La street art. Sotto gli occhi di tutti

Non bisogna essere degli appassionati d’arte o dei critici per poter osservare e apprezzare la street art. I disegni che affollano i muri delle più grandi e importanti città del mondo sono sotto gli occhi di tutti e non richiedono biglietti di ingresso. Una vera e propria esposizione permanente, che può piacere e suscitare emozioni o restare lì, come un’opera colorata e imponente puramente decorativa.

Mai sentito parlare di Shepard Fairey? Più che a un artista, viene da pensare a un vero e proprio fenomeno, un creativo che ha scelto lo stile e i personaggi giusti. Noto per il suo iconico poster di Obama, Shepard Fairey è di fatto Obey, già noto per il volto di Andre the Giant. I suoi lavori hanno invaso le più grandi metropoli del mondo, tra cui anche Milano; in zona Navigli ha lasciato il segno con il suo graffio, posto in via Pestalozzi e che, forse, è ancora lì.

In concomitanza con il grande successo di Obey, nel resto del mondo Bansky diventava un vero e proprio mito e le sue creazioni iniziavano a far parte di collezioni importantissime. Il mondo si interessava sempre di più all’arte di strada e non c’era momento migliore per iniziare a dedicarsi ai murales.

Non tutti gli artisti erano tali, alcuni si improvvisavamo più per moda che per creatività e talento. Ma qualcuno ce l’ha fatta e tra questi c’è 108, un ragazzo di nome Guido della provincia di Alessandria. Nonostante i suoi murales siano “esposti” in tutto il mondo, in particolar modo in Svezia, Spagna, Germania, Francia, lui è rimasto lì, nel piccolo paese che l’ha visto crescere e dove ha il suo studio. Ma perché? Di solito i grandi e riconosciuti artisti si spostano nelle città più importanti del mondo per lasciare il segno, ma nel caso di 108, e degli altri street artist, tutto ciò non serve. Infatti coloro che realizzano murales non hanno bisogno di essere presenti ovunque, perché ad essere presenti sono i loro disegni sui muri.

La street art, nonostante sia lontana anni luce dai dipinti rinascimentali o dalle sculture che riproducono alla perfezione le espressioni umane, è una vera e propria arte. Un’arte democratica, un’arte sotto gli occhi di tutti, che non richiede biglietti di ingresso e che fa molti più visitatori di un museo.

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