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Piloti MotoGP morti: il triste elenco degli addii delle due ruote

Piloti MotoGP morti: il triste elenco degli addii delle due ruote
da in MotoGP, Sport

    Simoncelli

    La MotoGP è uno degli sport più spettacolari, emozionanti e pericolosi del mondo, sono infatti numerosi i piloti di MotoGP morti durante le corse. I piloti, in sella ai loro potenti bolidi, si lanciano a velocità pazzesche in pista, alla caccia del tempo migliore e delle vittorie in gara. L’adrenalina, per le alte velocità raggiunte, spesso non fa sentire il dolore ai piloti che quando cadono, rischiano sempre di farsi molto male finendo sull’asfalto o nella ghiaia delle vie di fuga. Non sempre i piloti che commettono degli errori hanno la fortuna di rialzarsi e continuare a correre. Negli ultimi 67 anni sono stati 106 i piloti che hanno perso la vita durante un weekend di un Gran Premio valido per il Motomondiale. Abbiamo voluto ricordare le morti più tragiche che hanno maggiormente toccato il pubblico da casa.

    Drinkwater

    La prima vittima del motomondiale è stato Ben Drinkwater. Alla sua prima gara nel campionato 350cc, sull’Isola di Man, perse la vita finendo contro un terrapieno per evitare di colpire il pilota Cronk Bane. Il pilota riportò tremende ferite e i soccorsi furono inutili. Da quel giorno la curva “S” del Tourist Trophy fu ribattezzata “Curva Drinkwater”.

    Monza 1973

    Nei primi tre decenni di motomondiale, le condizioni di sicurezza non era delle migliori e spesso capitò di trovarsi di fronte alla morte in pista. Uno dei momenti più tragici fu la doppia morte di Jarno Saarinen, campione del mondo in carica, e Renzo Pasolini nel Gran Premio di Monza del 1973. Dopo lo start, i due piloti rimasero coinvolti in un incidente con altri piloti. Tanti riders uscirono dallo scontro con infortuni, mentre Pasolini e Saarinen persero la propria vita.

    Wakai

    Anche negli anni ’80 persero la vita molti piloti tra cui gli italiani Sauro Pazzaglia e Giovanni Ziggiotto. Nel 1993, ci fu l’assurdo decesso di Noboyuki Wakai nel GP di Spagna. Il pilota giapponese stava rientrando ai box e sulla sua strada si ritrovò un tifoso. Per evitarlo e non travolgerlo, caddè a terra e colpì un muretto. L’impatto fu tremendo e Wakai perse la vita poche ore più tardi all’ospedale.

    Kato

    La Federazione, negli ultimi decenni ha lavorato con insistenza nelle piste di tutto il mondo per migliorare la sicurezza. Tanti interventi per ampliare le vie di fuga e cercare di evitare morti in pista. Nel 2003 il campionato del mondo fu sconvolto per il decesso di Daijiro Kato. Il giapponese, nel GP di Suzuka, finì ad oltre 200 km/h contro le barriere. Trasportato d’urgenza all’ospedale, restò in coma per una ventina di giorni prima del decesso. Clicca qui per votare la più bella paddock girls della MotoGP!

    Simoncelli

    All’inizio degli anni 2010, ci furono altre due morti che colpirono molto il motomondiale, quella di Shoya Tomizawa e Marco Simoncelli. Il primo, durante il GP di San Marino della Moto2, fu vittima di un incidente e venne travolto da due moto che lo seguivano. A Sepang, quasi 12 mesi più tardi, ci fu la tremenda morte di Marco Simoncelli. Il giovane pilota della Honda perse il controllo dopo una curva e fu travolto da altre moto che gli fecero sfilare il casco.

    Salom

    Anche quest’anno il motomondiale ha pianto una vittima nelle classe minori. Il giovane Luis Salom, durante le libere della Moto2 del Gran Premio di Barcellona, è scivolato in un punto pericoloso ed è finito contro la sua moto che era incastrata tra le barriere. Impatto tremendo e purtroppo decisivo per la vita del pilota. Clicca qui per vedere come è finito il mondiale 2015.

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