Bimba ustionata con bomboletta spray dalla madre | La decisione del giudice

Agiva con lucidità sulla figlia, una bimba di 16 mesi ustionata dalla madre con una bomboletta di deodorante spray. La decisione del giudice sulla donna ritenuta “socialmente pericolosa”

Avrebbe ammesso lei stessa i gravi maltrattamenti perpetuati sulla figlia di 16 mesi. La storia agghiacciante di una mamma che secondo il giudice per le indagini preliminari, il gip milanese Sonia Mancini è socialmente pericolosa, ha sconvolto l’opinione pubblica nazionale.

bimba ustionata
Bimba ustionata da bomboletta spray: la decisione del giudice, la madre resta in carcere – qnm.it

La 29enne, madre  di una bambina di appena un anno avrebbe lucidamente dichiarato di essere stata lei ha infierire sulla figlioletta con la bomboletta a spray ma, avrebbe anche aggiunto “di non aver capito che erano quelle sue condotte a cagionare le lesioni alla bimba. Da qui la sentenza del giudice che ha respinto l’istanza avanzata dai legali della donna di scontare la sua pena agli arresti domiciliari.

La piccola nell’arco degli ultimi cinque mesi è stata ricoverata in tre ospedali diversi, dall’ultimo ingresso presso il Policlinico di Milano, dove i sanitari si sono resi conto che qualcosa non andava denunciando il fatto alle autorità competenti, agli altri due ricoveri registrati sempre per le stesse motivazioni presso gli ospedali di Varese e Pavia.

Bimba di 16 mesi ustionata dalla madre con il deodorante: la decisione del giudice

Il giudice ha respinto l’istanza degli arresti ai domiciliari avanzata dalla difesa della donna che avrebbe colpito più volte la figlia di appena 16 mesi con uno spray deodorante causandole ustioni gravi su tutto il corpo. La 29enne, già in carcere, rimarrà sconterà la sua pena nella casa circondariale dove è stata portata dal giorno del fermo.

bimba ustionata
Bimba ustionata con bomboletta spray dalla madre: la sentenza del giudice – qnm.it

Secondo le indagini, la donna spruzzava lo spray deodorante a distanza ravvicinata provocando alla figlia gravissime ustioni e lesioni sulla pelle e secondo quanto scritto dal giudice: “la donna ha una lucida capacità di difendersi dalle conseguenze delle sue azioni”. Per tale ragione la donna rimane in carcere.

La donna era stata arrestata nei giorni scorsi dagli agenti della squadra mobile di Milano con l’accusa di maltrattamenti aggravati nei confronti della bambina. Le indagini, guidate  da Marco Calì, erano partite meno di una settimana prima del fermo effettivo, quando i medici del Policlinico milanese, a seguito del ricovero sospetto della bimba, avevano allertato le forze dell’ordine e gli inquirenti della procura di Milano, con i pubblici ministeri, Pasquale Addesso e Letizia Mannella a capo delle indagini.

Il modus operandi della madre scoperto dalle indagini

Il ricovero della bambina di appena 16 mesi era risultato sospetto ai dottori dell’ospedale che, dopo due settimane di cure, hanno deciso di chiamare i poliziotti per segnalare il fatto. Così gli agenti di polizia installano delle telecamere nella stanza della bimba accertando che a provocare quelle lesioni era stata la madre 27enne con una bomboletta a spray.

bimba ustionata polizia
Bimba ustionata dallo spray dalla madre: sentenza shock del giudice, cosa è successo – qnm.it (ansa)

Dalle indagini è emerso che la donna aveva provocato negli ultimi cinque mesi già altre tre ustioni sul corpicino della figlioletta utilizzando sempre la stessa modalità d’azione. Infatti, risultano già altri tre diversi ricoveri della bambina in altrettanti ospedali nella provincia di Varese sempre per lo stesso motivo.

Dopo aver inflitto le ustioni, la donna accompagnava la figlia in pronto soccorso facendo notare ai sanitari quegli strani rossori e quelle bruciature sulla pelle della piccola neonata. La madre spesse volte agiva o nelle prime ore della sera o nel tardo pomeriggio arrivando a colpire la bimba anche tre o quattro volte al giorno per poi recarsi in ospedale ma mattina seguente con le nuove ferite. Ora il gip di Milano ha deciso che la donna rimarrà in carcere per la sua “pericolosità sociale”. Inoltre, ha rigettato l’istanza di domiciliari avanzata dalla difesa, specificando che i domiciliari in un contesto “familiare”, non sono consoni alla donna poiché le condotte di quest’ultima nei confronti della figlia, come riporta Today, “si sono protratte per più di un anno senza che nessuno dei parenti si accorgesse di nulla”.