Robbie Williams giudica Harry Styles: “Bravo quasi come me”

Il cantante inglese, venerdì e sabato a Bologna per l’unica tappa italiana del suo tour mondiale, parla della rivalità con Gary Barlow e dei suoi eredi

A 48 anni, con qualche chilo in più sui fianchi e qualche tensione emotiva in meno, Robbie Williams guarda al futuro con la serenità di chi tutto sommato ha raggiunto un certo equilibrio. In questi giorni l’ex cantante dei Take That è in giro con il suo tour mondiale che venerdì e sabato sarà di scena alla Unipol Arena di Casalecchio, Bologna, per un unico appuntamento italiano.

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Robbie Williams, torna dal vivo con due date in Italia – QNM

In questi giorni si festeggiano i 25 anni del suo album di debutto, “Life Thru’ a Lens” che arrivò sparato alla numero #1 inglese e mondiale senza grandi difficoltà, trascinato da singoli come “Angels”, “Old before I die” e “Let me entertain you”. Il primo di dodici album solisti cui hanno aggiunti tre dischi del primo periodo con i Take That e altri tre successivi, quando la band si riformò tra 2010 e 2014 ottenendo un clamoroso successo in tour anche allo stadio di San Siro. E proprio mentre i Take That tornano insieme per l’ennesima volta, stavolta come trio e dunque senza Jason Orange, Robbie Williams prosegue il suo percorso artistico in autonomia.

Robbie Williams vs Gary Barlow

Parlando con l’amico Scott Mills per celebrare i 25 anni del suo primo disco, Robbie Williams ha parlato molto di sé, del suo passato e anche del futuro: “Quando litigai la prima volta con Gary Barlow e lasciai la band, pensavo che fosse per una questione di resistenza e di sopravvivenza. In realtà fu solo il primo di una lunga serie di esaurimenti nervosi. Evidentemente a non andare bene non era solo il mio rapporto con il gruppo” dice Robbie Williams.

“Ero in totale overload, non reggevo il carico. Un po’ come se casa stesse andando a fuoco e dovessi scappare. Volevo soltanto finire il tour e andarmene. Ma gli altri membri della band mi chiesero di andarmene subito. E l’ho fatto senza pensarci due volte” ricorda Robbie Williams.

Rivalità sanate

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Venticinque anni di carriera solista per Robbie Williams – QNM

Tutto ruotava intorno alla rivalità tra lui e Barlow: “La gente ci voleva uno contro l’altro, anche nelle classifiche. Sembra un match di wrestling o di pugilato. Noi contro loro. La gente adora questo genere di cose. Io forse avevo davvero bisogno di quella energia. Gary no. In questo lui era più adulto di me. L’ho provocato spesso e lui non ha mai reagito alle mie provocazioni”.
I tempi dei conflitti sono lontani: “Quella di oggi è una relazione più sana ed equilibrata. In una famiglia dove è successo quanto di peggio poteva accadere siamo riusciti a ricostruire un clima di rispetto e tolleranza reciproca. Una famiglia nella quale io sarò sempre e comunque il fratello minore, scavezzacollo e imprevedibile. E Gary sarà sempre il fratello maggiore. Di lui ho detto cose di cui non sono orgoglioso”.

Niente alcol ma produce vino

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Harry Styles in una recente foto – QNM

In un certo qual modo i due sono rivali anche oggi. Come imprenditori. Sia Gary Barlow che Robbie Williams hanno investito parecchi soldi in una propria industria vinicola. Williams ha lanciato da poco la “Rude Rise”, etichetta che imbottiglierà vini, sidro, birra e liquori. Anche se lui, dopo una vita sull’orlo dell’alcolismo e della dipendenza, non tocca un bicchiere da anni.

Barlow dal canto suo propone on successo vini selezionati ed esclusivi su vasta scala. Lo scorso anno ha venduto mezzo milione di bottiglie.

Robbie Williams ammette di seguire con grande interesse chi, come lui, ha vissuto un’esperienza simile. E si riferisce ad Harry Styles che dopo lo scioglimento degli One Direction ha inaugurato una carriera solista di grande successo: “Lo vedo molto, molto simile a me. Bravo… molto bravo… quasi quanto me – dice ridendo – sarà un caso ma ogni volta che chiedo un video a You Tube l’algoritmo me ne propone uno di Harry. Sto seguendo quello che sta facendo. Sta prendendosi il suo spazio ma, soprattutto, sta riempiendo uno spazio. Il palco è grande e può essere un posto estremamente solitario e malinconico”.