Super Santos o Super Tele? Lo scontro infinito

Due scuole di pensiero, due filosofie ben distinte quelle che dividevano i bambini degli anni 80 e 90 con questi due palloni così iconici e leggendari che hanno segnato letteralmente un'epoca

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    Super Santos o Super Tele? Lo scontro infinito

    Super Santos e Super Tele, due palloni prodotti dalla Mondo che hanno scritto la storia dell’infanzia e adolescenza di milioni di bambini italiani negli anni 80 e 90. Due nomi e due immagini che solo a guardarle si ricevono numerose bruschette negli occhi. Soprattutto, due oggetti che trascendono la loro essenza fisica toccando scuole di pensiero, filosofie di vita entrambe votate alla caducità dell’esistenza e alla sua effimera quanto intensa consistenza. Riavvolgiamo le lancette per rivivere quei magici momenti.

    Sul lato destro del ring il Super Santos con il suo colore arancione acceso e le sue linee nere che mai riprendono i solchi lasciati durante la produzione. Sul lato sinistro il Super Tele sceso direttamente dagli strati più alti dell’atmosfera dove spesso andava rifugiarsi con un solo calcio. Che cosa sono stati e che cosa resta di loro? Qual è l’eredità di questi due mitologici palloni da calcio caduti a miliardi alla ricerca della felicità?

    L’etereo Super Tele

    Partiamo dal Super Tele, che si potrebbe semplificare essere il pallone dei bambini più piccoli non solo per i suoi colori accesi e per la sua grafica decisamente semplificata, ma perché anche calciato da Roberto Carlos a distanza di mezzo metro in pieno volto non provocherebbe alcun danno cranico facciale permanente.

    D’altra parte è composto da una quantità di gomma appena necessaria alla sua sussistenza ed esistenza al mondo. Leggerissimo ed economico, completamente succube del vento il Super Tele poteva trasformare un calcio d’angolo in azione di contropiede micidiale e devastante. Per questa sua irresistibile imprevedibilità era molto raramente scelto dai bambini e ragazzini più grandi. L’ultima spiaggia.

    L’effimero Super Santos

    Il Super Santos era il pallone leggermente più di alta qualità, appena qualche grammo più pesante e con una superficie che ricordava vagamente quella dei palloni dei primi mondiali di calcio. Insomma, quelle sfere di cuoio che prenderle di testa ti si apriva uno squarcio letale. Non era il caso di Super Santos visto che anche lui in quanto leggerezza non scherzava e pure lui con il vento aveva una relazione assai intensa.

    Per questo motivo era la scelta dei bambini più grandi, almeno fino all’avvento di quello che è stato il suo nemico numero uno ossia il Tango, che offriva un buon compromesso tra giocabilità, economicità e praticità.

    Super Tele e Super Santos simboli di vita

    Entrambi i palloni condividevano una caratteristica specifica fondamentale ossia la capacità di bucarsi spesso solo con lo sguardo. Bastava anche un atterraggio fortuito su un mazzo di rose per dire addio al pallone che, comunque, molto raramente arrivava a una settimana di sopravvivenza.

    Simboli dell’effimera natura dell’esistenza e della stessa breve infanzia della vita di tutti noi, il Super Tele e il Super Santos hanno accompagnato milioni di partite in tutta la penisola con i vestiti a fare da palo, i vecchi a bestemmiare e i piccoli giocatori a immaginare il tifo di un Maracanà ad applaudire gesta mitologiche.

    l nostri sogni di bambini, come il Super Tele e il Super Santos, hanno spesso preso rimbalzi imprevedibili, sono mutati con traiettorie che la fisica non sa e non vuole spiegare, molto spesso si sono bucati. Ma qualche volta un filtrante ha preso la traiettoria desiderata, raramente il calcio impresso è andato proprio dove volevamo. E non importa se era un puntone.