Rimuovere tatuaggio: costo e tutto ciò che dovrebbero sapere i pentiti del tattoo

Tutto ciò che bisogna considerare non soltanto quando si vuole rimuovere un tatuaggio ma anche prima di eseguirlo, perché il pentimento può essere dietro l'angolo e non è una procedura semplice. Costi, attese, dolori e conseguenze di questo iter

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    Rimuovere tatuaggio: costo e tutto ciò che dovrebbero sapere i pentiti del tattoo

    Rimuovere un tatuaggio è una procedura sempre più comune visto che i pentimenti crescono in modo direttamente proporzionale al numero di disegni impressi sulla pelle. Si dice che un diamante è per sempre, ma un tattoo no, si può cambiare idea, magari si arriva a 50 anni e si considera un po’ poco elegante il tribale sopra il deretano. Soprattutto se si è uomini. Ma quanto costa rimuovere un tatuaggio grande o piccolo? Quante sedute sono necessarie per ripulire per bene dall’inchiostro la nostra epidermide e fa male alla salute? Su tutti i dubbi, rimarrà un segno come una cicatrice indelebile? Cerchiamo di chiarire tutte le possibili implicazioni che questa decisione non così leggera può comportare raggruppando una serie di pratiche domande e risposte.

    I tatuaggi vengono eseguiti andando a iniettare inchiostro sotto pelle. Trattasi di una vera e propria ferita che il nostro corpo va a gestire curando la zona soggetta al trattamento, che rimane però impressa in modo (quasi) indelebile. Con l’età, gli anni, il sole e eventuali traumi, il tatuaggio può diventare meno definito e perdere di sfumatura.

    Ma questa è solo una delle motivazioni che hanno spinto il 17,2 per cento dei tatuati a considerare di rimuovere il tatuaggio, come raccontato dai dati dell’Istituto Superiore della Sanità (2015). Dei sette milioni di tatuati italiani, il 4,3 % ha già fatto rimozione.

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    Foto di damiangretka/Shutterstock.com

    Rimuovere tatuaggio: le tecniche e come avviene la cancellazione

    Per rimuovere il tatuaggio viene utilizzato un laser che va a distruggere l’inchiostro e a riportare la pelle quasi come prima. Il laser più attuale agisce a impulsi punto dopo punto, si chiama “a picosecondi” creando un’onda elettromagnetica che frantuma i pigmenti; questi vengono poi presi in carico dalle nostre difese interne, i macrofagi, che li “mangiano” e eliminano.

    Se prima l’iter era più traumatico, portava più cicatrici e complicazioni, con la tecnologia moderna tutto è stato semplificato e reso più efficiente con risultati che possono diventare davvero sorprendenti.

    Tuttavia, non si può generalizzare e così molto dipende dall’estensione e dalle sfumature di inchiostro utilizzati oltre che dalla zona del corpo dove il tattoo è stato eseguito. Va da sé che per zone come il tronco è molto più semplice che ad esempio in parti dove la pelle è più sottile, come ad esempio alle estremità degli arti. Stesso discorso per il numero di sedute, ma facciamo un po’ di ordine.

    Rimuovere tatuaggio: quanto costa?

    Il prezzo per rimuovere tatuaggi dipende naturalmente dai fattori precedentemente elencati. Per i tatuaggi più piccoli si parte da circa 100 euro, per quelli più grandi anche quasi 1000. D’altra parte, le nuove macchine che fanno meno danni e sono più efficienti costano molto e richiedono parecchia manutenzione, con relativo aumento dei costi all’utente finale.

    Rimuovere tatuaggio: quante sedute servono?

    Il numero di sedute per rimuovere il tatuaggio dipendono dal luogo e dalla elaborazione dello stesso. Se un disegno è molto semplice, con un solo colore e di piccole dimensioni, questo può essere cancellato anche con una sola seduta.

    Per tattoo molto estesi e con tanti colori, serviranno numerose sedute oltre che pause tra una e l’altra. Più lunghe sono le pause più efficace sarà il risultato finale, in generale sono necessari almeno due mesi tra una e l’altra.

