Michael J. Fox, dopo anni la confessione: droghe e alcol per nascondere la malattia

Michael J. Fox, un nome una garanzia. Amato e apprezzato dal pubblico, il suo personaggio in Ritorno al futuro, il successo negli anni 80 e 90, quell’aria da eterno ragazzo a cui tutti siamo legati. Come tutti ben sappiamo, purtroppo, l’attore soffre del Morbo di Parkinson.

Il morbo gli venne diagnosticato a soli 29 anni, all’apice della sua carriera. In un documentario diretto da Davis Guggenheim, l’attore a cuore aperto parla di come, all’epoca, si trovò ad affrontare la sua nuova condizione. 

Michael J. Fox la confessione
Michael J. Fox (IG) – Qnm.it

Michael J. Fox nelle ultime settimane è tornato a parlare della sua malattia, complice anche la presentazione del documentario ‘Still’, A Michael J. Fox Movie, diretto da Davis Guggenheim. La pellicola è stata presentata al Sundance Film Festival e narra la vita di Fox dalla giovinezza al suo esordio in Casa Keaton fino naturalmente al suo ruolo in Ritorno al Futuro.   

Michael J. Fox e l’uso di droghe per nascondersi

Michael J. Fox, nel documentario, rivela dettagli inediti della sua vita, si mette completamente a nudo parlando di come, colpito da forte depressione, cercasse di nascondere la malattia prendendo «pillole come fossero caramelle». L’attore ha inoltre spiegato: «Valore terapeutico, comfort…nessuno di questi era il reale motivo per cui ho preso queste pillole. C’era solo un motivo: nascondersi. Sono diventato un virtuoso nel manipolare l’assunzione di droga in modo da raggiungere il picco esattamente nei tempi e nei modi previsti». 

La diagnosi del Parkinson lo destabilizzò completamente, soprattutto quando i medici gli spiegarono che non vi era alcuna cura. Michael si rifugiò nelle droghe e nell’alcool: «Non sapevo cosa stesse succedendo. Non sapevo cosa sarebbe successo. E se avessi potuto bere solo quattro bicchieri di vino e magari uno shot? Ero sicuramente un alcolizzato. Ma sono stato 30 anni senza bere». 

Michael J. Fox la confessione
Michael J. Fox ed il regista Davis Guggenheim (IG) – Qnm.it

Michael parla anche della moglie Tracy Pollan, spiega di come fu proprio grazie a lei che riuscì ad uscire dal tunnel e diventare sobrio. Grazie a lei e ai loro quattro figli. Non nega tuttavia, di aver dovuto affrontare comunque gravi difficoltà, di essersi dedicato in modo furioso al lavoro e di aver cercato l’evasione nei viaggi. 

«Per quanto l’alcol mi avesse ormai preso, l’astinenza mi avrebbe portato ancora più in basso. Non potevo più sfuggire a me stesso. Non puoi fingere di non avere il Parkinson quando sei a casa da solo. Se invece sono in giro per il mondo, mi ritrovo a che fare con altre persone che non sanno della mia condizione. […] Per quanto mi riguarda, la cosa peggiore è la costrizione. La cosa peggiore è essere confinati e non poter avere una via d’uscita. Nei primi giorni ci sono stati molti momenti in cui mi sono ripetuto ‘Non c’è via d’uscita da tutto questo‘». 

Il documentario è diretto da Davis Guggenheim premio Oscar nel 2006 per Una scomoda verità, uscirà a breve su Apple Tv+