Le proteste dei benzinai a Qnm: “I cartelli sono fumo negli occhi. I problemi sono altri”

Alessandro Zavalloni, segretario di Fegica in esclusiva: “Il governo lascia intendere che i benzinai siano colpevoli di qualcosa. Ma non è la verità”

E’ stato confermato lo sciopero dei benzinai il 25 e il 26 gennaio. Lo hanno confermato le organizzazioni sindacali dei distributori di benzina Faib, Fegica, Figisc-Anisa dopo l’incontro con il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso. I sindacati hanno spiegato come le posizioni siano distanti e si sono detti “profondamente delusi”. La mobilitazione riguarderà anche gli impianti self service, che però garantiranno i servizi minimi essenziali. Intanto, come annunciato, il governo ha “alleggerito” il decreto, smorzando la stretta su comunicazione dei prezzi e multe. “I problemi sono tanti e vanno affrontati seriamente”, dichiara in esclusiva a Qnm Alessandro Zavalloni, segretario generale Fegica.

Benzina
Qnm.it raccoglie le proteste dei benzinai – Qnm.it –

Zavalloni, come è andato l’incontro con il governo?
“Il ministro Urso, ci ha presentato il suo piano, tenendo presente quali sono le competenze del suo ministero, che non è esattamente nè l’unico, nè il più competente in materia: tutta la questione dell’energia è in mano al ministero dell’ambiente, i prezzi in autostrada sono in mano al ministero dei trasporti, altre questioni sono legate al ministero delle finanze. E’ una materia complessiva, con materie trasversali. Per qualcuno tutta la tarantella, avviata non senza errori madornali, si può risolvere con un cartello in più o una multa in più. Penso che il modo di trovare una soluzione sia un altro”.

Cosa non ha funzionato?
“Il ministro Urso non  ci ha sottoposto un protocollo d’intesa, ha fatto una lista di cose che il governo avrebbe intenzione di fare.  Molte delle quali non sono di competenza del ministro Urso. Lui può intervenire sul decreto ministeriale di attuazione, non certamente sul decreto trasparenza, che è già operativo e ora è all’attenzione del Parlamento. Tutto è stato oggetto di una serie di annunci, che non sono nella competenza di chi ce li ha proposti. A questo punto sarebbe stato meglio incontrare direttamente i gruppi parlamentari, evitando anche fuochi incrociati nella stessa maggioranza”.

Il cartello è una penalizzazione per i benzinai?
“Il decreto mica abbassa il prezzo della benzina, pone solo degli obblighi e delle penalità ai benzinai. Quindi lascia intendere che i benzinai sono colpevoli di qualcosa. Ma allo stesso tempo il governo ha già detto che il comportamento dei gestori è stato specchiato: quando hanno dovuto diminuire i prezzi lo hanno fatto e quando sono stati costretti ad aumentare, hanno aumentato meno rispetto a quanto siano aumentate le accise. Il tema posto in questa maniera è forviante ed inefficace sulle vere questioni”.

“I veri problemi da risolvere”

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Alessandro Zavalloni, segretario di Fegica, sullo sciopero dei benzinai (Ansa) – Qnm.it –

Quali?
” I problemi il settore ce l’ha: che i prezzi siano alti è vero. Ma non li fissano i gestori, ma le compagnie petrolifere: i gestori adeguano il prezzo e lo fissano in base alle indicazioni. I prezzi sono alti e bisogna intervenire: ma come? Mettendo i cartelli? Il problema non è quello. Si tratta di fumo negli occhi e come tutte le cose inutili sono controproducenti. L’effetto di un cartello di un prezzo medio è quello di incentivare l’aumento del prezzo, non di diminuirlo”.

Cosa chiedete quindi al governo?
“Nel settore c’è molto da fare: 7000 impianti nelle mani della criminalità organizzata, il 30% del prodotto è clandestino, 13 miliardi all’anno vengono rubati alle casse dello stato in termine di accise e iva, il 60% dei gestori non hanno contratti legali, quindi c’è un piano regolatorio da recuperare con urgenza. Non per tutelare i benzinai: nessuno ha chiesto aumenti di stipendio. Chiediamo di risolvere queste questioni, che sono di interesse complessivo. Questo è il modo di alzare lo standard qualitativo dei servizi e abbassare quindi anche i prezzi”.