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Classe dirigente italiana, la più vecchia d’Europa con 59 anni

Classe dirigente italiana, la più vecchia d’Europa con 59 anni
da in News
    Classe dirigente italiana, la più vecchia d’Europa con 59 anni

    Se ancora ci fosse bisogno di ulteriori conferme sullo stato del nostro Paese, ecco arrivare l’ennesima conferma che l’Italia è un Paese per vecchi. La classe dirigente italiana è infatti la più vecchia dell’Unione Europea con i suoi 59 anni di età media. Lo conferma il primo report sull’età media della classe dirigente italiana nel tempo della crisi, presentato all’Assemblea dei giovani della Coldiretti e realizzato in collaborazione con l’Università della Calabria. Le implicazioni di questa situazione sono piuttosto gravi.

    Non solo lo spazio per i giovani è ridotto al minimo, ma le posizioni di comando sono occupate da persone che rischiano di abbandonare il Paese prima di aver risolto il problema crisi economica, causato in parte proprio dall’apparato sclerotico della spina dorsale istituzionale ed economica italiana. Il delegato nazionale dei giovani della Coldiretti Vittorio Sangiorgio ha sintetizzato il tutto con una frase ironica ma non troppo: “La maggioranza della classe dirigente attuale andrà probabilmente in pensione prima che la crisi sia superata, anche se si tiene conto della riforma del Ministro del Lavoro Elsa Fornero”.

    Questo significa che “la disoccupazione giovanile record non è solo un problema familiare e sociale, ma provoca anche un invecchiamento della classe dirigente italiana che deve affrontare la crisi con il Paese che sta rinunciando a energie e risorse fondamentali per la crescita”. Politica, economia, pubblica amministrazione, tutti i settori produttivi italiani sono nelle mani di persone “anziane”, che spesso peraltro sono fuori dal circuito delle innovazioni e portano avanti comportamenti ormai stantii e fuori mercato. Non c’è un solo settore la cui classe dirigente si distingua per la presenza di forze giovani.

    Alle banche spetta il triste primato dell’età media più alta, con amministratori delegati e dei presidenti che hanno circa 67 anni, età che li accomuna con i Vescovi italiani in carica. Non va meglio nella politica, visto che tra i senatori l’età media è di 57 anni e tra i deputati 54, mentre tra i ministri del governo Monti si sale verso la vetta dei 64 anni. Un dato tragico è che nelle ultime 3 legislature sono stati eletti soltanto 2 candidati di età inferiore ai 30 su un totale di 2.500 deputati, il che significa che allo stato attuale solo un deputato su 630 ha meno di 30 anni e sono solo 47 quelli under 40. Una situazione che divide l’Italia dal resto d’Europa, che punta sempre più sui giovani anche nei ruoli politici di spicco.

    Migliora solo leggermente la situazione nel mercato delle aziende private, anche se l’età media si mantiene sempre troppo alta in confronto all’estero. La contraddizione più scottante è però quella che riguarda la scuola e soprattutto l’università, dove i professori hanno in media 63 anni, vincendo il triste premio di più vecchi del mondo industrializzato. Il 25% dei professori da noi ha più di 60 anni, mentre in Francia e Spagna la percentuale scende al 10% e in Gran Bretagna all’8%. Senza contare che i professori ordinari con meno di 35 anni sono solo 3 su 16 mila circa, e appena 78 quelli under 40. Non è un Paese per giovani.

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