Bruno, psichiatra shock: “I gay sono malati, non sono normali”

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    Bruno, psichiatra shock: “I gay sono malati, non sono normali”

    Quando proprio pensi che certi pregiudizi siano finalmente spariti dall’agenda del parlare pubblico, ecco arrivare la dichiarazione shock che ti costringe a rivedere la situazione. Questo caso all’albo dell’assurdo si iscrive lo psichiatra Francesco Bruno, non nuovo ad attacchi contro gli omosessuali, il quale afferma che i gay non sono persone normali e vanno considerati alla stregua dei disabili.

    Bruno già due anni fa si era beccato una bella denuncia all’Ordine dei Medici da parte di Arcigay per alcune affermazioni in cui contestava la depatologizzazione dell’omosessualità da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità. Ora torna a parlare, spinto da un fatto di cronaca recente, le dimissioni dell’assessore di Lecce Giuseppe Ripa dopo aver lanciato insulti contro il governatore della Puglia Nichi Vendola.

    Dalle pagine di un sito Internet già noto per posizioni anti-gay, Bruno pontifica: “L’organizzazione mondiale della Sanità ha deciso che non si debba parlare di malattia, a proposito dell’omosessualità, e sappiamo con quali criteri ha scelto. Io rimango della mia idea e le denunce dei gay non mi fanno paura”.

    La frase che ha creato più scandalo è quella in cui lo psichiatra rapporta il “problema” dell’omosessualità alle disabilità da parto: “L’omosessuale nato lo è per un disturbo di personalità legato, probabilmente, ad una errata assimilazione dei ruoli dei genitori, o anche a cause organiche che sarebbe complicatissimo spiegare. Tuttavia, è nella stessa situazione, dal punto di vista concettuale, di chi è handicappato, sordo o cieco”.

    Vista questa assimilazione, anche la considerazione dei gay deve cambiare: “Per queste categorie, con una certa ipocrisia si dice diversamente abili, non vedenti e simili. Il gay è diversamente orientato per la sessualità e quel diversamente la dice lunga sulla normalità”. Inoltre il fatto che i genitori facciano fatica ad accettare questa condizione “denota che anche a livello di comune sentire, e non è roba da poco, la omosessualità va considerata anormalità“.

    Posizioni discutibili e destinate a creare un’accesa discussione, nonostante poi lo stesso Bruno abbia cercato di addolcire la pillola: “Io ho sempre detto che ho il massimo e assoluto rispetto per chi compie scelte di altro tipo rispetto al mio e naturalmente questo non implica nessuna malattia, ma secondo me è una condizione di diversità. Lungi da me, giudizi discriminatori o l’omofobia, ma contesto al mondo gay il tentativo di impedirmi di dire quello che penso”. Cosa ne pensate di queste dichiarazioni?