Peter Gabriel torna con un progetto straordinario: e un live – VIDEO

Il primo disco in vent’anni, ma Peter Gabriel torna con un disco completamente nuovo di brani inediti e un tour che lo riporterà in Italia

Stregato dalla luna. Molti, molti anni fa, durante una delle sue soste italiane di tour straordinari e immaginifici, Peter Gabriel aveva già parlato di una delle sue fonti di ispirazione maggiori. La luna. E al pubblico del suo concerto di “Growing Up”, in buon italiano, aveva spiegato che la luna influenza non solo le maree, il ciclo mestruale femminile o la produzione agricola: ma anche le fasi della creatività.

Peter Gabriel dal vivo in uno dei suoi ultimi tour eletrici – QNM

Quasi una ossessione quella di Peter Gabriel per la luna. Tanto da chiamare uno dei suoi fan club ufficiali “Full Moon Club”. E alla luna e alle sue fasi il geniale compositore britannico ha deciso di affidare la pubblicazione di tutti i singoli del suo nuovo album, “I/O”, il primo dopo venti anni di silenzio (quasi) assoluto.

Gabriel ha tempi estenuanti per la realizzazione dei suoi album. Che diventano puntualmente dei capolavori assoluti.

Peter Gabriel parla con la luna

Amatissimo da chi lo ha seguto anche quando decise di lasciare i Genesis nel lontano 1975 dopo “The Lamb Lies Down on Broadway” per iniziare una carriera solista visionaria e ispiratissima, Peter Gabriel pubblica per la prima volta dopo venti anni un album del tutto inedito. É dai tempi di “Up” (2002) che il pubblico di quello che in Italia era stato soprannominato l’Arcangelo sta pazientemente aspettando nuovo materiale.

A quel disco, meraviglioso e coronato da una doppia e interminabile tournee mondiale, era seguito “Scratch my back”, un album di cover eseguite da Gabriel (“Heroes”, “Philadelphia”, “Street Spirit”, “The boy in the Bubble” solo per citarne alcune) abbinate ad alcuni ri-editing della sua discografia. Poi “New Blood”, nuova riedizione orchestrale dei suoi classici, proposti in un meraviglioso concerto all’Arena di Verona. Nel mezzo, a lunga distanza l’uno dall’altro, tour completamente diversi e incredibilmente affascinanti. La dimensione live di Gabriel è davvero immensa. Ma sempre con materiale noto.

Il nuovo lavoro I/O

Il suo nuovo disco, il decimo lavoro in studio, è qualcosa di completamente diverso. Peter Gabriel come al solito, offre qualcosa di assolutamente innovativo. A ogni ciclo lunare, in corrispondenza di ogni luna piena, una nuova pubblicazione sarà rivelata al grande pubblico. E di ogni canzone, a cominciare dalla prima, “Panopticom”, le versioni saranno due: una Bright Side, e una Dark Side. Due remissaggi completamente differenti realizzati dai suoi ingegneri del suono, Tchad Blake e Mark ‘Spike’ Stent, specialisti tra i più creativi del mondo.

Un progetto, se ci si pensa, assolutamente folle e visionario. Proprio come nella tradizione di Gabriel. Che nel frattempo si prepara per un lungo tour che comincerà il 18 maggio da Cracovia e con due tappe immediatamente in Italia: il 20 all’Arena di Verona e il 21 al Forum di Assago (Milano). Biglietti già in vendita e quasi completamente esauriti.

Sarà uno dei grandi eventi della stagione live 2023 insieme al ritorno di Roger Waters per il suo storico ultimo tour.

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Due show a Verona e MIlano per Peter Gabriel – QNM

Musica e l’impegno civile

Peter Gabriel, 73 anni il 13 febbraio, ha coinvolto nella realizzazione del disco i consolidatissimi collaboratori di sempre: David Rhodes alle chitarre (suonò in uno storico tour con Battiato), il monumentale Tony Levin al basso, Manu Katché a batteria e percussioni. Sul nuovo disco le tastiere sono dello stesso Gabriel, con niente meno che Brian “the Brain” Eno ai sintetizzatori.

Il primo singolo “Panopticom” concretizza un’altra delle innumerevoli idee visionarie di Gabriel: “In un’era di social e di visibilità estrema, multilaterale e spesso divisiva, abbiamo realizzato una canzone su un oggetto che oggi non c’è. E forse domani sarà una realtà condivisibile: un globo di dati accessibile da chiunque e ovunque in grado di espandersi all’infinito. La comunicazione non è il male. La chiave è come la si usa. Stiamo iniziando a connettere un gruppo di persone che la pensano allo stesso modo e che potrebbero essere in grado di dar vita a questo progetto per consentire al mondo di vedersi meglio, più da vicino e capire di più su ciò che sta realmente accadendo”.

Peter Gabriel con la sua organizzazione ha affiancato numerose realtà umanitarie. A cominciare da Amnesty International. Autore di “Biko”, uno dei primi inni anti-apartheid quando Nelson Mandela era ancora in carcere, Gabriel ha sempre vissuto con estrema passione l’impegno civile.

In passato il cantante ha donato a migliaia di persone nei paesi a sud del mondo, spesso vittime di totalitarismi e dittature, migliaia di videocamere perché potessero testimoniare e diffondere quello che accadeva realmente nella loro società. Alcune delle sue videocamere hanno testimoniato molto prima dei social arresti politici, persecuzioni, operazioni di pulizia etnica. Accadeva venticinque anni fa.

La presentazione di Peter Gabriel del progetto I/O