Undici espressioni siciliane da imparare subito

Abbiamo scelto undici modi di dire, non sempre insulti, che arrivano dalla Sicilia e che possono tornare utili in qualsiasi situazione ad esempio per tenzoni verbali e per risposte prontissime ad attacchi da parte di terzi

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    Espressioni siciliane

    Quali sono le espressioni siciliane da imparare immediatamente non solo per poter interloquire con eleganza e savoir-faire sull’isola più grande del Mediterraneo, ma per portare le sue tradizioni linguistiche in ogni lato e estremo della penisola se non del mondo intero? Abbiamo scelto undici modi di dire, non necessariamente insulti (anche se buona parte lo sono) che vi renderanno sempre pronti a singolar tenzone verbale. Ci togliamo da ogni responsabilità di reazione non verbale da parte dell’interlocutore.

    Ma va scassacci ‘a m1nchia

    Iniziamo con un’espressione che non ha bisogno di troppe spiegazioni ossia “Ma va scassacci ‘a m1nchia” che si riferisce al pericolo che, reiterando un comportamento si vada a causare uno stress così intenso che potrebbe addirittura provocare lesioni agli organi riproduttivi. Insomma, è un “ma smettila”.

    A tia e cu un tu rici puru

    “A tia e cu un tu rici puru” ossia “a te e a chi non te lo dice” è un’espressione che si può andare ad adottare quando insulti qualcuno e vuoi rafforzare questa tua azione oppure è un’arma assai efficace di controfuoco quando si viene attaccati, una sorta di specchio riflesso super sayian.

    Si nuddu ammiscatu cu nente

    Scendiamo nel dialetto più stretto da comprendere per i settentrionali come “Si nuddu ammiscatu cu nente” che significa “sei nessuno mischiato a nulla”. Raggiunge un livello di raffinatezza unica perché decora e ricama l’aria del niente che una persona esibisce di sé al mondo.

    Si na negghia

    “Si na negghia” ossia “Sei un imbarcato”, qualcosa di impalpabile e etereo in senso negativo, una sorta di “sei un buono a nulla” con un riferimento gustosissimo al nord e alle sue qualità paesaggistiche invernali quando l’umidità sale dai campi.

    Ietta sangu

    A volte la brevità e la concisione sono le vie migliori e così un bel “Ietta sangu” ossia “Muori dissanguato” è quel che più di efficace si può scegliere per mandare a quel paese una persona.

    Va ecca u vilianu

    “Va ecca u vilianu” significa “Vai a buttare veleno” ed un insulto potente e performante in qualsiasi ambito, soprattutto se riferito a qualcuno che ci sta sull’anima e al quale desidereremmo inviare a trascorrere momenti indimenticabili di dolore atroce.

    Suca

    “Suca”, quattro lettere per il tutto, per raggiungere la perfezione. Cosa significa? Gentile interlocutore, ci terrei a invitarla a desistere dal reiterare le sue richieste, le quali allo stato dei fatti appaiono del tutto irricevibili. Grazie per la cortese comprensione.

    Va’ rumpiti i cuoairna!

    “Va’ rumpiti i cuoairna!” ossia “Vatti a rompere la testa” ovvero ammazzati e al contempo nota che ci sono delle formazioni ossee a punta da ambo i lati del capo che forse tua moglie o fidanzata potrebbe spiegarti, se non è impegnata.

    Va sucati un pruno

    “Va sucati un pruno” significa letteralmente “Vai a succhiarti una prugna” ovvero vai a quel paese ed è così bello da regalare a chi se lo merita.

    Cca sugnu

    “Cca sugnu” dimostra che non è necessario sempre pensare a insulti perché si può anche considerare un po’ dello stile positivo di vita siciliano da tramanda ai posteri e all’estero. Significa “Sono qui, prendo la vita come viene”.

    Fituso

    Infine, concludiamo con un insulto sincero, pieno e soddisfacente come Fituso ossia schifoso che troverà ampio raggio d’azione in molteplici circostanze.