Olio CBD, l’ONU cambia le carte in tavola

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    Olio CBD, l’ONU cambia le carte in tavola

    Al centro dell’attenzione mediatica, in questi ultimi tempi, c’è la questione che vede l’ONU (Organizzazione Nazioni Unite) protagonista principale nel discorso legato alla Cannabis. Nello specifico, la Commissione è riuscita ad ottenere il favore della maggior parte delle nazioni nel riconoscere finalmente il valore terapeutico della cannabis.

    Allo stesso tempo, anche in Europa è stata segnata una svolta definitiva: prodotti con prevalenza di CBD non rientrano più tra le sostanze definitive stupefacenti. Per tale motivo, c’è stato un vero e proprio boom del mercato della cannabis: acquistare online olio di CBD Justbob è una delle opzioni più valide per beneficiare a pieno di prodotti di qualità, certificati e da poter ricevere in sole 24/48H dall’ordine.

    Cannabis e ONU: cos’è cambiato?

    L’ONU ha finalmente deciso di far compiere un passo avanti al campo medico, decidendo di dichiarare la cannabis una sostanza da poter legalmente impiegare in campo medico. Grazie ad una riclassificazione, si è finalmente giunti a considerare la cannabis e la resina da essa derivante delle sostanze non equiparabili alle altre droghe.

    Bisogna fare particolare attenzione: è sicuramente una svolta, ma il tutto è prettamente legato allo scopo terapeutico della cannabis ad alto contenuto di CBD. Ciò significa che non è assolutamente legale il consumo di cannabis a scopo ricreativo, se non nei paesi in cui è consentito dalla legge.

    Cannabis e CBD: di che si tratta?

    I prodotti oggi reperibili anche su shop online, naturalmente constano di elevati livelli di CBD, con minori o del tutto assenti quantità di THC. Qual è il motivo di ciò? La risposta è insita nella natura, o meglio nella composizione di questi due principi attivi.

    Nel caso del CBD (cannabidiolo), sappiamo che si tratta di un composto non nocivo per il nostro benessere psicofisico. Difatti, questa sostanza viene ritenuta legale per la semplice ragione che non agisce, in alcun modo, sulle nostre capacità. Il CBD riesce semplicemente ad interagire con i recettori del nostro organismo che si occupano di regolare l’umore: provoca stati di relax, ma non altera assolutamente la nostra lucidità.

    Sulla base di quanto appena detto, possiamo facilmente dedurre che le cause dell’illegalità della marijuana sono dovute al THC (tetraidrocannabinolo). Infatti, si tratta della sostanza che causa l’effetto high: agisce direttamente sulle nostre facoltà psicofisiche.

    Nonostante ciò, vogliamo rassicurarvi sul fatto che anche per il THC sono stati condotti numerosi studi e ricerche che ne attestano la validità in campo medico. Ad esempio, sono molto diffusi i casi in cui viene somministrato a pazienti che soffrono di disturbi alimentari: sembra che il tetraidrocannabinolo riesca a stimolare la sensazione di appetito.

    L’antica storia di questa pianta dimostra che, nel corso del tempo, sono stati rilevati molteplici benefici per curare alcune patologie: l’AIRC riporta persino studi che vedono una correlazione tra la cannabis e i dolori legati alle chemioterapie da affrontare durante un percorso di cura contro il cancro.

    Dunque, il 2020 si è concluso con dei buoni propositi: con la possibilità di realizzare farmaci a base di sostanze derivanti dalla cannabis, sicuramente la ricerca potrà compiere degli innumerevoli passi in avanti.

    Insomma, per quanto siano ancora sostanze poco conosciute, sono anni che medici e ricercatori s’impegnano per evidenziarne i benefici e le proprietà di cui, chiunque, potrebbe necessitare per migliorare alcuni aspetti della propria vita, ma utilizzando prodotti del tutto naturali.

    Olio CBD, perché acquistarlo?

    Il prodotto sicuramente più noto è l’olio CBD, in quanto può essere assunto ed utilizzato nei modi che più si preferiscono. In verità, è diventato sempre più popolare nel momento in cui sono stati scoperti e verificati i benefici che produce sul nostro organismo. Motivo che, tra l’altro, ha spinto un’organizzazione mondiale ad interessarsi della questione: 27 paesi erano favorevoli, mentre ben 25 si sono dimostrati contrari a tale scelta.

    Intanto, sappiamo che l’ONU è riuscita a diffondere un messaggio: la cannabis è una delle piante più antiche al mondo, coltivate per scopi puramente medici. In effetti, prodotti come l’olio si rivelano utili per coadiuvare la risoluzione di diverse problematiche.

    Più di tutto, si è imposto come un’arma vincente per contrastare attacchi di panico, sensazioni di ansia e stress. Come abbiamo già specificato, stimola determinati recettori, favorendo il rilascio di serotonina. In più, è un valido alleato per combattere l’insonnia: basteranno poche gocce per godersi, finalmente, una notte tranquilla.

    Molte persone decidono di acquistare un olio CBD semplicemente per inserirlo durante la preparazione di qualche pasto, in quanto è una sostanza ricca di proteine, grassi buoni e sali minerali, nonché priva di glutine! Dunque, si è rivelato un ottimo integratore alimentare naturale.

    Infine, viene impiegato come antidolorifico in caso di sovraffaticamento muscolare o dolori cronici.

    In conclusione, acquistare un olio CBD di qualità e con le percentuali giuste significa aver trovato una sola soluzione per numerosi problemi.

    Quali sono gli effetti collaterali del CBD?

    Per tranquillizzarvi subito, possiamo affermare con molta tranquillità che il consumo di CBD non implica effetti indesiderati o collaterali. In effetti, si tratta di una sostanza naturale che, se trattata come dovrebbe, riesce a conservare i principi attivi di cui beneficiare nel momento dell’assunzione.

    Nonostante ciò, l’olio CBD è comunque un prodotto estraneo al nostro corpo. Per questo motivo, possiamo elencare una serie di effetti collaterali riscontrati:

    • secchezza delle fauci;
    • abbassamento della pressione sanguigna;
    • stanchezza;
    • vertigini.

    In realtà, si tratta di problematiche vissute solo da determinati soggetti ma, soprattutto, si rivelano lievi. Infine, non c’è da preoccuparsi: nel momento in cui il proprio corpo si abitua, non risponderà più negativamente all’assunzione di cannabidiolo.