Anticipo TFR: come e quando richiederlo

Fronteggiare spese impreviste ricorrendo ad un anticipo sul TFR è possibile. La legge consente al lavoratre dipendente di chiedere un anticipo sul Trattamento di Fine Rapporto in alcune ipotesi specifiche. Vediamo come e quando richiederlo, nonché i requisiti per ottenerlo.

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    Anticipo TFR: come e quando richiederlo

    In condizioni di difficoltà, ottenere un anticipo sul TFR può rappresentare una soluzione efficace per fronteggiare spese impreviste. Ma come e quando richiederlo? E’ lo stesso Codice Civile a prevedere per il lavoratore dipendente la possibilità di richiedere un anticipo sul Trattamento di Fine Rapporto in alcune ipotesi specifiche e in presenza di particolari requisiti. Questa opportunità concessa dal legislatore rappresenta uno strumento di tutela previdenziale che, in linea di massima, non può essere negato al lavoratore, purchè si sia in presenza delle condizioni previste dalla normativa. Tuttavia, esistono anche dei casi in cui il datore di lavoro può rifiutare l’anticipo sul TFR. Scopriamo allora cos’è l’anticipo sul TFR, in quali ipotesi può essere richiesto e come fare per ottenerlo.

    Quando è possibile richiedere il TFR anticipato?

    Come è noto il TFR è una retribuzione differita, una sorta di liquidazione, che spetta ad ogni lavoratore dipendente al momento della cessazione del rapporto di lavoro, indipendentemente dalla causa. Tuttavia, la legge prevede per il lavoratore la possibilità di fare richiesta di anticipo TFR per motivi personali. Nello specifico, nell’articolo 2120 del Codice Civile, il legislatore indica espressamente le ipotesi in cui è possibile chiedere il TFR anticipato. In primo luogo l’articolo indica i requisiti necessari per la richiesta di TFR anticipato: aver maturato almeno 8 anni di servizio presso il datore di lavoro cui si fa richiesta; l’anticipo TFR deve essere contenuto nei limiti del 70% del trattamento spettante nelle ipotesi di cessazione del rapporto alla data della richiesta; l’anticipo TFR deve essere nei limiti del 10% degli aventi titolo e, comunque, del 4 % del numero totale dei dipendenti. Infine, viene specificato che l’anticipo TFR può essere richiesto una sola volta durante il rapporto di lavoro. Una volta chiariti i requisiti, lo stesso articolo passa a specificare in quali ipotesi è possibile farne richiesta. Si tratta, dunque di fattispecie ben precise:

    • anticipo del TFR per ristrutturazione o acquisto della prima casa, per uso proprio o dei propri figli, documentato da specifico atto notarile;
    • anticipo del TFR per spese sanitarie per terapie e interventi straordinari, previo riconoscimento da parte delle strutture pubbliche;
    • anticipo del TFR per spese da sostenere durante i periodi di fruizione di congedi parentali (es. nascita del secondo figlio) e per formazione del lavoratore .

    Resta controversa la questione in merito all’ammissibilità della richiesta di un anticipo sul TFR in caso di matrimonio: mancando un’espressa previsione codicistica a riguardo, in teoria non dovrebbe essere ammesso. Tuttavia può essere comunque accordata dal datore di lavoro o dai CCNL. Dunque, quando il datore di lavoro può rifiutare l’anticipo sul TFR in maniera del tutto leggittima? In primo luogo, non è ammesso l’anticipo sul TFR prima degli 8 anni di servizio maturati presso quello stesso datore di lavoro. In secondo luogo non è ammesso nel caso di aziende in crisi o nel caso in cui l’anticipo non sia compreso nei limiti previsti dalla legge (10% dei dipendenti aventi diritto e del 4% del numero totale dei dipendenti). C’è un ampio dibattito relativo alla condizione dei lavoratori del pubblico impiego, in quanto al momento l’INPS non ammette la possibilità per gli stessi di richiedere un Trattamento di Fine Rapporto anticipato. Tuttavia, l’articolo 4 del D.L. 185/2008 ha introdotto la possibilità di richiesta dell’anticipo TFR anche per i dipendenti pubblici anche se non sono state ancora specificate le ipotesi e le modalità di concessione.

