Missione “economia circolare” nella moda e nei beni di lusso grazie a un approccio settoriale e innovativo, ecco il modello Vestiaire Collective

L'economia circolare entra nel mondo della moda e del lusso con il modello Vestiaire Collective: ecco cosa è e come funziona

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    Missione “economia circolare” nella moda e nei beni di lusso grazie a un approccio settoriale e innovativo, ecco il modello Vestiaire Collective

    Mentre l’industria petrolifera è una delle più inquinanti al mondo, quella della moda e del lusso non è da meno. Processi inquinanti per il trattamento e la tintura di tessuti, trasporto di merci da paesi lontani a basso costo, moltiplicazione di imballaggi scarsamente rispettosi dell’ambiente, l’industria tessile e del lusso si trovano ad affrontare una vera sfida ecologica e sociale a lungo termine.

    Di fronte a queste sfide, grandi gruppi nel settore del luxury stanno sviluppando iniziative che fanno parte di un nuovo modello economico, chiamato “economia circolare”, in contrasto con l’attuale modello di economia lineare che consiste nell’estrarre, produrre, consumare e scartare o disfare. L’obiettivo dell’economia circolare è produrre beni e servizi in modo sostenibile limitando il consumo e lo spreco di risorse non rinnovabili (materie prime, acqua, energia) e la produzione di rifiuti, così come il riuso e riciclo creativo di merce ancora in buono stato.

    Questo cambio di paradigma si svolge principalmente sotto l’impulso dei “millennial”, come segnala il report rilasciato dalla piattaforma leader globale nella rivendita di articoli pre-loved di lusso Vestiaire Collective, dal titolo “The smart side of fashion”. Secondo questa ricerca di mercato i nuovi e futuri consumatori sono molto più attenti ai valori dello sviluppo sostenibile rispetto alle loro generazioni precedenti. Più informati e sempre più connessi grazie alla loro padronanza dei social network, non stanno solo cercando la bellezza di un marchio o la scarsità dei materiali utilizzati: vogliono anche essere ispirati dalla storia dell’azienda e dai suoi valori, come parte della connessione emotiva con il marchio.

    L’allerta da parte della Gen Z si concentra innanzitutto sull’uso eccessivo di sostanze chimiche e additivi dannosi. Questo impatto non è solo ambientale: il riscaldamento globale sta alterando la qualità delle materie prime utilizzate, danneggiando così direttamente l’industria stessa dei beni di lusso. Lo sfruttamento eccessivo di risorse non rinnovabili come oro, diamanti o pelli e pellicce va nella stessa direzione: porta inevitabilmente alla loro graduale scomparsa in quanto fonti non inesauribili.

    E le aziende devono tenere conto di questo ed essere responsabili delle questioni ambientali e avere l’opportunità di agire in profondità, ad esempio innovando e conquistando nuovi mercati. Come quello dell’usato ad esempio, un settore che –soprattutto in era Covid-19 –ha teso la mano a molti utenti e consumatori che hanno avuto modo di vendere capi inutilizzati di valore come borse firmate di grandi marchi, ad esempio le intramontabili Louis Vuitton, e ricavare un contributo per sopravvivere alla crisi, essendo il luxury un settore di “beni rifugio” esattamente come l’oro. Ma anche i compratori hanno avuto l’opportunità di fare grandi affari, rianimandosi dal malessere dilagante e dalla sensazione di instabilità perenne dettata dalla situazione socio-sanitaria mondiale, facendosi un regalo di valore.

    A contribuire alla diffusione e alla radicalizzazione dell’economia circolare sono proprio le realtà come la già citata startup francese Vestiaire Collective nata nel 2009 ma che vanta oggi circa 10 milioni di utenti esperti di moda, distribuiti su 100 paesi e con uffici a Parigi, Londra, New York, Milano, Berlino e Hong Kong, leader nella vendita di articoli di seconda mano e di lusso autenticati.

    Questa piattaforma contribuisce a dare una nuova vita a oggetti di lusso impedendo che essi vengano dismessi e ridotti ad oggetti inquinanti e che si sfrutti ulteriormente l’ambiente per produrne dei nuovi. Must have del riuso sono soprattutto gli accessori Louis Vitton, in particolare modelli di borsa come il bauletto che hanno segnato la storia e il fascino di questo modello, riprodotto anche da molti altri marchi competitor.

    Il catalogo di borse Louis Vuitton pre-loved usate è ricchissimo, i modelli più richiesti variano dalla iconica Speedy a bauletto, passando per il sacchetto della Noe, per l’Artsy con i lacci, la Favorite, la borsetta Eva, Alma, e il modello Montaigne. Un’offerta vastissima di occasioni per venditori e compratori, unite dalla garanzia di autenticità e qualità del prodotto, offerta ad un prezzo sicuramente più competitivo rispetto al medesimo modello comprato al dettaglio.