ISIS, ucciso in Siria Al Qurayshi: era il numero 1

Nel corso di una vasta operazione militare il nuovo capo dell’ISIS Abu Hussein al-Qurayshi sarebbe stato ‘neutralizzato’, lo riferisce il presidente turco Erdogan

In un momento di fortissima tensione internazionale legata soprattutto agli equilibri del fronte tra Russia e Ucraina, la Turchia ha aggiunto un altro elemento.

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Il luogo dell’atacco che ha ucciso Al Qurayshi – Credit MIT (QNM)

Ieri, il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ufficializzato la notizia della morte di Abu Hussein Al Qurayshi, dall’ottobre scorso il nuovo capo dello stato islamico ISIS.

ISIS, chi era Abu Hussein al Qurayshi

L’operazione sarebbe avvenuta sabato in Siria. Anche alcune agenzie internazionali ieri hanno confermato la notizia nella giornata di ieri.
È da tempo che le forze dell’ISIS rappresentano un elemento di grande preoccupazione al confine tra Siria e Turchia.

Abu Hussein Al Qurayshi era salito al vertice dell’organizzazione dell’ISIS a novembre dopo che il suo predecessore – il quasi omonimo Abu Al Hassan Al Hashemi Al Quaryshi – si era fatto esplodere insieme alla sua famiglia poco prima che le forze di NATO e Turchia avevano individuato il suo accampamento e stavano per attaccarlo.

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Il presidente turco Erdogan – Credit ANSA (QNM)

L’ISIS si ritrae

A effettuare l’operazione nei pressi di Jandaris, a pochi chilometri dal confine, sarebbe stato un corpo speciale militare dell’agenzia di intelligence turca del MIT che – ha detto Erdogan – “aveva intercettato il nuovo capo dell’ISIS fin dal giorno della sua salita al potere e lo aveva seguito giorno per giorno”.

La ‘neutralizzazione’ – così come l’ha definita Erdogan – di Abu Hussein Al Quaryshi è un colpo pesantissimo all’organizzazione militare e logistica dell’ISIS che fino a tre anni fa aveva un controllo su almeno 88mila chilometri quadrati controllando non meno di otto milioni di persone. Oggi l’ISIS è in fase di ripiegamento e si è attestata in pochi villaggi continuando attacchi e raid con un piccolo esercito di circa 10mila combattenti.