Carceri, situazione drammatica: “Nordio ha capito i problemi. Ora bisogna agire”

Claudia Diaconale, dell’Associazione Gruppo Idee, in esclusiva a Qnm.it: “Parole importanti su garantismo e sui suicidi. Ora non torniamo indietro”

Nella sua relazione alla Camera, il Ministro della Giustizia Carlo Nordio, ha elencato una delle criticità più evidenti: la situazione all’interno delle carceri italiane e l’eccessivo numero di suicidi che hanno fatto registrare numeri pazzeschi: “I suicidi nelle carceri sono diventati 85 alla fine dello scorso anno, una percentuale intollerabile”, ha detto Nordio. Si tratta del numero più alto dal 1990, l’anno in cui è iniziata la raccolta dei dati. In media, l’anno scorso in Italia si è suicidato un detenuto ogni quattro giorni e mezzo.

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La situazione nelle carceri italiane è drammatica- Qnm.it-

“Le parole di Nordio e il fatto che abbia ribadito in maniera chiara dei concetti che mancavano da tanti anni, ci ha fatto piacere”, ha dichiarato in esclusiva a Qnm.it Claudia Diaconale, dell’Asscociazione Gruppo Idee, che da anni si batte per una miglior tutela dei detenuti. “Parlo della battaglia sul garantismo del diritto penale, la struttura del processo, la presunzione di innocenza. Tutti aspetti molto importanti che sono stati ribaditi”

Qual’è l’aspetto che l’ha più colpita?
“Il fatto che abbia ribadito che, una volta terminato il processo e a colpevolezza appurata, la pena non deve sempre coincidere solamente con il carcere. E’ sicuramente positivo che abbia toccato dei punti raramente citati, come la necessità di incrementare il lavoro dentro e fuori il carcere. Anche per evitare le recidive. E’ molto importante che abbia definito la situazione dei suicidi in carcere, un fardello di dolore. Ma è chiaro che tutto questo non è risolvibile con la sola eliminazione del sovraffollamento”.

Quali sono i passi necessari da realizzare?
“Saranno necessari interventi di natura strutturale degli istituti e allo stesso tempo va incentivato tutto ciò che concerne i percorsi che vengono definiti alternativi. E’ molto importante non fare passi indietro, non ritornare ad una concezione puramente afflittiva della pena, che andrebbe in totale contrasto con il dettame costituzionale”.

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Nel carcere la situazione resta drammatica (Ansa) – Qnm.it –

Com’è attualmente la situazione nelle carceri. E’ cambiato qualcosa rispetto al passato?
“La situazione non è cambiata e chiaramente il nuovo governo non poteva fare molto in così poco tempo. Parliamo di una riforma della Giustizia che sta iniziando a prendere corpo a livello teorico. A livello pratico non si è assunto nuovo personale: nè personale di polizia penitenziaria, nè psicologici, educatori, insegnanti, assistenti sociali. Anche perchè ancora non sono stati stanziati i finanziamenti in merito ai punti toccati da Nordio. Prima di cantar vittoria vediamo la nuova riforma della Giustizia. Avere un Ministro che ribadisce concetti fondamentali legati al garantismo, che non è solo una garanzia per i colpevoli, ma per l’intera società civile, è molto importante”