciate e tenute insieme (in equilibrio precario) solo da corde e fili. Si chiama Sarawak e si trova, guarda caso, sospeso su un fiume ricco di pesci e animali pericolosi. Lo si può attraversare solo in due alla volta, altrimenti il rischio collasso diventa tragica realtà.

    PONTE BANYAN IN INDIA
    Non sarà il ponte più lungo del mondo, ma il Banyan è di sicuro effetto. La ‘costruzione’, se così possiamo chiamarla, deve il suo nome non alla località dove si trova e nemmeno al fiume che attraversa, bensì all’albero che ne fornisce il materiale. Si tratta, infatti, di un ponte realizzato con radici vive, intrecciate in maniera certosina lungo 20 anni di lavoro. I suoi 16 metri di scivoloso equilibrio instabile vi sembreranno interminabili.

    PONTE DI CARRICK-A-REDE IN IRLANDA
    Chiudiamo con un altro ponte di corda, che ci rimanda ad epoche passate, quando arrivare da un lato all’altro di una scogliera era impresa epica. Il ponte di Carrick-a-Rede si trova in Irlanda del Nord e collega l’isolotto di Carrick con la terraferma. Lungo 20 metri e fissato alla scogliera, fino agli anni ’70 era costituito soltanto da una fune a cui aggrapparsi e da una passerella di legno. Nel 2008 lo hanno rifatto completamente, eppure ancora oggi ispira ben poca fiducia, tanto che molti preferiscono attraversare lo stretto in barca piuttosto che mettere i piedi sulle sue assi.

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    SCRITTO DA PUBBLICATO IN News Ultimo aggiornamento: Venerdì 18/04/2014 12:49
     
     
     
     
     
     
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