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Chemsex, cos’è la nuova moda che unisce droga e sesso?

Chemsex, cos’è la nuova moda che unisce droga e sesso?
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    Chemsex, cos’è la nuova moda che unisce droga e sesso?

    La nuova parola d’ordine tra i circoli societari più trasgressivi è chemsex, significato non oscuro a chi mastica un po’ di inglese: dietro questa parola si nascondono festini orgiastici a base di droghe chimiche e sesso non protetto, ed anglosassone è anche l’origine di questa nuova moda molto pericolosa, che ha fatto conoscere un aumento vertiginoso di persone infettate da malattie veneree e Aids. La testimonianza di un 35enne architetto milanese al Corriere della Sera ha portato alla luce la questione chemsex anche in Italia, dimostrando come questa moda abbia preso piede anche nel nostro Paese, in maniera silenziosa ma inesorabile. Party privati che diventano un pericolo socialmente rilevante: chemsex significato, caratteristiche e tendenze sono gli aspetti che vogliamo approfondire per comprendere maggiormente il fenomeno.

    Che cos’è il chemsex? Una pratica sessuale piuttosto estrema, al contrario di ecosessuali ed altre tendenze che abbiamo affrontato qui a Qnm, la quale prevede intense maratone orgiastiche dalla durata anche di 72 ore, in cui si resta in uno stato costante di eccitazione ed euforia, indotte dalle droghe assunte, senza praticamente né dormire né mangiare.

    chemsex significato

    ‘Chem’ come chemical, o chemistry, ovverosia prodotto chimico, chimica, unita alla parola ‘sex’, e qui non vi sono dubbi: il significato di chemsex è dunque facilmente intuibile, e la commistione tra sesso e droga non è certo un’invenzione recente, dalla controcultura di fine anni Sessanta e la contemporanea esplosione del rock’n'roll ad oggi, il binomio è stato quasi sempre sinonimo di trasgressione. Ma dietro quel ‘chem’ si nasconde l’uso pressoché esclusivo di sostanze stupefacenti di natura chimica, in particolare tre, come ha spiegato in un illuminante articolo il British Journal of Medecine: due di esse, i cristalli di metanfetamina e il mefedrone hanno un effetto stimolante, aumentando la frequenza cardiaca e la pressione sanguigna, inducendo ad uno stato di eccitazione ed euforia, uniti al consumo di Viagra ed altri medicinali simili. E poi il GHB, che oltre a generare un lieve effetto anestetico, allenta fortemente i freni inibitori: non a caso il GHB è stato negli anni passati al centro di crudi casi di violenza sessuale, assumendo il famigerato titolo di ‘droga dello stupro’.

    dark room foto repertorio

    I festini a base di chemsex si svolgono soprattutto in casa, ma non sono esclusi anche club privati con dark room e persino saune, frequentati soprattutto da gente appartenenti a classi sociali medio-alte, in grado di pagare e fornire ingenti quantità di sostanze psicotrope che si consumano. Il passaparola funziona soprattutto grazie al web, tramite app per incontri come Tinder, Grindr, Hornet, o anche sms, usando acronimi e formule in codice per ‘identificarsi’: ad esempio su Grindr spopola la sigla H&H, high and horny (fatti ed eccitati), dove gli utenti segnalano la propria disponibilità al chemsex, ma ce ne sono altri per indicare l’assenza di preservativi, e via discorrendo. Per qualche strana ragione, il chemsex è iniziato come fenomeno prevalentemente correlato al mondo gay, ma in realtà medici e scienziati ci hanno tenuto a sottolineare quanto il sesso chimico possa essere rischioso a prescindere dall’orientamento sessuale.

    aids

    Le conseguenze sulla salute del chemsex sono essenzialmente due: il primo fattore è legato alla tossicodipendenza, per cui è molto facile precipitare nell’abuso sistematico di sostanze chimiche molto pericolose che possono condurre a uno sviluppo di psicosi con allucinazioni e paranoia, crisi d’ansia, alterazioni del ritmo sonno-veglia. E poi c’è il costante aumento di malattie a trasmissione sessuale registrato fra gli habitué del chemsex, con sifilide e gonorrea in prima fila. Ma anche epatite e soprattutto virus Hiv sono in aumento: Andrea Gori, direttore dell’Unità Operativa Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera San Gerardo di Monza, ha dichiarato al Corriere che l’8 per cento delle nuove infezioni da Hiv registrate a Milano, Bologna e Roma hanno come fattore di rischio il chemsex. E purtroppo non mancano casi più estremi, con persone vittime di arresto respiratorio, coma e morte. Il pericolo chemsex è appena all’inizio, data la diffusione di un fenomeno ancora troppo sommerso dal punto di vista mediatico.

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