Un orgasmo al giorno diminuisce il rischio di tumore nell’uomo

Fare sesso regolarmente diminuisce la possibilità di un tumore alla prostata del 20% fino ad arrivare al 22% per coloro che eiaculano fino a 21 volte al mese

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    Un orgasmo al giorno diminuisce il rischio di tumore nell’uomo

    Gli uomini che hanno orgasmi regolari, di media una volta al giorno, hanno il 20% in meno di probabilità di vedersi diagnosticato un tumore alla prostata. Uno studio condotto dai ricercatori della Harvard Medical School afferma di non riuscire a spiegare perché gli orgasmi possano ridurre il rischio di cancro alla prostata senza condurre ulteriori ricerche. Tuttavia gli scienziati sostengono, in merito a ricerche preventive fatte su uomini in cui riscontrata la malattia, che gli orgasmi regolari possono eliminare sostanze chimiche cancerogene nella prostata. Andiamoci quindi con i piedi di piombo ma cerchiamo di capire lo studio a cos’ha portato.

    Le ricerche condotte negli anni dalla Harvard

    Lo studio della Harvard, il più grande finora svolto per esaminare la frequenza dell’eiaculazione e del rischio correlato di cancro alla prostata, ha coinvolto quasi 32.000 uomini in buona salute per 18 anni. Di questi, 3.839 ai quali in seguito è stato diagnosticato un tumore alla prostata, rivelatosi poi letale in 384 casi. Ricordiamo che la prostata è una ghiandola del sistema urinario e riproduttivo dell’uomo situata tra il pene dell’uomo e la sua vescica. La sua funzione principale è quella di produrre un fluido bianco denso che viene mescolato con lo sperma prodotto dai testicoli, per creare poi quello che è lo sperma dell’eiaculazione durante un orgasmo. I ricercatori hanno quindi scoperto che gli uomini nella fascia di età dai 40 ai 49 anni che eiaculavano 21 o più volte al mese riducevano il rischio di cancro alla prostata del 22%. Tutti i soggetti coinvolti erano stati invitati a compilare un questionario in cui indicare la frequenza media mensile delle eiaculazioni registrate in tre periodi della propria vita: tra i 20 e i 29 anni, tra i 40 e i 49 anni e nei dodici mesi precedenti l’avvio della ricerca.

    Risultati incoraggianti ma molta cautela

    riceche cancro alla prostata

    In questo lavoro prospettico iniziato nel 1992 e concluso nel 2010 gli scienziati della Harvard hanno scoperto quindi che gli uomini che avevano eiaculato più frequentemente nella loro vita avevano avuto un più basso rischio di cancro alla prostata. In tutti questi casi sono state associate anche considerazioni su altri fattori di benessere, come dieta, stile di vita e screening prostatici effettuati. Sul discorso frequenza di eiaculazione, un’altra teoria che è stata considerata, è stata quella che se lo sperma viene regolarmente rigenerato, consentendo a nuove cellule di svilupparsi, l’accumulo delle vecchie che potrebbero avere la probabilità di diventare cancerose diminuisce.

    La dott.ssa Jennifer Rider, della Harvard Medical School e Brigham and Women’s Hospital, ha affermato che i risultati sono “particolarmente incoraggianti”, ma devono essere interpretati con cautela. “Sebbene questi dati siano i più convincenti fino ad oggi riscontrati sul potenziale beneficio dell’eiaculazione in rapporto allo sviluppo del cancro alla prostata, sono dati osservazionali e dovrebbero essere interpretati con una certa cautela. Allo stesso tempo, data la mancanza di fattori di rischio modificabili per il cancro alla prostata, i risultati di questo studio sono particolarmente incoraggianti“.