I 5 migliori parchi (pubblici e non) da visitare in primavera

Una selezione dei migliori parchi, pubblici e privati, che vale la pena visitare con l'arrivo della primavera, per una giornata all'insegna dell'aria aperta fra prati, alberi e fiori profumati

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    Quali sono i migliori cinque parchi, pubblici o privati, da visitare con l’arrivo della primavera e del bel tempo che aprirà tutte le porte e l’entusiasmo per l’esplorazione di luoghi ancora sconosciuti seppur ben noti. Abbiamo scelto una cinquina di località disseminate per l’Italia che possano fare al caso di chi volesse un po’ di idee per una scampagnata fuori città senza troppa fatica organizzativa.

    I parchi, per loro definizione, offrono refrigerio sotto le piante, possono garantire un facile accesso grazie a parcheggi e a fermate di mezzi pubblici anche extra-cittadini, garantiscono una semplice ricerca dei bagni e possono anche mettere sul piatto strutture per i più piccoli. Inoltre, come spessissimo accade, hanno anche valore turistico elevato.

    Ogni parco che abbiamo selezionato è accompagnato da una foto che lo mette in mostra e lo rende subito riconoscibile per via di una struttura nota al proprio interno e con un po’ di informazioni per saperne subito di più e per valutare dove e quando recarsi a visitare la struttura con il proprio partner o con tutta la famiglia per momenti piacevoli, soprattutto se baciati da buone condizioni meterologiche.

    Parco giardino Sigurtà a Valeggio sul Mincio (Verona)

    Iniziamo dal celeberrimo e storico Parco giardino Sigurtà con un’estensione di 60 ettari che si trova in località Valeggio sul Mincio nella provincia di Verona, a soli 8 km da Peschiera del Garda dunque a due passi del Lago di Garda. Si tratta di un parco privato che custodisce più di un milione di tulipani, trentamila rose, centinaia di ninfee e moltissimi alberi secolari. Riconosciuto non soltanto a livello italiano come Parco più bello del 2013, ma anche a livello europeo col secondo premio di Parco Più Bello d’Europa 2015, accoglie i visitatori con la sua letterale esplosione floreale con un milione di tulipani tra marzo e aprile (la più ricca d’Italia e del Sud Europa non considerando, naturalmente, i Paesi Bassi), il fotogratissimo Viale delle Rose con 30000 fiori da maggio a settembre, un divertente labirinto, ben diciotto laghetti con piante acquatiche e tanti prati verdi.

    Al proprio interno trova spazio anche l’ex sala d’armi e ora museo del Castelletto con oggetti appartenuti a premi Nobel come Selman A. Waksman (Premio nel 1952 e scopritore della Streptomicina), Alexander Fleming (Premio nel 1945 e scopritore della penicillina), Gerhard Domagk (premio nel 1939 e scopritore dei sulfamidici), Konrad Lorenz (premio nel 1973 e fondatore dell’etologia) e Albert B. Sabin per il vaccino orale contro la poliomielite.

    Villa Reale di Monza

    Conosciuta in tutta Europa è anche la splendida Villa Reale di Monza, un immenso palazzo in stile neoclassico costruito dagli Asburgo come residenza privata durante la dominazione Austriaca del XVIII secolo e rimasto a simbolo della città alle porte di Milano. Negli anni è passato a essere la residenza del viceré durante il Regno d’Italia Napoleonico poi col Regno d’Italia dei Savoia. In questo momento è un museo, un’opera architettonica da visitare e ospita anche un liceo artistico in una sua ala.

    Il suo parco è meraviglioso, rigoglioso e quasi sconfinato di 688 ettari: istituito il 14 settembre 1805 per volontà dell’imperatore Napoleone per ricreare un modello di tenuta agricola ideale oltre che come riserva di caccia, vede tre ingressi come viale Cesare Battisti a Monza, via S. Stefano a Vedano al Lambro (entrambi dotati di giardino) e via Farina a Villasanta e all’interno trova spazio la Cappella Reale, la Cavallerizza, la Rotonda dell’Appiani, il Teatrino di Corte e l’Orangerie. È il quarto parco recintato più grande di tutta Europa oltre a essere il primo recintato da mura, per 14 km. Le piante all’interno sono italiane così come esotiche con quarantatré specie di Quercus, trenta di Fraxinus, ventidue di Prunus e sedici di magnolia. Numerosissimi gli animali, con specie equine, ovine e bovine, innumerevoli uccelli, anfibi, rettili e insetti.

    Giardino giapponese di Roma

    Cambiamo completamente registro con un parco che non è propriamente un parco ma una vera opera d’arte unica nel suo genere sul territorio italiano. Stiramo parlando del Giardino Giapponese dell’Istituto Giapponese di Cultura di Roma. Essendo più raccolto degli altri componenti di questa selezione, anche la sua visita è più particolare perché si può visitare soltanto dietro prenotazione. Realizzato dall’architetto Ken Nakajima, che aveva curato anche l’area giapponese presso l’Orto Botanico di Roma. È stato realizzato in stile sen’en con il tradizionale laghetto impreziosito da una cascata e rocce decorative, alcune piccole isole, un grazioso ponticello e la lampada di pietra chiamata tôrô. Per prenotare la visita si deve telefonare al numero 06.9484.4655 attivo martedì e giovedì, dalle ore 13:30 alle ore 17:30.

    Villa Litta di Lainate

    Il parco della Villa Litta di Lainate è stato come più bello d’Italia nel 2016 e si può raggiungere a pochi minuti d’auto da Milano per un pomeriggio rilassante e a tutto vantaggio del benessere degli occhi e dello spirito. Questo storico spazio ricavato nella Villa Visconti Borromeo Litta ha sbaragliato la concorrenza per la sua varietà a livello naturalistico e architettonico in uno spazio molto più piccolo rispetto ai colleghi, con una estensione di tre ettari di verde rigoglioso. Questo parco è stato ideato dal conte Pirro I Visconti Borromeo nella seconda metà del Sedicesimo secolo, andando a impostare il giardino e ideando il Ninfeo.

    La villa d’Este di Tivoli

    La villa d’Este di Tivoli è in stile rinascimentale italiano ed è parte dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO, conta su un glorioso giardino tutto intorno, che è stato progettato a Pirro Ligorio e parte dalla facciata posteriore della villa formando terrazze e pendii e si dispiega su un asse longitudinale centrale e cinque assi trasversali principali. L’ispirazione è quella delle città romane. In origine, l’ingresso era posizionato sull’antica via del colle in un posto adiacente alla chiesa di San Pietro, la cui abside è posizionata infatti al lato del giardino. I numeri sono pazzeschi: in un’area di 35000 metri quadrati troviamo 50 fontane, 100 vasche, 255 cascate, 250 zampilli, 300 paratoie, 150 piante secolari ad alto fusto e 15000 alberi ornamentali. Vennero sfruttate le vecchie mura urbane come contrafforti e venne costruito un sistema di tubazioni lungo 600 metri in grado di riempire una vasca a 300 litri al secondo. Le numerose fontane funzionano senza congegno meccanico, ma sfruttando la pressione naturale.