Giorgio Armani, il triste annuncio lascia tutti senza parole: l’hanno appena detto

Giorgio Armani ha da tempo lanciato l’allarme contro un mondo, quello dell’alta moda, che sta svendendo la propria essenza per il profitto.

L’alta moda è da sempre emblema di lusso, il che  porta molte persone ad indossare capi firmati di questo o quello stilista. A contribuire alla diffusione di questo sistema è stato sicuramente il mondo dello spettacolo, inizialmente solo grazie alla stampa specializzata, quindi attraverso le televisioni ed infine attraverso i testimonial famosi, prima assoldati per campagne pubblicitarie pluriennali visibili sui media e sui cartelloni pubblicitari, ed ora indossatori tutto l’anno grazie alle possibilità offerte dai social. Più di ogni altro aspetto di una vita lussuosa, l’alta moda cattura l’interesse di tutti – anche chi non può permettersi uno stile di vita lussuoso – perché proprio lo stile d’abbigliamento e i capi di vestiario sono il primo biglietto di presentazione che si offre in società.

Giorgio Armani
Giorgio Armani – QNM

Con il passare del tempo, dunque, gli atelier di alta moda, persino le Maison più importanti come Giorgio Armani e Chanel, hanno deciso di sfruttare questo desiderio di indossare capi firmati creando delle linee industriali per proporre degli abiti di migliore qualità rispetto a quelli in commercio, ma distanti dal concetto di esclusività e originalità che caratterizza i capi creati per le passerelle (o per i brand ambassador) e quelli rivolti a chi può permettersi di spendere migliaia di euro per un solo vestito. Questo conflitto tra massa e elitarismo è stridente per una maison di alta moda, ma è chiaro che la decisione è stata presa per aumentare i profitti e fare diffondere ancora di più i brand.

Più si è andati avanti in questo progetto commerciale per un target più esteso e più le boutique dei grandi stilisti seguivano i trend delle altre catene di negozi invece che dettarli. Così è stato possibile trovare abiti estivi durante l’inverno o abiti invernali durante l’estate, ma soprattutto le collezioni non durano più un’intera stagione, bensì rimangono in store appena un mese per essere sostituite con nuovi capi con qualche dettaglio differente. Tattiche di vendita che poco hanno a che fare con il lusso – visto che tradizionalmente l’abito d’alta moda setta un trend e rimane esclusivo nel tempo – e che molto hanno a che fare con il mercato di massa.

Giorgio Armani, lettera d’amore al mondo della moda

In una recente intervista Giorgio Armani si è nuovamente espresso contro il trend moderno del settore, abitudini che a suo avviso hanno svenduto il concetto di alta moda per piegarsi al marketing e ai modelli imposti dall società odierna. Nell’intervista spiega che, per com’è fatto, ritiene non sia possibile dare una definizione di sé stessi che sia assolutamente precisa, ma che arrivato alla soglia degli 80 anni è un esercizio di stile da cui non può esimersi, poiché: “Ti aiuta a segnare un punto fermo, a guardarti dentro e fuori con onestà”.

In seguito ha ribadito il proprio amore per il mondo della moda, citando quanto scritto nel libro edito da Rizzoli  – ‘Per Amore’ – che offre già un’esaustiva idea di cosa sia per lui il lusso e la moda. Due concetti che vanno spesso a braccetto ma che da qualche tempo non sono necessariamente accomunabili per “Re Giorgio”. Lo stilista più amato al mondo ritiene che il lusso è “Lentezza”, intesa come tempo da dedicare alla creazione di qualcosa che sia realmente originale, diverso, nuovo e innovativo.

Un attacco al mondo attuale dell’alta moda, che invece corre veloce pur di offrire una mole di abiti sempre più grande per ogni stagione. Un parere che lo stesso Armani aveva già espresso qualche anno fa, invitando l’industria a guardarsi dentro per correggere gli errori commessi e recuperare la vera essenza: “Il declino del sistema moda, per come lo conosciamo, è iniziato quando il settore del lusso ha adottato le modalità operative del fast fashion con il ciclo di consegna continua, nella speranza di vendere di più…” diceva lo stilista quando la pandemia era all’apice, aggiungendo: “Ho sempre creduto in una idea di eleganza senza tempo, nella realizzazione di capi d’abbigliamento che suggeriscano un unico modo di acquistarli: che durino nel tempo”.

Giorgio Armani
Collezione Giorgio Armani autunno-inverno – QNM

In quella occasione Armani ha cercato di lanciare un allarme e di settare un nuovo trend, più simile a quello originale: “Questa crisi è anche una meravigliosa opportunità per ridare valore all’autenticità: basta con la moda come gioco di comunicazione, basta con le sfilate in giro per il mondo, al solo scopo di presentare idee blande. Basta intrattenere con spettacoli grandiosi che oggi si rivelano per quel che sono: inappropriati, e voglio dire anche volgari. Basta con le sfilate in tutto il mondo, fatte tramite i viaggi che inquinano. Basta con gli sprechi di denaro per gli show, sono solo pennellate di smalto apposte sopra il nulla”. Un richiamo che verrà probabilmente ignorato, nonostante a lanciarlo sia stato il re della moda.