La flat tax è molto meno conveniente di quanto credi: i numeri che fanno paura

Si parla tanto di flat tax ma vediamo perché in realtà i veri numeri che stanno emergendo sono un po’ diversi da quelli che aveva promesso il Governo.

In sostanza l’imposta al 15% per le piccole partite IVA è stata passata sotto la lente di CGIA di Mestre e i numeri che stanno emergendo sono decisamente diversi da quelli che aveva prospettato il nuovo esecutivo di Giorgia Meloni. In sostanza il governo italiano ha istituito questa nuova flat tax. Si tratta di una tassa piatta al 15% che teoricamente dovrebbe permettere alle partite IVA più piccole di risparmiare sulle tasse.

Flat tax: non è così conveniente
Flat tax: non è così conveniente / QNM

Ma cerchiamo di capire come funziona effettivamente questa flat tax e perché in realtà i problemi non mancano. Sostanzialmente i piccoli imprenditori, lavoratori autonomi e i liberi professionisti dovrebbero beneficiare della flat tax perché il limite è stato innalzato quest’anno dal 65.000 euro a €85.000. Tutto ciò teoricamente è qualche cosa di positivo perché più liberi professionisti e piccoli imprenditori possono usufruire della tassa piatta.

CGIA di Mestre analizza questa misura con i numeri alla mano

Anzi c’è addirittura da dire che qualcuno sostiene che a metà di quest’anno o forse dell’anno prossimo la tassa piatta potrebbe andare a coinvolgere anche soggetti fino ai 100 mila euro di reddito. In sostanza questa modifica sulla flat tax ha l’effetto concreto di evitare a tante partite IVA l’IRPEF al 43%, ovverosia lo scaglione più elevato in assoluto. Eppure i limiti della flat tax secondo CGIA di Mestre non mancano.

Infatti a dispetto dei buoni propositi del governo che sicuramente ce l’ha messa tutta per aiutare le partite IVA, la maggior parte delle partite IVA continuerà a pagare notevolmente più tasse rispetto ai lavoratori dipendenti. Infatti proprio CGIA di Mestre sostiene che i vantaggi per le partite IVA ci saranno sostanzialmente nella fascia tra i 60.000 e i 65.000 euro all’anno.

Cosa succede rispetto al lavoro autonomo

Quindi l’estensione della flat tax non creerà degli effettivi vantaggi del lavoro autonomo rispetto al lavoro dipendente. Infatti le partite IVA con ricavi tra i 10.000 e 55 mila euro annui continueranno a pagare comunque sia più tasse rispetto agli operai e agli impiegati. La platea di coloro i quali effettivamente andranno a beneficiare della nuova flat tax dovrebbe essere di circa 140.000 lavoratori autonomi, piccoli imprenditori e liberi professionisti.

Flat tax: non è così conveniente
Flat tax: non è così conveniente /QNM

Ma sostanzialmente per la maggior parte delle partite IVA coinvolte il prelievo fiscale rimane sempre e comunque più alto rispetto a quello relativo ai lavoratori dipendenti. Dunque proprio CGIA di Mestre sottolinea come l’obiettivo di allineare la pressione fiscale delle partite IVA a quello dei dipendenti non sia stato centrato dal governo. Tuttavia non è escluso che ulteriori interventi possano effettivamente andare in quella direzione ma a tuttora la situazione è proprio questa.

Interventi ancora da perfezionare

In realtà il governo lascia intendere che la sua azione avrà una campata più lunga e che progressivamente le cose si aggiusteranno per le partite IVA. Tuttavia i dati dimostrano che la sofferenza economica delle partite IVA è sempre maggiore e che proprio in questa categoria si trovino tanti dei lavoratori poveri che purtroppo in Italia sono sempre di più.