Made in Italy e Haute à Porter: TheOneMilano si prepara alla nuova edizione

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    Qnm foto

    Prenderà il via dall’11 al 15 marzo l’undicesima edizione di TheOneMilano in sinergia con Confartigianato, il salone tutto dedicato al mondo dell’haut-à-porter, che farà luce sulle tendenze autunno inverno della moda donna 2023, con qualche incursione sull’outerwear della moda maschile.

    La kermesse, che si terrà presso il polo espositivo di Fieramilano Rho, sarà accompagnata dall’hashtag #bettertogether, con l’intento di dare risonanza – nel mondo reale e in quello virtuale – a un unico grande evento che unirà le fiere del mondo delle pelli e della moda.

    TheOneMilano prevede infatti la contemporanea esposizione di Micam, Mipel e Homi Fashion & Jewels proponendosi come un unico punto di riferimento nella definizione di outfit completi.

    Ma alla base della kermesse, che riunirà più di 90 grandi maison della moda provenienti da ben 11 paesi, ci sarà soprattutto la sostenibilità: fra le aree espositive si staglierà infatti uno spazio, considerato il cardine della nuova edizione della kermesse, dal titolo “Slow Fashion Manifesto: le competenze visibili“, che avrà come focus l’importanza dello Slow Fashion, la cosiddetta moda lenta – parte integrante dell’identità di TheOneMilano – oggi fondamentale per un approccio più etico al mondo dell’haut-à-porter.

    TheOneMilano: dallo Slow Fashion alla qualità del Made in Italy

    foto interna

    Lo Slow Fashion è quel particolare movimento che promuove modelli di acquisto più virtuosi, che rifuggono dalla moda usa e getta in favore di capi a lunga durata. Abbigliamento e accessori prodotti secondo i principi di questa filosofia sono infatti realizzati per restare nel guardaroba a lungo, proponendosi come prodotti di qualità, capaci di trasmettere valore anche nel tempo.

    Ed è proprio in questo contesto che TheOneMilano fa spazio all’artigianalità del Made in Italy e a quella particolare eccellenza produttiva che distingue la manifattura italiana da quella del resto del mondo.

    La kermesse darà infatti risalto alle aziende italiane, che per quanto piccole e fedeli alla tradizione dell’artigianato, risultano fortemente moderne e protese a investire nell’innovazione dei processi produttivi.

    Ma i veri protagonisti di TheOneMilano saranno soprattutto i professionisti dell’artigianato: donne e uomini dalla grande creatività, provenienti di più disparati settori del mondo della moda, ma uniti nella volontà di dare risalto all’eccellenza italiana nel mondo.

    È così che la nuova edizione TheOneMilano si porrà come una grande vetrina di competenze visibili, che aprirà le porte i migliori esponenti del settore della sartoria, delle calzature, della gioielleria, del ricamo e della pelletteria. Ci sarà ad esempio Simona Iannini, che mostrerà l’attualità del tombolo aquilano nella moda contemporanea, così come Damiano Chiappini, che porterà nella kermesse l’eccellenza del calzaturificio di famiglia mostrando quei modelli di calzature Made in Italy oggi considerati un vero e proprio gioiello d’alta moda.

    In tema di tessitura, spazio a Giorgio Grati, l’azienda marchigiana che si occupa del recupero dei filati di passate produzioni attraverso la lavorazione con antichi telai, mentre, per il lato pelletteria, largo a Constancia Bags, che darà una dimostrazione pratica della creazione di elementi di piccola pelletteria rétro, ma dal carattere fortemente contemporaneo.

    Naturalmente, non mancheranno i rappresentati del mondo della sartoria, della pellicceria, della modisteria, dell’occhialeria, della stampa dei tessuti e della lavorazione del cammeo, pronti a mettersi all’opera per la creazione di capi unici e ricercati.

    Le competenze visibili del Made in Italy a TheOneMilano

    Il percorso delle competenze visibili di TheOneMilano avrà come punti cardine la sostenibilità dello Slow Fashion e la qualità produttiva del Made in Italy, in aderenza a quella consapevolezza ecologica che sta cambiando il mondo di intendere la produzione.

    Lo scopo è quello di sostenere il necessario cambio di paradigma in atto nel mondo della moda, finalizzato a una riduzione della sovrapproduzione di capi di scarsa qualità in favore di processi di fabbricazione etici e rispettosi della natura: un messaggio estremante attuale, che si unisce alla volontà di intercettare i nuovi buyer e dare visibilità al quella passione che oggi, come in passato, alimenta con successo il Made in Italy nel mondo.