    Abitualmente, si ricorre alla cosiddetta scala di Kirby-Desai che assegna un punteggio, un numero, al tatuaggio che restituisce il numero di sedute ideali alle quali il “paziente” deve sottoporsi per un trattamento efficace.

    I colori più difficili da rimuovere sono sfumature che vanno dal blu chiaro al verde fino al bianco che è davvero ostico. Per casi come i tatuaggi cosmetici che vengono applicati intorno alle labbra (il cosiddetto trucco permanente) sarà necessario modificare la sfumatura ad esempio al nero prima di cancellare. Ma questo comporta anche una lunga pausa per permettere al corpo di assorbire la sfumatura quindi si dovrà pazientare anche un paio di mesi.

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    Foto di Andrey_Popov/Shutterstock.com

    Rimuovere tatuaggio: rimangono segni e cicatrici?

    Ricollegandoci a quanto precedentemente affermato, possono rimanere dei segni e delle cicatrici non soltanto se ci si affida a uno studio di rimozione non così affidabile, ma anche se il tatuaggio è stato eseguito in una zona molto delicata e con un disegno complesso e con tanti colori. Prima, si utilizzavano metodi più traumatici come quelli chirurgici oppure con termoabrasione, il laser è sempre la soluzione più pulita e con meno conseguenze sul nostro organismo.

    Con le tecnologie attuali e affidandosi a centri specializzati e certificati; qui, come mai, è fondamentale prima informarsi chiedendo a persone di fiducia e/o leggendo recensioni e commenti online. Dunque, rispettando tempi e modi, possono rimanere segni ormai raramente.

    Bisogna lasciare, in generale, tempo al corpo di assorbire il tatuaggio e il colore dopo che questo è stato frantumato e così si può arrivare anche a un tempo totale di due anni prima che l’effetto “fantasma” – come viene definito l’alone che può permanere per un po’ – sparisca totalmente.

    Rimuovere un tatuaggi fa male?

    Sì. Il laser non è innocuo perché la sensazione è piuttosto fastidiosa se non anche spiacevole e dolorosa soprattutto nelle zone con meno grasso. I primi laser erano come un colpo d’elastico a distanza ravvicinata, mentre ora la sensazione è come una piccola scossa. Ci si dovrà preparare a molta sofferenza se il tattoo è esteso e complesso, con tanti punti.

    Rimuovere un tatuaggio fa male alla salute?

    Per rimuovere tatuaggi dal nostro organismo, gli si provoca un’ennesimo trauma dunque di certo non è qualcosa di innocuo. Ma se si segue al meglio la procedura e si rispettano tempi, modalità e altre precauzioni non si avranno altri problemi.

    Posso rifare un tatuaggio dopo averne cancellato un altro?

    Decisamente sconsigliabile rifare la procedura su una porzione di pelle che è stata appena ripulita da un tatuaggio. In caso di pentimenti, è meglio andare a modificare il disegno oppure i colori – in questo caso optando per sfumature più scure – invece che “cancellare e rifare da capo”.

    Posso prendere il sole dopo avere cancellato un tatuaggio?

    Naturalmente no. Come per la procedura iniziale, anche per la rimozione dei tatuaggi si deve prestare la massima cura e lasciare che la pelle sia protetta e che possa guarire dal trauma. Dunque si dovrà tenere coperta da una garza e gli si dovrà applicare le creme indicate. Meglio evitare l’esposizione al sole così come i bagni in acqua di mare e il contatto con qualsiasi agente contaminante. Molto importante evitare anche di graffiare la zona.

    Rimuovere un tatuaggio: conclusioni

    Insomma, siamo davanti a una procedura che può essere lunga, costosa e dolorosa e che in alcuni casi può comportare anche qualche conseguenza come fastidi, segni e che – in ogni caso – non può esimersi dal generare situazioni non proprio confortevoli.

    Prima di eseguire un tatuaggio si dovrebbe dunque prendere in considerazione tutto questo (oltre ai pro e contro dei tatuaggi), perché con l’età, l’esperienza e i fatti della vita (tatuaggio di quella che diviene l’ex-moglie o semplicemente ex-ragazza?) un disegno che sembrava per sempre diventa solo un ingombro. In ogni caso, consigliamo in modo perentorio di affidarsi solo e soltanto a professionisti.