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Morta a 24 anni a causa di un tatuaggio: il dramma di una modella che voleva solo un cover-up

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R.D.V.

Shock anafilattico come reazione ad un anestetico locale: così è morta Leya, giovane modella originaria di San Pietroburgo.

Leya Chernova, una giovane modella di 24 anni originaria di San Pietroburgo, Russia, ha perso la vita in circostanze tragiche e sconcertanti. Desiderosa di coprire alcuni vecchi tatuaggi con un nuovo disegno “blackwork” su tutta la gamba, per coprire un vecchio tatuaggio (realizzando quindi un cosiddetto cover-up), Leya si è affidata alle mani di una tatuatrice identificata nei media locali solo come Svetlana. Tuttavia, ciò che doveva essere un momento di trasformazione artistica si è trasformato in un incubo mortale.

Una reazione allergia ad un anestetico uccide una modella 24enne durante un tatuaggio – qnm.it

Spinta dalla paura del dolore che l’attesa procedura avrebbe potuto comportare, Leya ha chiesto a Svetlana l’applicazione di un anestetico locale per alleviare il disagio. Nonostante la totale mancanza di formazione medica della tatuatrice, questa ha proceduto ad iniettare alla giovane modella quattro fiale piene di Novocaina attraverso dieci iniezioni durante la sessione tenutasi nel mese di luglio. Quasi immediatamente dopo le iniezioni, Leya ha manifestato i primi segni preoccupanti: tremori e schiuma alla bocca.

Una reazione allergica devastante: nonostante i soccorsi per la 24enne non c’è stato nulla da fare

Nonostante i tentativi disperati della tatuatrice di chiamare i soccorsi mentre le condizioni della ragazza peggioravano visibilmente – labbra blu e occhi rovesciati all’indietro – Leya è stata trasportata d’urgenza all’ospedale dove è caduta in coma. Due mesi dopo quel fatidico giorno, senza mai aver ripreso conoscenza, Leya Chernova è deceduta. L’autopsia successiva ha rivelato che la causa del decesso era da attribuire a uno shock anafilattico causato dalla reazione allergica all’anestetico somministrato.

Di fronte a questa tragedia evitabile, emergono dettagli scioccanti sulla leggerezza con cui Svetlana ha gestito la situazione. Ammettendo candidamente nei documenti giudiziari e alle forze dell’ordine locali di aver “calcolato il dosaggio a occhio” e ignorando completamente le procedure da seguire in caso d’emergenza medica. Ora rischia fino a sei anni di prigione per aver fornito trattamenti medici senza alcuna qualifica.

Il caso ha suscitato indignazione non solo tra il pubblico ma anche nella comunità medica russa. Il Dr Janelidze Vyacheslav Afonchikov ha espresso chiaramente l’illegalità dell’accaduto sottolineando come procedure simili debbano essere eseguite esclusivamente da personale qualificato e in ambienti adeguatamente attrezzati come ospedali o ambulatori autorizzati.

Questo tragico evento serve da doloroso promemoria dei rischi associati ai trattamenti estetici effettuati da individui non qualificati e dell’importanza cruciale delle verifiche sulle allergie prima dell’esposizione a qualsiasi farmaco o sostanza chimica.

R.D.V.

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