Invisibili, il regista Paolo Cassina in Esclusiva sul documentario, Covid e vaccini

Invisibili è un documentario che mostra un lato della pandemia, quello delle reazioni avverse da vaccino anti-Covid. Censurato da Youtube ha alzato un polverone con grandi polemiche.

Abbiamo intervistato in esclusiva il regista Paolo Cassina che ci ha parlato sì del film, ma anche di tanti altri aspetti legati proprio allo scottante argomento citato.

Invisibili, documentario
Invisibili, intervista al regista Paolo Cassina (qnm.it)

Come nasce il progetto Invisibili?
“Invisibili” nasce dalla mia necessità e della piattaforma Playmastermovie di dar voce in modo appropriato alla persone gravemente danneggiate dal cosiddetto “vaccino” anticovid che sono state completamente abbandonate dalle istituzioni politiche e sanitarie. Persone che non solo devono lottare per far riconoscere il loro danno ma che devono addirittura pagarsi le cure autonomamente. Inoltre “Invisibili” vuole aprire una finestra sul fenomeno delle “morti improvvise” sospette che si stanno susseguendo in tutta Italia negli ultimi mesi.

Affrontate un argomento molto delicato, come vi siete approcciati a questo mondo?
Personalmente alcuni anni fa ai tempi del decreto Lorenzin avevo già affrontato il tema degli eventi avversi da vaccini pediatrici intervistando numerosi genitori di bambini danneggiati, adulti e militari e mi ero reso conto di quanto il fenomeno fosse molto più esteso rispetto a quello che veniva raccontato dai media mainstream. Avendo maturato quest’esperienza ero già pronto, purtroppo, ad ascoltare la sofferenza di persone colpite da effetti avversi.

Quali problemi avete incontrato nella realizzazione? Qual è l’idea che si è fatto sulla pandemia da Coronavirus?
Non ho riscontrato particolari problemi tecnici, sicuramente è stato importante intraprendere dapprima un dialogo con gli intervistati perchè per loro non è stato semplice raccontarsi nei dettagli davanti a una telecamera. La mia personale opinione è che il Covid19 sia stato creato in laboratorio e sia stato volontariamente diffuso per generare la pandemia e tutto quello che ne è conseguito; opinione condivisa da centinaia di ricercatori e scienziati fra i più quotati al mondo, ovviamente quelli non al soldo delle multinazionali del farmaco.

Come avete preso le critiche e il fatto che il film è stato bloccato da Youtube?
Per quel che mi riguarda io ho ricevuto solamente elogi, ultimo fra tutti quello di Carlo Freccero, ex direttore di Rai 2; se si riferisce alle critiche del professor Bassetti o altri esponenti della classe medica e politica penso che abbiano parlato senza neanche vedere il documentario perché non si può definire “Invisibili” una “fake-news” o “propaganda No-Vax” quando il 90% del documentario è composto da interviste a persone che si sono “vaccinate” e hanno riscontrato eventi avversi comprovati dagli stessi enti pubblici. Questi signori sono stati invitati pubblicamente a partecipare alle proiezioni e ai dibattiti ma nessuno di loro si è presentato; evidentemente non hanno troppa fiducia nello loro tesi o perlomeno non hanno il coraggio di esporle in una discussione pubblica. Per quanto riguarda Youtube era naturale che il documentario venisse bloccato visto che è noto a tutti che alcuni degli azionisti di Youtube (come Vanguard e Blackrock) sono gli stessi che foraggiano le multinazionali farmaceutiche che producono i “vaccini”. Per fortuna ci sono altre piattaforme che sono libere da questi conflitti d’interesse.

Paolo Cassina primo piano
Paolo Cassina, intervista su Invisibili (qnm.it)

Uno studio pubblicato da The Lancet Infectious Diseases risulta che i vaccini tra il 2020 e il 2021 hanno salvato 20 milioni di vite. Numeri che sarebbero saliti se i vaccini fossero stati a disposizione dei paesi più poveri. Cosa ne pensa?
Se mi permette una battuta visto quello che sta succedendo con le reazioni avverse in Italia e nel mondo occidentale penso che i paesi più poveri abbiano solo da gioire nel non aver avuto molti “vaccini” a disposizione; non mi risulta inoltre che in questi paesi ci sia stato un eccesso di mortalità dovuta al Covid, anzi mi sembra esattamente il contrario. Per tornare allo studio citato io non sono un medico e non ho la preparazione adeguata per confutare uno studio medico piuttosto piuttosto che un altro, io ho semplicemente realizzato un documentario per sensibilizzare i cittadini italiani su un fenomeno che secondo me è molto sottovalutato.

