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Crisi del sesso, se ne fa sempre meno: colpa di economia e tecnologia

Crisi del sesso, se ne fa sempre meno: colpa di economia e tecnologia
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    Crisi del sesso, se ne fa sempre meno: colpa di economia e tecnologia

    La vita moderna mette in crisi i rapporti sessuali: questo in sistesi il risultato di una ricerca effettuata in Gran Bretagna. Un vero e proprio studio sulle abitudini sessuali della popolazione che mette in luce le difficoltà (e la scarsa voglia) a concedersi dei sani momenti di relax tra le lenzuola per il cittadino del mondo moderno. I principali accusati sul banco degli imputati sono la crisi economica e la tecnologia invasiva, due cause molto diverse che, però, portano alla stessa conseguenza: il calo della frequenza dei rapporti amorosi. Un problema che attraversa tutte le generazioni ma che fa sentire i suoi effetti più gravi proprio nelle fasce d’età che dovrebbero essere più attive.

    La ricerca in questione (National Survey of Sexual Attitudes and Lifestyles, Natsal) si riferisce a un campione britannico, ma è stata presa in considerazione anche dagli studiosi di altri Paesi perché le premesse e, soprattutto, le conclusioni possono avere una validità che va oltre i confini nazionali. Difficile non leggere nel report anche la condizione di tantissime coppie italiane, che hanno sempre meno tempo da dedicare al benessere reciproco, presi tra lavoro (o mancanza di lavoro) e smanie tecnologiche. La crisi economica ha forse il peso maggiore nel calo del desiderio, come spiegato da Cath Mercer, dell’University College di Londra: “Le persone sono preoccupate per il lavoro ma anche per i soldi. Non sono in vena di fare l’amore“. Perché devono pensare alle bollette, al mutuo, al rischio di perdere la sicurezza economica.

    La recessione, la necessità di lavorare di più e di far quadrare i conti cancellano il desiderio.

    Secondo i dati riportati nella ricerca, le donne fanno l’amore 4,9 volte al mese (contro le 6,3 di dieci anni fa) mentre gli uomini lo fanno 4,8 volte al mese (contro le 6,2 di dieci anni fa). Meno di cinque volte al mese è decisamente una media sotto il minimo sindacale, quindi la colpa non può essere solo della depressione da lavoro. E infatti gli studiosi individuano un altro fattore non meno importante: la tecnologia onnipresente. Smartphone e gadget vari hanno ormai varcato la soglia della camera da letto, da sempre ritenuta sacra custode dell’intimità di coppia. A letto, ormai, la gente si dedica alla lettura delle email o all’aggiornamento del profilo Facebook, ignorando il/la partner e provocando il crollo della frequenza amorosa.

    Il virtuale sembra più interessante del reale, come dimostrato anche dal boom dell’hard online. La pigrizia nel sesso (oltre che molti dei problemi e delle disfunzioni, soprattutto negli uomini) è anche conseguenza del consumo bulimico di materiale a luci rosse in rete. Molti oggi preferiscono osservare l’amore invece che farlo, come nelle peggiori derive apocalittiche degli scrittori di fantascienza. Il maschio latino sarà davvero, come molti sostengono, immune a questo trend oppure crisi economica e social network uccideranno anche le nostre prestazioni?

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