Recessione: la fine del RdC può renderla più probabile

La fine del reddito di cittadinanza è un argomento che tiene banco in modo fortissimo nel dibattito politico degli ultimi mesi.

Con l’arrivo al potere del governo di destra, il reddito di cittadinanza viene progressivamente abbassato nel 2023 e poi eliminato nel 2024. Tante famiglie sono in allarme per la fine di quella che è l’unica misura di contrasto alla povertà esistente nel nostro Paese. Purtroppo la povertà in Italia è un fenomeno realmente dilagante e sempre più famiglie si trovano nella concreta impossibilità di far fronte alle spese anche più elementari.

Fine RdC e recessione più probabile
Fine RdC e recessione più probabile / QNM

La povertà dilaga quindi in Italia ma il governo decide di togliere l’unico paracadute che possa contrastarla. Non entreremo qui nel dettaglio di tutte le controversie nate attorno a questa delicata decisione ma vorremmo portare l’attenzione del lettore su un tema apparentemente lontanissimo.

I gravi rischi della recessione

Questo altro tema è sicuramente un’altra questione focale degli ultimi mesi, vale a dire il rischio concreto e sempre più forte di una dura recessione nel 2023. Effettivamente nel 2023 a detta di tanti esperti potrebbe arrivare in Italia così come in tantissimi altri paesi del mondo una recessione veramente pesante.

I due temi sembrano legati soltanto dal dramma di chi perderà il reddito proprio in uno dei momenti più duri della nostra economia. Infatti tante famiglie che vanno avanti soltanto grazie al reddito grillino si ritroveranno senza una fonte di sostentamento proprio in uno dei momenti più duri degli ultimi anni. Ma in realtà i due argomenti sono collegati anche in un’altra maniera decisamente più sorprendente.

Togliere il RdC ha effetti prociclici: contrae i consumi e crea paura

Infatti bisogna tenere presente che sul fenomeno della recessione pesano tanti fattori e uno di questi fattori è proprio la disponibilità delle famiglie a spendere. La fine del reddito di cittadinanza ha un impatto prociclico. Avere un impatto prociclico significa avere un impatto che rafforza il ciclo dell’economia invece di contrastarlo.

In questo momento il ciclo economico va verso la recessione e la fine del reddito di cittadinanza spinge ulteriormente in questa direzione. La fine del reddito di cittadinanza significherà un brusco calo dei consumi delle famiglie più povere che fino ad oggi ne beneficiavano, quindi già questo sicuramente non aiuta a contrastare la recessione. Ma c’è anche un altro aspetto da non sottovalutare.

Se manca il salvagente del RdC anche chi non è in povertà deve spendere meno

Tantissime famiglie che nel 2023 rischiano concretamente di finire in povertà (magari perchè impiegate in aziende a rischio chiusura o per affari che vanno male, ecc.)  contrarranno in modo altrettanto forte i loro consumi. Il fatto è che se si ha paura di finire in povertà e non si ha la speranza di avere uno strumento che consenta comunque di andare avanti l’unica risposta che una famiglia può dare è quella di risparmiare su tutto e persino sui beni più fondamentali come il cibo e le medicine.

Fine RdC e recessione
Fine RdC e recessione / QNM

Se di fronte alla forte paura di una recessione economica il governo offrisse la sicurezza di un reddito minimo garantito comunque a tutti ecco che gli italiani potrebbero affrontare questo duro anno con più serenità e senza una drammatica riduzione dei consumi. Ma il messaggio che il governo ha inviato ai cittadini è che non ci saranno più aiuti per chi è in difficoltà e questo non può che spingere ulteriormente su una contrazione dei consumi che è proprio l’elemento che spalanca le porte alla recessione.