Carpisa lancia un concorso per lavorare gratis

L'indignazione della rete nei confronti di Carpisa, che lancia un concorso per lavorare gratis, trova larghi consensi ora dopo ora. Il popolo della generazione stage non ci sta all'ennesima e palese presa per i fondelli, dove uno Stato fondato sulla dignità lavorativa lascia i suoi figli alla deriva assoluta.

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    Carpisa lancia un concorso per lavorare gratis

    Carpisa lancia un concorso per lavorare gratis. Sì, avete letto bene. E no, non è una bufala, ma una notizia vera. La nota azienda di borse ha lanciato questa surreale iniziativa sperando di prendere due piccioni (o forse tre) con una fava: vendere borsette, avere più piani di comunicazione gratis fra i quali spiluccare idee, trovare l’ennesimo schiavo-da-stage per lavorare gratis un solo mese e poi non assumerlo. Perché, diciamocelo, sappiamo bene come funzionano la stragrande maggioranza degli stage. Ma Carpisa vuole fare en plein, evidentemente.

    Come funziona il concorso Carpisa

    Ma come funziona il concorso Carpisa per lavorare gratis? Beh, è molto semplice:

    • Bisogna acquistare una borsa da donna Carpisa della collezione autunno/inverno 2017/2018 e conservare il codice gioco (un nome, una garanzia) che si trova all’interno
    • Elaborare il piano di comunicazione richiesto (espressamente definito “professionale”)
    • Completare il form con i dati e i file richiesti e inviare la candidatura

    Il fortunato vincitore avrà diritto ad un mese di stage presso l’ufficio di marketing & advertising di Napoli. Per partecipare, inoltre, occorre non avere più di 30 anni.

    L’indignazione della rete

    Sebbene la rete fomenti, molto spesso, indignazioni sterili e fuori luogo, quella verso Carpisa e il suo concorso per lavorare gratis trova basi solide e sicuramente fondate. Sono tantissimi i giovani, specie gli addetti ai lavori, che stanno protestando nei confronti di questo giochetto di Carpisa, degradante non solo per chi c’è dall’altra parte e ne prende conoscenza, ma anche per l’azienda stessa, che pretende un “piano di comunicazione professionale” per un pugno di mosche.

    Carpisa, dal canto suo, non ha risposto a nessun commento e pare non abbia ancora deciso che linea seguire per arginare questa shit storm. Che aspetti l’idea di qualche stagista preso al lazo?