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Elezioni 2013, i risultati: chi ha vinto e chi ha perso

Elezioni 2013, i risultati: chi ha vinto e chi ha perso
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    Elezioni 2013, i risultati: chi ha vinto e chi ha perso

    I due lunghi giorni delle elezioni 2013 sono ormai passati, ma non si placano le polemiche per quanto è successo. La politica italiana deve fare i conti con un Paese ormai spaccato, che ha premiato i moti di protesta ed ha affossato chi in quest’ultimo anno ha percorso la strada del rigore. C’è chi ha cercato il cambiamento attraverso la politica e chi i politici di professione vorrebbe mandarli a casa, ma c’è anche chi ancora crede alle favole e premia le promesse che non potranno essere mantenute. Questo il riassunto per le elezioni politiche 2013. Vediamo allora chi ha vinto e chi ha perso, dati i risultati delle urne.

    La voce del popolo non è mai stata tanto incerta come in questa occasione, con 3 attori principali a dividersi quasi in parti uguale la maggioranza dei voti, rendendo nei fatti ingovernabile il Paese. Questo è vero soprattutto per quanto accaduto al Senato, visto che alla Camera comunque il Partito Democratico mantiene un numero di seggi adeguato a qualche tentativo di governo. Le reazioni degli analisti stranieri sono improntate allo stupore e alla preoccupazione per un Paese che sembra senza identità e pericolosamente lontana dall’Europa (e vicina alla Grecia, senza un programma economico serio e coerente). Ma chi ha vinto davvero, al di là dei numeri?

    Le nude cifre dicono che ha vinto la colazione di Centro-Sinistra guidata dal PD di Pierluigi Bersani, che ottiene la maggioranza sia alla Camera che al Senato, anche se con un margine troppo ristretto per pensare davvero di governare con serenità. Il PD, però, non è il primo partito in Italia, trono che passa nelle mani del Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo, spauracchio fin troppo sottovalutato dalle forze politiche tradizionali. Un vero e proprio boom che ne fa il grande vincitore delle elezioni 2013, rendendo indispensabile per tutti fare i conti con il non-partito per l’azione di governo. Se Grillo sorride senza se e senza ma, non è triste neanche Silvio Berlusconi, dato per morto e invece ancora in grado di toccare le corde giuste nella mente degli elettori. Il crollo del Pdl c’è stato, ma non come ci si aspettava.

    Ed eccoci qui in una situazione di equilibrio più che precario, che rischia di trasformarsi in immobilismo senza riforme. Quali le prospettive? In molti durante lo spoglio hanno richiesto nuove elezioni a breve, dopo la riforma elettorale, ma ora PD e Pdl sembrano decisi a provare a governare con le larghe intese. Sarà un successo? Poco probabile, anche perché un ‘inciucio’ di questo tipo farebbe solo guadagnare altri voti a Grillo, voti che, una volta arrivati alle inevitabili elezioni (che sia tra 2 mesi o un anno), potrebbero portare al governo il M5S, e questo ovviamente è un incubo che né Bersani né Berlusconi vogliono. Non ci resta che attendere, decretando il grande sconfitto delle elezioni 2013: Mario Monti. Il premier del rigore che verrà ricordato per l’IMU ha ottenuto poco più del 10% nonostante la fiducia pre-weekend.

    E’ lui il vero perdente, ma l’impressione complessiva è che a perderci è un po’ l’Italia tutta, ancora una volta non in grado di fare i conti con il proprio passato e chiudere una pagina lunga 20 anni, ma al tempo stesso troppo facile da convincere con slogan vuoti che ricordano un periodo lontano un secolo. Il Movimento 5 Stelle è una risorsa importante per il rinnovamento politico, ma sarebbe bello capire, finita la campagna elettorale, quali sono le idee dei suoi rappresentanti sui grandi temi. E’ ora di sostituire la distruzione con una costruzione, banco di prova cui forse i grillini non sono ancora preparati. Staremo a vedere.

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