Il congedo parentale si estende fino ai 14 anni del figlio grazie alla Legge di Bilancio 2026. Un’opportunità per i genitori lavoratori dipendenti di essere presenti nei momenti importanti
Una mattina qualunque, tuo figlio ha la febbre e la chat dei genitori impazzisce. Tu guardi l’agenda, sai che il capo aspetta una risposta, e intanto pensi: “Come faccio a esserci davvero?”. Oggi c’è una risposta più larga: il congedo parentale si allunga e diventa uno strumento che accompagna la crescita, non solo i primi mesi.

La novità è chiara: il congedo parentale per i genitori lavoratori dipendenti si estende fino ai 14 anni del figlio. Lo prevede la Legge di Bilancio 2026, che modifica il Testo Unico su maternità e paternità (il decreto legislativo 151/2001). L’INPS lo comunica con il messaggio del 26 gennaio 2026, n. 251.
La madre può usarlo dalla fine del congedo di maternità. Il padre dalla data di nascita del figlio. I genitori di minori in adozione o affido possono fruirne entro 14 anni dall’ingresso in famiglia, ma non oltre la maggiore età.
Questa estensione non cambia la natura dell’istituto: serve a coprire i momenti veri della vita. La recita alle elementari. La terapia logopedica. La gita lunga in seconda media. Sono tappe che chiedono presenza. E nel mezzo, i giorni ordinari: un colloquio con gli insegnanti, un pediatra imprevisto, una mattinata di sciopero. Qui il congedo parentale torna ad avere senso. Non è un favore, è una politica pubblica che difende tempo e legami.
Attenzione: qui parliamo solo di lavoratori dipendenti. Per autonomi e altre categorie valgono regole diverse. Sulle percentuali di indennità e sui mesi coperti, restano in vigore le norme già previste; verifica sempre eventuali aggiornamenti sul portale INPS o con il tuo patronato. Se mancano dettagli nel tuo contratto, chiedi all’ufficio HR: i contratti collettivi possono prevedere integrazioni.
Come fare domanda online
La domanda è solo digitale. L’INPS indica il servizio “Indennità di congedo parentale per lavoratrici e lavoratori dipendenti”.
Accedi a MyINPS con SPID, CIE o CNS. Cerca il servizio dedicato al congedo parentale e seleziona “Domanda”. Inserisci i dati del figlio e le giornate o i periodi che vuoi chiedere. Conferma e scarica la ricevuta. Se serve, informa il datore di lavoro secondo le procedure interne.
In alternativa, puoi rivolgerti ai patronati o contattare il Contact Center INPS. Tieni pronti: codice fiscale tuo e del minore, dati del datore di lavoro, periodo richiesto. Se co-genitore e tu vi alternate, coordinatevi: la piattaforma rileva le sovrapposizioni.
Un esempio concreto. Marta fa turni in reparto. Usa il congedo parentale per coprire due pomeriggi al mese, quelli delle terapie del figlio. Non spezza il ritmo del reparto, ma neppure rinuncia alla cura. Luca, invece, chiede tre mattine in blocco: serve per l’inserimento alla scuola dell’infanzia. Sono scelte piccole, ma decisive. Con l’estensione ai 14 anni, la gestione diventa meno ansiosa, più realistica.
C’è una domanda che resta, ed è personale: come vogliamo usare questo tempo in più? Un’ora per il compito di scienze, una camminata al parco, una visita che rimandi da mesi. Il congedo non regala giornate perfette. Regala, più semplicemente, giorni possibili. E a volte basta questo per cambiare il passo di una famiglia.





