La spada nella roccia è in Italia: il luogo da fiaba che devi vedere e pochi conoscono

In Italia si trova la famosa spada nella roccia e si trova in un posto incredibile: accanto ad un’abbazia abbandonata

Mettete una sconfinata campagna, di quelle fatte di verdi vallati a perdita d’occhio, e nel bel mezzo mettettici una grande abbazia medievale abbandonata e senza soffitto. E ora in questo scenario aggiungete una spada conficcata nella roccia. Tutto ciò non è una fiaba, esiste davvero e non è ad Avalon, ma nella nostra Toscana.

san galgano gita italia
Un posto incredibile che pochi conoscono dove si trova la spada nella Roccia

Si trova infatti a Chiusdino vicino Siena la leggendaria spada nella Roccia, sì proprio quella di Re Artù, della Tavola rotonda del Castello di Camelot. Un luogo carico di suggestione che vi trasporterà in un regno al confine fra magia, fiaba e storia. Uno di quei posti da vedere in Italia almeno una volta nella vita.

San Galgano, il posto da fiaba in Italia

Ci troviamo a una trentina di chilometri da Siena in uno degli angoli più belli d’Italia. Qui nel comune di Chiusdino sorge un’abbazia medievale e un eremo. Da lontano le mura dell’abbazia di San Galgano si stagliano nella grande vallata creando un paesaggio davvero particolare. Già perché salta subito all’occhio che quel grande edificio in pietra in stile gotico è senza soffitto. E questo basterebbe per fare un ‘oh’ di meraviglia e lasciarsi trascinare in un clima davvero suggestivo.

Ma c’è di più. Poco distante dall’Abbazia si trova l’eremo, detto anche Rotonda, di Montesiepi. La particolarità è che all’interno è conservata la Spada nella Roccia. Proprio quella che ha dato il la alla leggenda di Re Artù della tavola Rotonda. Ma questa spada è stata conficcata nella roccia da Galgano Guidotti, un cavaliere prima, un eremita poi che rinunciò alla violenza. Un uomo che ha fatto esattamente il gesto contrario di Artù (Galgano l’ha messa nella roccia, Artù l’ha estratta).

A rendere fiabesco e mistico al tempo stesso questo luogo è proprio la commistione fra storia e leggenda, fra l’intervento divino e la bellezza del posto. Andare a fare una gita all’Abbazia di San Galgano vuol dire immergersi in una realtà senza tempo che non potrà non affascinarvi.

 posti fiaba italia
L’Abbazia di San Galgano a Monte Siepi

La storia della spada nella roccia

Siamo alla metà del 1100 e in questa terra allora suddivisa fra una miriade di città in lotta fra loro nasce Galgano Guidotti. La sua è una famiglia agiata e come molti altri intraprende la carriera militare. Si racconta che nella sua vita non si fece mancare nulla, anzi si lasciò andare ad una vita piuttosto lussuriosa.

Ma ad un certo punto della sua vita gli apparve in visione l’Arcangelo San Michele che lo portò a Monte Siepi in una cappella rotonda ad incontrare Gesù e i 12 Apostoli. Così nel Natale del 1181 Galgano diede seguito a quella visione e si recò a Monte Siepi. Qui tolse la spada dal fodero e la conficcò nella roccia per fare una croce e per dare un segno di rinuncia alla vita dissoluta e alla violenza che finora aveva praticato. Creò dal mantello di cavaliere un saio e si ritirò a una vita da eremita fino alla sua morte. Compì dei miracoli e la sua figura venne ben presto considerata negli ambienti ecclesiastici e non solo.

Infatti la sua rinuncia alla guerra e alla ricchezza è archetipo della redenzione, dell’uomo che trova nello spogliarsi la salvezza. Un percorso che anticipa quello che poco meno di un secolo dopo avverrà con San Francesco. Inoltre a tutto questo si unisce quell’elemento magico della spada nella roccia, spada che più persone hanno provato a estrarla senza riuscirci.

L’Abbazia di San Galgano e l’eremo

Quando il mito di Galgano si diffuse e venne avviato il processo di canonizzazione si volle dapprima costruire una cappella nel luogo in cui il Santo morì, poi successivamente un monastero. Vennero chiamati i monaci circensi ad edificarla e a ondare la prima comunità.

Nel 1288 i lavori per l’Abbazia terminarono e diventò un luogo strategico ed economicamente molto importante. Ma dal 1400 la situazione precipitò con continue carestie e saccheggi. La comunità si ridusse a pochi monaci e per far fronte alle continue perdite un monaco vendette la copertura in piombo della chiesa. Le cose peggiorarono sempre di più tanto che già prima del 1600 l‘Abbazia era ormai inagibile. A decretarne la fine un fulmine che colpì il campanile e fece venire giù quello che rimaneva del tetto. Venne così prima sconsacrata, poi usata come stalla e ricovero e infine solo nel 1926 entrò a far parte dei monumenti italiani.

Poco distante dall’Abbazia si trova l’eremo di Monte Siepi detto anche la Rotonda venne edificato subito dopo la morte del Santo. E ingrandita nel 1400 e successivamente nel 1700. All’interno di questo eremo dalla particolare forma cilindrica al centro si trova il celebre masso. La roccia dove Galgano infilò la spada.

Ammirare questa antica elsa ormai consumata e arrugginita simbolo potente di redenzione, sovrannaturale e storia è indubbiamente molto affascinante. Ma toglietevi dalla testa di essere il nuovo Re Artù: la roccia è oggi protetta da un cubo in plexiglass per evitare che troppe mani la tocchino. Ma rimane intatta la magia della Spada nella Roccia.