Chiesa verso il ritorno alla Juventus, i dettagli

Un filo che non si è mai spezzato: Federico Chiesa guarda di nuovo verso Torino, tra nostalgia buona, bisogno di campo e un mercato d’inverno che può ancora muovere le storie giuste.

Federico Chiesa
Futuro in dubbio per Chiesa (Ansa Foto) – qnm.it

A Liverpool c’è luce per tutti, ma non sempre spazio. È il paradosso di Federico Chiesa: minuti a sprazzi, impatto a corrente alternata, la sensazione di avere ancora addosso la partita che conta. Con Arne Slot la concorrenza è feroce e l’orizzonte si accorcia quando Salah vola in Coppa d’Africa. In Premier, fin qui, si parla di una sola gara da titolare e diverse da subentrato con due gol all’attivo: numeri parziali e non ufficiali, ma coerenti con la percezione di un ruolo da comprimario.

Poi c’è la voce che rimbalza: la Juventus studia il colpo. Per alcuni è nostalgia, per altri logica di progetto. In realtà si incrociano più strade: un giocatore che chiede più centralità, un club che ha bisogno di qualità laterale e un gennaio sempre più competitivo. Il punto vero arriva a metà del discorso: i contatti tra il club bianconero e l’entourage di Chiesa ci sono, con l’idea di un prestito fino a giugno. Nessun annuncio ufficiale, nessuna firma all’orizzonte: siamo nel territorio delle trattative, dove ogni dettaglio pesa.

Cosa cerca oggi la Juventus

La Juve vuole aggiungere un esterno che sappia strappare, creare superiorità e coprire due ruoli: ala e seconda punta. Serve un vice Yildiz, ma non solo; serve un profilo che alzi il livello nelle rotazioni e che conosca il campionato. In questo senso, il ritorno di Chiesa avrebbe un vantaggio immediato: tempi di adattamento ridotti, letture già assimilate, intesa naturale con il contesto. Il club ragiona su un mercato di gennaio sostenibile, quindi formula leggera e impatto economico limitato fino a fine stagione. È qui che il prestito ha senso.

La posizione del Liverpool e gli incastri

L’ostacolo principale è il Liverpool. Con Salah fuori per la Coppa d’Africa, rinunciare a un esterno pronto sarebbe una scommessa rischiosa. Da Anfield filtra una preferenza per un trasferimento definitivo, non per un prestito secco: la classica distanza tra esigenze sportive e sostenibilità economica. Sullo sfondo si muovono anche Roma e Napoli, citate come interessate: segnali di mercato, non certezze. Ad oggi non risultano comunicazioni ufficiali dei club coinvolti sui termini o sulle valutazioni.

C’è poi la memoria, che nel calcio non è un orpello ma un dato. In quattro stagioni in bianconero Chiesa ha messo insieme 131 presenze, 32 gol e 24 assist. Due Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, con quella finale contro l’Atalanta decisa da un suo guizzo. In mezzo il buio del 2022, la lesione del crociato e dieci mesi di fermo: un tornante che ha cambiato passo e percezione, ma non l’ambizione.

Se l’operazione andrà in porto, la chiave sarà l’equilibrio: formule intelligenti, tempi rapidi, chiarezza sui compiti. Se invece resterà una pista, resterà comunque l’immagine di un bisogno reciproco. Chiesa ritroverebbe un luogo dove la palla gli arriva nei metri che preferisce; la Juventus guadagnerebbe un giocatore che conosce le pieghe dell’Allianz.

Alla fine, una domanda semplice resta nell’aria: quante volte, nel calcio, il ritorno giusto arriva quando il campo lo invoca? In certe notti d’inverno, basta un cross tagliato per capire che certe storie non hanno fretta di finire.

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