Ucraina, la Wagner resta al suo posto: segnali dal fronte

Stando ad alcuni segnali che arrivano dall’Ucraina, dopo avere minacciato di abbandonare il campo, la Wagner sembra avere cambiato idea

Dopo tante critiche alla Russia per la mancata fornitura di armi e munizioni, Yevgeny Prigozhin il capo della Wagner sembra essere tornato sulle sue decisioni.

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Il ministro della dfesa Sergei Shoigu insieme a Prigozhin a Bakhmut – Credit ANSA (QNM)

Apparso in televisione poche ore fa, il capo del gruppo mercenario russo sembra avere preso tempo, soprattutto dopo avere ricevuto garanzie da parte del ministero della guerra e della difesa russo che i tant richiesti supporti sarebbero arrivati entro al massimo 48 ore.

Ucraina, la Wagner si accorda nella notte

Dopo le parole durissime di Yevgeny Prigozhin, che aveva accusato Mosca di “disinteresse e disorganizzazione” a causa del mancato arrivo di armi e munizioni, il capo della Wagner aveva annunciato la smobilitazione. Oggetto della rabbia di Prigozhin era Sergei Shoigu, il ministero della difesa russo, responsabile secondo il leader dell’esercito mercenario di una incapacità… “che poteva portare la Russia alla disfatta”.
Shoigu dopo poche ore si è presentato a Bakhmut, la città che rappresenta il fronte più caldo del conflitto.

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Yevgeny Prigozhin, il capo della Wagner – Credit ANSA (QNM)

“Meschina gelosia”

Il ministro della difesa russo è arrivato con i suoi vertici a Bakhmut visitando alcune delle strutture organizzative della Wagner e un ospedale da campo. I mercenari avevano lamentato nel corso delle ultime ore numerose perdite e molti feriti… “un sacrificio inutile e ingiusto a fronte della miopia del ministero russo e della sua meschina gelosia, perché stiamo facendo il loro lavoro meglio di loro” aveva detto Yevgeny Prigozhin.

L’incontro con Shoigu non è certo stato disteso: formale piuttosto. Ma evidentemente ha portato a dei risultati. Perché la Wagner ha smesso di smobilitare e ufficialmente consentito quelle 48 ore di ulteriore resistenza a fronte delle garanzie di Mosca.

I tempi si allungano

I rifornimenti attesi, che sarebbero stati in qualche modo trattenuti dall’esercito regolare russo a una quarantina di chilometri dalla città, dovrebbero sbloccarsi.

La battaglia per Bakhmut rimane cruciale per l’ingresso delle truppe russe verso il Donbass mentre a controffensiva ucraina si sta facendo sempre più intensa su un fronte sempre più ampio.
Poche ore fa Prigozhin ha avuto parole più distensive: “Il ministero russo ha accolto le nostre richieste e ci ha messo a disposizione un ottimo funzionario come il generale Sergei Surovikin, ci affiancherà ed è l’unico ufficiale russo meritevole di lavorare al fianco della Wagner”.