Assegno Unico Universale: perché gli aumenti sono solo virtuali

Con il 2023 arriva il nuovo Assegno Unico Universale, infatti l’Assegno Unico Universale previsto da Mario Draghi scade proprio a febbraio e dal mese di marzo arriverà la nuova versione concepita da Giorgia Meloni.

L’assegno unico universale è stata una grande innovazione da parte di Mario Draghi. Infatti l’ex premier aveva concepito l’assegno unico universale come una erogazione unica per le famiglie con i figli a carico che fosse chiara e semplice da calcolare e da fruire. L’assegno unico universale infatti prendeva il posto di tante misure preesistenti. Quando Giorgia Meloni si è insediata al potere ha annunciato un ricco aumento per l’assegno unico universale, ma come vedremo gli aumenti sono decisamente deludenti rispetto a quanto annunciato.

Assegno Unico: aumento deludente
Assegno Unico: aumento deludente / QNM

Innanzitutto bisogna precisare che l’assegno unico universale al suo debutto ha suscitato sia plausi che critiche. Infatti molti hanno apprezzato il fatto che ci fosse un unico bonus dedicato alle famiglie con i figli a carico ma tanti altri non hanno gradito il fatto che questo bonus andasse a cancellare tanti aiuti preesistenti.

Tanti bonus cancellati per far posto all’Assegno Unico

Per fare un esempio il bonus bebè premio alla nascita veniva ad essere cancellato dall’assegno unico universale e lo stesso capitava anche agli assegni familiari. In sostanza l’assegno unico universale sicuramente razionalizzava molto gli aiuti alle famiglie ma ne cancellava anche un bel po’. Con l’arrivo al potere di Giorgia Meloni si era parlato dell’aumento dell’assegno unico universale addirittura del 50%. Ovviamente un aumento del 50% per l’assegno unico universale sarebbe stata sicuramente una misura veramente ottima.

In realtà però il problema è che le famiglie che possono fruire dell’aumento del 50% sono ben poche. Innanzitutto bisogna dire che il ricco aumento del 50% tocca soltanto alle famiglie con il figlio entro il primo anno di età. Inoltre questo aumento tocca anche alle famiglie numerose ma con precisi requisiti.

Il vero aumento è molto limitato

Sia in un caso che nell’altro comunque sia la famiglia deve avere un ISEE entro i 40.000 euro. Come si può capire facilmente quindi l’aumento dell’assegno unico del 50% in realtà tocca pochissime famiglie. Per tutti gli altri nuclei familiari l’aumento dell’assegno unico si attesta ad un 7,3%. In sostanza il 7,3% è lo stesso aumento riservato alle pensioni.

Assegno Unico: aumento virtuale
Assegno Unico: aumento virtuale / QNM

Ma con un’inflazione al 12%, un aumento del 7,3% sostanzialmente non riesce a compensare completamente la perdita di potere di acquisto della moneta e quindi si può ben dire che tranne che per le pochissime famiglie che avranno l’aumento del 50%, per tutti gli altri l’assegno unico nel 2023 vale sostanzialmente meno rispetto al 2022.

Tanti aiuti vengono meno

Ma il vero problema sono tutti i bonus venuti meno e anche la cancellazione progressiva del reddito di cittadinanza. Infatti con tutti i bonus stagliati alle famiglie e con la cancellazione progressiva del reddito grillino per le famiglie più in difficoltà chiaramente la situazione globale per i nuclei familiari peggiora. Sostanzialmente la situazione diventa più dura proprio per i nuclei familiari più poveri e quindi questo fa storcere il naso a chi ricorda che gli interventi sociali dovrebbero sempre avere comunque un carattere redistributivo anche se non bisogna dimenticare l’aumento del bonus sociale sulle bollette che passa da un ISEE di dodicimila euro a uno di 15 mila euro.