Non pensa che le storie di persone che avete raccontato possano strumentalizzare l’opinione pubblica di fronte agli evidenti benefici dati dal vaccino nella lotta al Covid?
Non parlerei di “strumentalizzazione” ma di “informazione”. Lo scopo che ci siamo prefissi è appunto quello di informare l’opinione pubblica sulle reazioni avverse gravi a cui si può incorrere facendosi inoculare i  cosiddetti “vaccini” anticovid. Informazione che è stata piuttosto carente da questo punto di vista sui media mainstream. Per quanto riguarda i benefici dei “vaccini” sono tutti da dimostrare. Il Dott. Alberto Donzelli (quarant’anni di esperienza e decine di pubblicazioni mediche all’attivo) nel documentario cita enormi studi internazionali che illustrano come solo dopo pochi mesi i “vaccini” anticovid diventino non solo inutili ma anche estremamente dannosi per il sistema immunitario. Le sue conclusioni sono a disposizione di tutti nel sito della Commissione Medico Scientifica Indipendente di cui è il coordinatore.

Molti vi hanno additato come No-Vax, come si sente sotto questo punto di vista?
Non capisco a chi si riferisca con la frase “vi hanno additato”, io parlo solo per me stesso. Prima di tutto contesto il termine “No-Vax”, è troppo semplicistico ed è vergognoso come sia stato usato in modo dispregiativo dai media mainstream e dalla politica in generale per creare divisione nella popolazione. Personalmente nutro parecchia diffidenza sull’uso indiscriminato di molti vaccini che viene perpetuato da decenni e soprattutto sono contrario ad ogni obbligo. Detto ciò per fare un lavoro in Africa mi sono sottoposto anni fa a tre vaccini per contrastare malattie infettive potenzialmente mortali presenti in quei luoghi. Ogni vaccino è diverso dall’altro così come ogni essere umano, penso che dovrebbero essere fatte ogni volta delle analisi approfondite personalizzate prima di inoculare qualsiasi vaccino a chiunque. Chiaramente da questo contesto sono esclusi i cosiddetti “vaccini” anticovid che non sono vaccini ma una terapia genica sperimentale che mai avrebbe dovuto essere introdotta per un’inoculazione di massa; lo sostengono numerosi e profondi conoscitori della tecnologia mRNA come il dott. Robert Malone e svariati premi Nobel fra cui il dott. Luc Montagnier.

Il documentario mostra un lato della medaglia, non pensa che ci siano stati però anche enormi benefici dalla campagna vaccinale?
No. Questi benefici come ho già detto sono tutti da dimostrare e a quanto mi risulta parecchi vaccinati Covid hanno seri problemi di salute in questo periodo, molto più dei non vaccinati.

Tra i punti citati c’è quello della mancata osservazione della Costituzione, evidentemente un falso mito. L’articolo 32 in questo senso è decisamente chiaro, perché si continua a parlare di atteggiamenti anticostituzionali?
L’articolo 32 dice testualmente che “La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana”. Penso che ricattare milioni di persone (minorenni inclusi) e togliere loro il diritto al lavoro, allo studio, alla mobilità, allo sport e alla socialità in generale se non allineati all’iniezione di un farmaco sperimentale superi abbondantemente questi limiti. Ricordo inoltre che questo farmaco non immunizza e non blocca il contagio come recentemente ammesso candidamente dalla dirigente Pfizer Janine Small alla Commissione Parlamentare Europea, smontando così tutta la narrazione sulla quale è stato costruito l’obbligo vaccinale e l’introduzione del Green pass.

È indubbio che ci siano state delle reazioni avverse ai vaccini, così come lo è che succeda spesso con altri farmaci. Perché metterlo in evidenza in questo senso e non in altri?
Certo, è indubbio che molti farmaci scatenino reazioni avverse e sarebbero da realizzare molti altri documentari sul tema; ma il confronto fra la pericolosità di questi “vaccini” anticovid rispetto ad altri farmaci non è proprio sostenibile in quanto a numeri e tipologia di reazioni avverse: nel caso dei “vaccini” anticovid il campionario comprende ictus, infarti, ischemie, miocarditi, pericarditi, paralisi totali e parziali, disturbi gravi del sistema nervoso in generale, problemi seri alla vita e all’udito, danni agli organi genitali, malattie autoimmuni etc. fino ad arrivare alla morte (ricordo 22 decessi “ufficiali” in Italia correlabili ai vaccini, fonte AIFA). Vorrei poi citare alcuni dati: il database ufficiale europeo Eudravigilance (accessibile dal sito dell’AIFA) segnala al momento circa 2.300.000 reazioni gravi ai “vaccini” anticovid; al VAERS (sistema statunitense di segnalazione degli eventi avversi da vaccino) sono stati segnalati più decessi dopo questi “vaccini” rispetto a tutti i vaccini sommati insieme nei vent’anni precedenti; il Comitato Ascoltami, formato esclusivamente da danneggiati da vaccino, ha 120.000 interazioni sui suoi canali ogni settimana e andando a ritroso sulla sua pagina Facebook si possono leggere migliaia di testimonianze per giorni interi con nomi e cognomi dei soggetti coinvolti. Calcolando che le persone che denunciano una reazione avversa sono molto poche rispetto alla reale mole dei danneggiati questa è quindi solo la punta dell’iceberg.