Doors, saldi di fine catalogo: accordo miliardario

L’eredità dei Doors vale una fortuna e da oggi potrebbe tornare d’attualità con un accordo che ha letteralmente spiazzato i fan della leggendaria band di Jim Morrison

Quanto vale una leggenda? Nel caso dei Doors di Jim Morrison moltissimo. Soprattutto con l’avvento della musica digitale. Per cui un catalogo ormai esistente può essere ripubblicato, venduto e distribuito all’infinito attraverso le piattaforme di streaming generando un guadagno immenso.

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Da sinistra Dinsmore, Krieger, Manzarek e Morrison: i Doors – QNM

Difficile ipotizzare una cifra ben precisa ma a occhio e croce, considerando il valore del marchio, le royalties, la distribuzione di album leggendari e di canzoni immortali, una rendita certa non inferiore ai 25 milioni di dollari l’anno, i diritti che riguardano i Doors valgono intorno al mezzo miliardo di dollari.

Doors, due componenti cedono i diritti

É di poche ore fa la notizia che due componenti della band, il chitarrista Robby Krieger e gli eredi del tastierista Ray Manzarek, scomparso dieci anni fa a 71 anni dopo una lunga battaglia contro il cancro, hanno deciso di cedere a un editore indipendente – la statunitense Primary Wave – tutti i propri diritti riguardanti marchio, canzoni, album, merchandising e archivio dei Doors. La cifra non è stata resa nota. Ma secondo Billboard la Primary Wave avrebbe versato agli eredi di Manzarek e a Krieger che ha appena compiuto 77 anni non meno di 75 milioni di dollari a testa.

Il valore di una band leggendaria

Si tratta di un’operazione davvero clamorosa che coinvolge tutto quello che è il valore della band californiana guidata fino alla sua tragica morte da Jim Morrison. Tutto il catalogo della musica registrata in studio e dal vivo (dieci album in tutto), la sua distribuzione audio e video, l’archivio di foto e immagini, il celebre marchio della band, tuttora popolarissimo perché le magliette dei Doors vanno ancora a ruba, oltre al merchandising.

Una torta che vale una fortuna e che Krieger e gli eredi di Manzarek (la moglie Dorothy, in accordo con il figlio Pablo e i tre nipoti del tastierista) hanno deciso di monetizzare. A distanza di 52 anni dalla sua morte, avvenuta il 3 luglio del 1971 a Parigi, non è ancora chiaro chi gestisca, e come, l’eredità di Jim Morrison. Alcuni sostengono che ad amministrarla sia il batterista della band, John Densmore, l’unico che ha deciso di conservare i suoi diritti sulla musica della band e che con Morrison aveva un rapporto più che fraterno. Densmore portò due volte in tribunale Manzarek e Krieger, vincendo in entrambi i casi le dispute circa la titolarità sul nome e i diritti della band. Che dopo il 2007 vennero definitivamente divisi in parti uguali: 25% a testa per ognuno dei suoi componenti, proprio come voleva Morrison.

L’eredità pesantissima dei Doors

I Doors, che ufficialmente si sono sciolti nel 1973, hanno pubblicato tre album dopo la scomparsa di Morrison senza mai sostituire il loro frontman. Nei tre dischi postumi (Other Voices, Full Circle e An American Prayer) il cantante declamava poesie e versi sulle musiche dei suoi compangi. Oltre ad alcune canzoni rimaste nell’archivio della band, e mai pubblicate.

Tra discussioni e riappacificazioni, i tre Doors superstiti sono ricomparsi in pubblico in tre diverse occasioni. Nel 1978 per la pubblicazione di una serie di cofanetti, nel 1991 per il film di Oliver Stone che rilanciò in modo impressionante la popolarità della band. Jim Morrison era interpretato da Val Kilmer. E nel 1993, quando salgono sul palco per l’induzione nella Hall of Fame. A cantare Break on Through, Roadhouse Blues e Light My Fire è Eddie Vedder dei Pearl Jam.

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L’inconfondibile sex appeal di Jim Morrison – QNM

Discussioni e riappacificazioni

Poi altre cause, altre liti – soprattutto quando Densmore diffida Manzarek e Krieger dall’usare il marchio Doors sulle loro esibizioni in un tour in coppia. E ulteriori riappacificazioni. L’ultima volta che i tre salgono sul palco insieme (non come Doors ma con i loro cognomi) è nel 2011 passando per due show anche dall’Italia, a Grado e Pistoia.

Ora la scelta, non del tutto condivisa, di affidare l’eredità musicale della band a un’azienda di pubblicazioni digitali. Questa la nota diffusa da Dorothy, la vedova di Manzarek: “Ray e io abbiamo passato molto tempo a discutere del futuro dell’eredità dei Doors e di come gestire le cose dopo che ci avrebbe lasciato. Abbiamo lavorato pazientemente quasi dieci anni per trovare i partner giusti per continuare gli sforzi di tutta la vita di Ray nel proteggere e promuovere la sua arte. E ora siamo felici di aver finalmente raggiunto un accordo con Primary Wave. Sotto la continua guida del manager storico di Ray e della band Jeff Jampol, la Primary Wave è il partner giusto in questo sforzo che garantirà alle generazioni future la percezione di quello che i Doors hanno rappresentato da un punto di vista artistico, musicale e culturale”.