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I più famosi serial killer italiani

I più famosi serial killer italiani
da in Costume, News
Ultimo aggiornamento: Sabato 28/11/2015 08:19

    Serial Killer

    Le storie dei più famosi serial killer italiani hanno riempito le pagine di attualità e resteranno sempre negli annali di cronaca nera. Ma quali sono i nomi dei serial killer italiani più conosciuti? Chi sono gli uomini e le donne più crudeli e agghiaccianti d’Italia, criminali senza pietà che si sono macchiati di delitti efferati, tanto da meritarsi soprannomi inequivocabili quali ”vampiro”, ”maniaco” o ”mostro”? E chi sono i serial killer italiani ancora liberi? Per scoprirlo basta sfogliare le pagine seguenti.

    Vincenzo Verzeni

    Il giovane Vincenzo Verzeni è considerato il primo serial killer italiano. Tra il 1870 e il 1874, il Vampiro di Bergamo ha seviziato, mutilato e ucciso due ragazze, ma nel frattempo aveva tentato l’omicidio di altre vittime. Scampato alla pena di morte, fu condannato ai lavori forzati, ma si tolse la vita in prigione.

    Maurizio Minghella

    Tra la primavera e l’autunno del 1978, Maurizio Minghella, il Mostro di Valpocevera, ha violentato e ucciso cinque donne, la più giovane delle quali aveva solo 14 anni. Il 3 aprile 1981 viene condannato all’ergastolo anche se in carcere si è sempre proclamato innocente. Negli anni Ottanta anche don Andrea Gallo chiese la revisione del processo. Nel 1995, a 37 anni, ottiene la semilibertà e viene trasferito al carcere delle Vallette di Torino. Entra nella comunità di recupero di don Ciotti, in una delle cooperative del Gruppo Abele dove lavora come falegname dalle 17 alle 22. Nel 1997 ricomincia ad uccidere. Sospettato di dieci omicidi di prostitute, il 4 aprile 2003 viene condannato solo per quattro di essi, all’ergastolo e a 30 anni di carcere. Al momento è rinchiuso in isolamento in carcere.

    Gianfranco Stevanin

    Gianfranco Stevanin, l’agricoltore soprannominato Mostro di Terrazzo, interrò direttamente in uno dei suoi poderi i corpi delle vittime. Nella sua abitazione del paese in provincia di Verona, venne rinvenuto un vero e proprio bazar del sesso (tra cui oltre 7000 fotografie scattate personalmente da Stevanin alle sue partner). E’ stato accusato di avere ucciso almeno sei donne.

    Marco Furlan

    Wolfgang Abel e Marco Furlan tra il 1977 e il 1984 hanno ucciso molte persone, firmando le proprie azioni con lo pseudonimo di Ludwig. Le vittime erano nomadi, preti, prostitute e omosessuali. Ludwig fece 28 morti e 39 feriti. La sigla Ludwig venne poi ripresa el 1990 da altri fanatici dell’estrema destra italiana, che condividevano le loro idee razziste e gerarchiche. Ora Marco Furlan è libero, mentre Wolfgang Abel è in semilibertà.

    Marco Bergamo

    Il Mostro di Bolzano ha colpito in Trentino tra il 1985 e il 1992. Quattro prostitute e una studentessa di 15 anni le vittime di Marco Bergamo, operaio saldatore, che ora sconta l’ergastolo.

    Donato Bilancia

    In soli sei mesi, tra il 1997 e il 1998, Donato Bilancia ha compiuto ben 17 omicidi tra il basso Piemonte e la Liguria. Per i delitti, l’uomo è stato condannato a 13 ergastoli, e a 16 anni di reclusione per il tentato omicidio di Lorena Castro, con sentenza del 12 aprile 2000 del tribunale di Genova, confermata poi in Corte d’appello e in Corte di Cassazione. E’ conosciuto come il Serial Killer dei Treni perché molte delle sue vittime sono state uccise proprio a bordo di convogli. Scontò inizialmente la sua pena al carcere di Marassi, poi al carcere di Chiavari; tuttora sta scontando la pena nel carcere Due Palazzi di Padova.

    Pietro Pacciani

    Il Mostro di Firenze è ritenuto colpevole di una serie di omicidi avvenuti tra il 1968 e il 1985 in Toscana. Le vittime erano tutte coppiette di fidanzati, i cui corpi spesso venivano mutilati. Per questi delitti sono stati assicurati alla giustizia più colpevoli, tra cui il più famoso è Pietro Pacciani (in foto), prima condannato per essere l’unico responsabile di 7 degli 8 duplici omicidi, è stato assolto in appello per non aver commesso il fatto. È morto nel 1998 in attesa di un nuovo processo d’appello, a seguito dell’annullamento dell’assoluzione da parte della Cassazione. Pena dell’ergastolo, invece per Mario Vanni e 26 anni di reclusione per Giancarlo Lotti, nella sentenza definitiva di condanna ai “compagni di merende”.

    cimitero Sanremo

    Detto anche il ”mostro di S. Remo”, Paolo Savini, necroforo comunale, sposato e padre di famiglia, ha ammazzato tre prostitute in Liguria tra il 1991 e il 1993. Si è suicidato prima ancora di ricevere le accuse di omicidio degli inquirenti, che nel frattempo si erano messi sulle sue tracce. Per uccidersi decise di iniettarsi una overdose di eroina.

    Giancarlo Giudice

    Il cosiddetto Mostro di Torino, Giancarlo Giudice, tra il 1983 e il 1986 ha ucciso 9 prostitute. Il camionista le sceglieva piuttosto avanti con l’età e poco piacenti, che gli ricordano la matrigna tanto odiata. Nel processo, iniziato a metà marzo del 1989, l’uomo viene dichiarato colpevole e condannato all’ergastolo, avvalorando così la teoria della sua capacità di intendere e di volere. Nel novembre dello stesso anno però, l’ergastolo viene trasformato in una condanna a 30 anni di reclusione più 3 in un manicomio criminale, riaprendo la disputa sull’effettiva psiche dell’assassino. A ottobre del 2008 l’assassino che ha terrorizzato per mesi i torinesi e riempito le cronache di metà anni ‘80 è tornato libero.

    Leonarda Cianciulli

    Tra le donne serial killer italiane dobbiamo ricordare la Saponificatrice di Correggio, all’anagrafe Leonarda Cianciulli, che durante il periodo della Prima Guerra Mondiale uccise tre sue amiche, come sacrificio per proteggere il figlio al fronte. Era solita usare i reati dei cadaveri per realizzare sapone e biscotti. LEGGI ANCHE LE DONNE SERIAL KILLER PIU’ FAMOSE AL MONDO

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