Matteo Messina Denaro, dal 41bis arriva la rabbia | Perché il boss si lamenta

A distanza di settimane dall’arresto di Matteo Messina Denaro emergono nuovi dettagli sul boss detenuto in un carcere di massima sicurezza. Le indiscrezioni arrivano direttamente dalla casa circondariale. 

Messina Denaro è detenuto nel carcere di massima sicurezza di L’Aquila dove deve scontare l’ergastolo in qualità di uno dei mandanti delle stragi di Capaci e via D’Amelio, nonché a causa di altri reati commessi durante la sua militanza mafiosa. Fatto sta che il boss si trova al momento sotto regime di 41 bis.

Matteo Messina Denaro carcere
Le parole di Matteo Messina Denaro, cosa filtra dal carcere di L’Aquila

Matteo Messina Denaro è stato di recente arrestato vicino una clinica di Palermo mentre si stava per sottoporre ad un ciclo di chemioterapia dopo aver scoperto di avere un tumore. Carabinieri in azione e boss catturato dopo mesi di indagini e ricerche. Una lunga latitanza iniziata ad inizio anni Novanta, ora arriva il commento del boss originario di Castelvetrano (Trapani).

Messina Denaro, la rabbia del boss dal 41 bis | Cosa è accaduto in carcere

Fonti sanitarie e anche penitenziare, citate dall’agenzia ANSA, avrebbero parlato di un boss infuriato per quanto sta accadendo fuori dalla casa circondariale, in primis le ricostruzioni emerse sul proprio conto. “Sono incazzato, per le notizie che apprendo nei telegiornali. Vengono raccontate balle, ed è tutto frutto di fraintendimenti“, avrebbe dichiarato Messina Denaro parlando con infermieri e personale dell’istituto penitenziario di L’Aquila.

Arresto Matteo Messina Denaro
Messina Denaro dopo l’arresto avvenuto il 16 gennaio 2023

Sempre all’interno della casa circondariale si starebbe sottoponendo a nuove sedute di chemioterapia a causa di un tumore al colon diagnosticato mesi prima dell’arresto. Le fonti hanno confermato di avere a che fare con un “paziente in buone condizioni“. A differenza dei primi giorni di carcere, invece, avrebbe iniziato a seguire con attenzione le dichiarazioni e le trasmissioni televisione che parlano del suo arresto.

Matteo Messina Denaro non avrebbe rilasciato dettagli ancora più precisi in merito alle inesattezze che, a suo dire, starebbero emergendo in questi giorni in diverse trasmissioni televisive. Continua intanto il percorso di cure disposto nel carcere di L’Aquila dopo l’arresto del boss siciliano.

La posizione dell’autista Luppino

Intanto su Giovanni Luppino, uomo arrestato insieme a Messina Denaro, emergono delle novità. L’uomo ha rinunciato al ricorso per la custodia cautelare in carcere davanti al Riesame. Luppino è stato arrestato lo scorso 16 gennaio insieme a Messine Denaro ed accusato di essere un uomo di fiducia del boss stragista che si è reso latitante per oltre 30 anni. La Procura aveva deposito una immagine dell’indagato che mostrerebbe l’Alfa Romeo Giulietta del capomafia davanti casa di Luppino. La foto risalirebbe allo scorso 25 dicembre.

Questo episodio potrebbe creare non pochi problemi alla tesi difensiva. Durante l’interrogatorio di garanzia, infatti, l’uomo avrebbe dichiarato di aver conosciuto Messina Denaro sei mesi prima, ma con il nome di Andrea Bonafede. Soltanto la mattina dell’arresto, invece, avrebbe saputo di avere a che fare con il latitante.

Giovanni Luppino accuse autista Messina Denaro
Gli inquirenti pensano che la versione di Giovanni Luppino non sia veritiera, qual è la situazione

Ha dichiarato di aver visto il finto Bonafede che si sarebbe presentato davanti casa sua per chiedere un passaggio direzione clinica La Maddalena. Al presunto autista del capomafia, infatti, i pubblici ministeri contestano i reati di favoreggiamento aggravato dall’aver agevolato la mafia, nonché procurata inosservanza della pena.

Luppino non era stato fino a poco tempo fa coinvolto in operazioni contro la criminalità organizzata. La sua attività principale, infatti, sarebbe stata quella di coltivare la terra e avviare il commercio delle olive. Nonostante fosse incensurato, gli inquirenti non avrebbero ritenuto convincente la versione dei fatti ribadita dopo l’arresto.

È noto che il ruolo di autista costituisce compito estremamente delicato e strategico nell’organizzazione interna di Cosa Nostra, soprattutto, per le esigenze di cautela e protezione dei capi mafia. Ne consegue che l’incarico viene assegnato a persone di massima fiducia, in grado di garantire segretezza, sicurezza ed affidabilità degli spostamenti”, si legge nell’ordinanza di custodia cautelare, riportata dall’Adnkronos, dopo l’arresto di Messina Denaro.