Le dimensioni contano: boom di falloplastica in Italia

Le dimensioni contano: boom di falloplastica in Italia
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    Le dimensioni contano: boom di falloplastica in Italia

    A letto le dimensioni contano? Possiamo illuderci che la risposta sia un secco ‘no’, ma a conti fatti la realtà è ben diversa da come vogliamo dipingerla. L’ennesima dimostrazione arriva dall’annuale congresso della Società italiana di medicina estetica, che certifica un boom di interventi di falloplastica tra gli uomini italiani. Sempre di più sono coloro che si rivolgono alla chirurgia plastica per ottenere dimensioni adeguate alle proprie aspettative (o a quelle della partner). Nonostante tutto, si tratta ancora di una tipologia di intervento che spaventa la popolazione maschile, anche per gli evidenti effetti sull’ego: rivolgersi alla falloplastica equivale ad ammettere un problema di dimensioni, cosa che non tutti sono disposti a fare. Ammesso che sia la quantità e non la qualità a contare davvero.

    Sciogliere questo dilemma è impresa titanica, anche perché dall’altra parte del cielo le risposte sono spesso poco coerenti. Le donne non sembrano davvero decise quando si tratta di scegliere tra forma e sostanza, o forse non vogliono confessare apertamente al partner la propria voglia di extra-large. Fatto sta che un recente sondaggio ha evidenziato come le donne siano sempre più alla ricerca della taglia XL quando si tratta di rapporti sessuali, perché uno può essere bravo quanto gli pare ma un pene lungo e grosso ottiene comunque maggiore successo in camera da letto. Consci di questa evoluzione del pensiero, anche gli italiani vincono il tabù e si rivolgono al ritocchino alla parti intime.

    Sono soprattutto i giovani a scegliere questa strada, 3mila nel solo 20111 sia per allungare (10%) che per ingrandire (30%) il pene.

    L’età media degli uomini che decidono di operarsi si aggira intorno ai 32 anni, e l’80% per cento del totale si trova nella forbice tra i 25 e i 40 anni. Si tratta nella maggior parte dei casi di uomini già sposati o in coppia stabile, che scelgono la falloplastica anche se le partner non approvano. Questo perché spesso dietro gli interventi si nasconde un disagio di ordine psicologico legato all’insoddisfazione per le proprie dimensioni. Cosa cambia dopo essere passati sotto i ferri? L’intervento in genere assicura un allungamento dai 2 ai 4 centimetri e un ingrossamento pari al 30 per cento in più rispetto a prima. I rischi ci sono, e vengono sottolineati dagli specialisti: “I chirurghi che attualmente in Italia hanno una reale esperienza di questa chirurgia, che non si impara nelle scuole di specializzazione, sono solo 3 o 4, anche se su internet sarà possibile trovarne a centinaia“.

    Anche in questo caso, dunque, la prudenza è d’obbligo perché un intervento sbagliato può portare a conseguenze disastrose, almeno a sentire Emanuele Bartoletti, chirurgo plastico e presidente del congresso romano: “Aumentando la richiesta di interventi sta aumentando anche dell’offerta di rimedi, ma purtroppo molti chirurghi si sono lanciati in questo tipo di operazioni, in internet se ne trovano a centinaia, con pessimi risultati, costringendo spesso a reinterventi“. Qualche anno fa una mappa delle dimensioni del pene nel mondo metteva gli italiani in una ‘gloriosa’ posizione di metà classifica, ma nonostante questo le donne straniere ci indicano come migliori amatori in assoluto: è proprio vero che le dimensioni contano?

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