Esimio, egregio, illustre e gli altri titoli spiegati

Come compilare una lettera nel migliore dei modi? Prima di tutto scegliendo il titolo onorifico adatto per la giusta persona. In questo approfondimento andremo a scoprire quali e come usarli per non sbagliare le formalità

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    Titoli onorifici

    Come compilare una lettera nella maniera più corretta andando a utilizzare i vari appellativi come esimio, egregio, illustre e tutti gli altri titoli onorifici? Forse avrete già letto sulle missive parole anche rare e apparentemente senza troppo significato in questo ambito come “chiarissimo” oppure ancora “magnifico”, ma ci sono motivazioni ben specifiche per ognuna di queste formalità. Scendiamo nel dettaglio per stupire tutti con la vostra conoscenza.

    L’italiano formale nelle lettere

    L’italiano delle lettere è decisamente più aulico e per certi versi anche retorico rispetto a quello colloquiale che si può ascoltare nelle conversazioni per strada oppure anche in televisione. Il motivo è molto semplice dato che segue le pratiche inaugurate dai trattati di ars dictamini del XII secolo a loro volta derivati da usi rinascimentali andando a miscelare con le regole dell’epistolografia. In misura minore si vanno a utilizzare queste norme anche nelle email. I termini che andremo a descrivere sono naturalmente enfatici e sono finalizzati a esprimere soprattutto rispetto con l’interlocutore.

    Gli appellativi formali: quando si usano

    Gli appellativi come illustrre, esimio, gentile oppure egregio sono i più utilizzati e vanno a esprimere un sentimento di rispetto e di cordialità. Sono formali, ma non eccessivamente tali. Se il nostro interlocutore è uno sconosciuto oppure una persona alla quale dobbiamo mostrare rispetto allora sono più che consigliabili, se invece abbiamo un rapporto di amicizia e apertura possiamo semplicemente virare verso il classico “caro”

    Gli appellativi formali: come si usano

    Ok, tutto chiaro, ma come si usano questi appellativi formali? Come avrete già visto in lettere ricevute, il blocco con appellativo e nome e cognome, magari anche con professione forma una parte che deve essere separata dal resto. Dunque, si pone una virgola e si va a capo. Precisato questo, scopriamo il significato dei termini più utilizzati

    Illustre

    Più utilizzato e comune, questo termine deriva dal latino illustris che significa luminoso e infatti è quel che intrinsecamente vuol dire. Come è naturale, questa brillantezza è d’animo e di intelletto e si può apporre a chi ha dimostrato una carriera d’eccezione. Si può addirittura enfatizzare con il superlativo dunque “illustrissimo”.

    Egregio

    La forma più utilizzata è proprio egregio, perché è la più duttile e aperta a ogni uso. Può così andare ad attarsi a una grande varietà di destinatari. È quella da consigliare se non siamo ben certi della professione dell’interlocutore né dell’età. Questa parola deriva dal latino egregius ossia dal gregge ed è sinonimo di insigne, degno di ammirazione.

    Esimio

    Esimio è un termine ormai un po’ desueto, ma comunque ancora piuttosto in uso ed è sinonimo di straordinario ed esemplare, andando dunque a riferirsi alle qualità rare e lodevoli del destinatario della missiva. Se chi riceverà la lettera ha una posizione sociale di rilievo, ma non si hanno rapporti è ideale. La sua origine è latina, arriva dal XIV secolo e significa “d’eccezione”.

    Gentile

    Un classicone che non passa mai di moda e che può avere per certi versi la stessa duttilità e valgono i medesimi principi già espressi nella pagina precedente. La parola esprime cortesia e affabilità e deriva dal latino gentilis che significa “di buona stirpe”.

    Distinto

    Altra formula che può essere alternata ad egregio e che segue i medesimi principi. Come si può facilmente intuire va a specificare che chi riceverà la missiva si “distingue” dalla massa e dunque merita rispetto.

    Chiarissimo o pregiatissimo

    Che caspita significa chiarissimo riferito a una persona? In realtà in questo caso si può andare ad accompagnare ad esempio a un ruolo didattico ed educativo come un professore universitario. Stesso discorso per pregiatissimo, che è prerogativa di personalità di alto riguardo intellettuale.

    Onorevole

    Come da abitudine sui giornali, nei film e nei libri, onorevole è un titolo che va ad accompagnarsi ai politici come senatori oppure parlamentari, ma anche capi di stato e affini. Si scrive maiuscolo e deve essere seguito dal titolo e dal cognome, volendo.

    Eminenza, Reverendo, Sua Eccellenza

    In questo caso, è una sequenza di titoli onorifici pensati per personalità religiose. Eminenza per i cardinali, eccellenza reverendissima per i vescovi oppure abati, mentre reverendo per sacerdoti o suore. C’è anche molto reverendo per parroci, vicari e decani