    Come richiedere il TFR anticipato

    Una volta chiarito cos’è e quando è ammesso l’anticipo sul Trattamento di Fine Rapporto, è bene capire come richiedere il TFR anticipato. La richiesta è subordinata alla presentazione di un modulo cartaceo accompagnato dalla domanda scritta. La legge, inoltre, richiede alcuni documenti da allegare al modulo per richiedere l’anticipo sul TFR, che saranno diversi a seconda del motivo per il quale si fa richiesta. Dunque, se il motivo è l’acquisto della prima casa, occorrerà allegare l’atto di acquisto, se il motivo sono spese mediche, bisognerà allegare gli opportuni certificati. Nel caso di spese da sostenere nei periodi di congedo parentale, occorre prensentare il modulo INPS di richiesta anticipo TFR specifico.

    La tassazione sull’anticipo del TFR

    Per quanto concerne, infine, la tassazione sull’anticipo sul TFR, è utile dire che, in caso di richiesta per motivi sanitari viene tassato con una ritenuta a titolo di imposta pari al 15% (al netto dei redditti già soggetti ad imposta), ridotta dello 0,3% per ogni anno che eccede il 15° di partecipazione a forme pensionistiche complementari. Nel caso di anticipo per acquisto della prima casa, la tassazione è fissa e pari al 23%.

    Anticipo TFR dipendenti pubblici

    Il discorso cambia un po’ quando parliamo di anticipo del TFR per i dipendenti pubblici. Sebbene l’articolo 4, commi 4 e 5, del D.L. 185/2008 dichiari che l’anticipo della liquidazione ai dipendenti pubblici sia possibile, nel concreto tale azione non è attuabile per via di quanto stabilito nell’Accordo quadro nazionale tra l’ARAN e le organizzazioni sindacali per l’attuazione della L. 335/95.

    Stando all’Associazione dei consumatori, i soli a poter richiedere un anticipo sul TFR sono i dipendenti pubblici con contratto a tempo determinato assunti a partire dal 30 mag­gio 2000 e i dipendenti pubblici con contratto a tempo indetermina­to assunti a partire dal primo gennaio 2001.

    Per ciò che concerne il TSF, invece, non è possibile richiederlo in alcun modo, fatta eccezione per l’estinzione del mutuo ipotecario, ma in casi particolari.

    Anticipo TFR per acquisto prima casa

    Per quanto concerne la richiesta di anticipo sul TFR per l’acquisto della prima casa, restano validi i soliti vincoli, ma in più bisognerà tener conto di un’altra serie di condizioni, ovvero:

    • il dipendente che richiede il TFR anticipato non deve essere né proprietario, né usufruttuario di immobili locati nello stesso comune della sede di lavoro e zone limitrofe. Ciò è valido anche per i componenti del nucleo familiare
    • se l’acquisto della casa è previsto in un comune al di fuori del comune della sede del lavoro, questa dovrà essere raggiungibile entro un’ora con i mezzi pubblici
    • se si ha intenzione di vendere la propria prima casa per acquistarne un’altra, si dovrà dimostrare che il ricavato è stato utilizzato per l’acquisto di un nuovo immobile
    • l’immobile da acquistare con il contributo della liquidazione deve essere intestato al dipendente o all’eventuale coniuge o al figlio maggiorenne

    Come sempre, anche qui l’anticipo del TRF per la prima casa può essere richiesto una sola volta ed è valido anche per la costruzione della prima casa e per la partecipazione a cooperative.

    Per ciò che concerne i dipendenti pubblici, l’anticipo della liquidazione per l’acquisto della prima casa può essere erogato solo ai dipendenti con contratto a tempo determinato e assunzione a partire dal 30 mag­gio 2000 e ai dipendenti pubblici con contratto a tempo indetermina­to, assunti a partire dal primo gennaio 2001. Chi invece volesse richiedere un anticipo sul TFS, ovvero il Trattamento di Fine Servizio dei dipendenti pubblici, potrà farlo solo per richiedere l’estinzione anticipata o la riduzione del mutuo ipotecario, ottenendo un prestito fino ad un massimo di 120 rate mensili, restando nell’ambito della convenzione stipulata fra il Ministero della Difesa e la BNL. Tutti gli altri dipendenti pubblici che non rientrano in questo Ministero e/o non hanno i summenzionati contratti non potranno richiedere l’anticipo del TFS per l’acquisto della prima casa.