Animali mitologici: i mostri più strani e sconosciuti [FOTO]

Animali mitologici: i mostri più strani e sconosciuti [FOTO]
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    Nel corso dei secoli la mitologia ci ha regalato alcuni degli esseri mostruosi e affascinanti al tempo stesso. Alcuni sono stati in grado di vincere la sfida contro il tempo e arrivare fino a noi, seppure sotto mentite spoglie (si pensi al Chupacabra o al mostro di Loch Ness), altri invece si sono persi tra le pagine della Storia. Per ogni animale mitologico che conosciamo ce ne sono decine sconosciuti ai più, fonte di ispirazione per i romanzieri fantasy e dell’orrore. Esseri dagli inferi, incroci mostruosi tra animali e divinità che popolavano gli incubi dei nostri antenati: ecco gli animali mitologici più strani e dimenticati.

    - Corocotta: con un nome del genere sembrerebbe un animale innocuo, e invece nella mitologia è un cane-lupo acerrimo nemico dell’uomo e con una capacità di uccidere che ha pochi pari. Descritto da Plinio il Vecchio nella sua Naturalis Historia, viene considerato un animale dalla forza prodigiosa e in grado di divorare la sua preda in pochi istanti. Ha dato vita anche ad altre razze misteriose come la leucrotta, incrocio con un leone che poteva attrarre le prede imitando la voce umana. Oggi si tende a pensare che il corocotta sia l’antenato della iena.

    - Yale: conosciuto anche come Eale o Centicore, è un animale misterioso appartenente alla tradizione mitologica europea classica. Si tratta di un essere che ricorda una capra o un’antilope e che si caratterizza per le sue corna, che può ruotare completamente a scopi difensivi. Ecco perché nella simbologia britannica è passata a rappresentare la difesa fiera dei propri principi.

    - Catoblepa: molti ricorderanno la sua ‘comparsata’ in una vecchia canzone di Elio e le Storie Tese; il Catoblepa appartiene alla mitologia classica, descritto per primo da Plinio il Vecchio (vera autorità in fatto di bestiario antico). Secondo la zoologia del tempo è un quadrupede africano, raffigurato col capo enorme sempre abbassato verso terra. Secondo il mito il suo sguardo poteva uccidere, così come il suo fiato intossicato dalle piante che mangiava. Oggi molti ritengono possa trattarsi del padre dello gnu.

    - Ao Ao: ancora una volta il nome non deve ingannare perché siamo davanti a un mostruoso e vorace incrocio tra una pecora e i pècari. Questo essere appartiene alla mitologia del Guaranì, uno dei figli maledetti di Tau e Kerana. Il nome deriva dal verso che faceva per attrarre le sue prede che, nella maggior parte dei casi, pare fossero esseri umani. La sua straordinaria capacità riproduttiva l’ha reso anche una divinità della fertilità.

    - Gold-digging Ant: astenersi persone che si spaventano davanti agli insetti. Questo particolare tipo di formica è inserito nei bestiari di epoca medievale, anche se le prime tracce si trovano nelle Storie Erodoto, che ne faceva risalire l’origine alle lontane province dell’Impero Persiano.

    Si tratta di formiche giganti, delle dimensioni di una volpe, soprannominate ‘gold-digging’ perché solite scavare le proprie tane in una zona desertica ricca d’oro. Oro raccolto poi dagli abitanti della zona, che dovevano affrontare però prima la furia delle mostruose formiche.

    - Roc: conosciuto anche come Rok, è un uccello della mitologia indiana, dal piumaggio bianco e dalla forza tale da poter ghermire senza problemi un elefante. Sebbene l’origine del mito non sia nota, gli studiosi ritengono che si possa trattare di un essere realmente esistito visto che ci sono segnalazioni del Roc anche nei testi degli esploratori del XVI Secolo (ne parla anche Marco Polo). La potenza di questa figura è tale da essere stata inserita anche nel racconto su Sindbad il marinaio all’interno del canone delle Mille e una notte.

    - Aspidochelone: termine composto greco composto dalle parole ‘serpente’ e ‘tartaruga’, questo essere mostruoso è oggi conosciuto anche come balena-isola (o Zaratan). Si tratta di un mostro marino talmente enorme da poter essere scambiato per un’isola dai marinai, che spesso vi sbarcavano quando rimaneva a pelo d’acqua. Può stare immobile per così tanto tempo da consentire alla vegetazione di crescere sul suo dorso (aneddoto raccontato da Plinio il Vecchio nella Historia naturalis).

    - Firebird: letteralmente ‘uccello di fuoco’, che rimanda al mito della Fenice. Nella tradizione slava (in russo chiamato zhar-ptitsa), però, questo essere non ha nulla in comune con quello che conosciamo noi. Si tratta, infatti, di un enorme essere proveniente da una terra lontana, in grado di portare buona sorte ma anche di condannare al più oscuro dei fati. Viene descritto come un uccello dal piumaggio magico, in grado di risplendere di mille colori nell’oscurità, come un incendio di fiamme turbolente. Le piume non smettono di brillare anche se staccate dal corpo e possono dar fuoco a una casa se non messe in sicurezza.

    - Huginn e Muninn: pensiero e memoria nell’antico norreno, della cui tradizione questi animali mitologici fanno parte. Si tratta dei due corvi del Dio Odino, che viaggiano per il mondo raccogliendo notizie e portandole poi ogni sera al loro padrone. Due estensioni della potenza della divinità, esseri senzienti in grado di influenzare le sorti del mondo stesso. Da questi corvi deriva il kenning Dio-corvo che rappresenta Odino nella simbologia.

    - Helhest: restiamo nella mitologia nordica per incontrare il cavallo infernale. Hel nella tradizione danese è la dea del regno degli Inferi ed Helhest è il suo leggendario cavallo a tre zampe. La sua comparsa è associata a presagi di morte, malattia e sventure; secondo il folklore compariva di notte in prossimità dei cimiteri preannunciando la morte di coloro che ne incrociassero la via, ma c’è anche un’altra versione che lo trasforma in uno spettro con il compito di accompagnare i morti nell’oltretomba. Quale che sia la verità, non vorrete mai incontrarlo.

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