Muhammad Ali, la vita e i successi del miglior pugile di sempre

Muhammad Ali è stato una vera leggenda del ring, un pugile che ha combattuto dentro e fuori dal tappeto alla ricerca della giustizia e dei diritti per le persone di colore.

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    Muhammad Ali, per quasi tutti è il miglior pugile di sempre. Per molti è addirittura il più grande sportivo di sempre: una leggenda vivente che nella sua vita ha combattuto epiche battaglie dentro e fuori dal ring che lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

    Tre volte campione del mondo dei pesi massimi (dal 1964 al 1967, dal 1974 al 1978 e ancora nel 1978) ha combattuto in numerosi incontri che sono tra i più belli di sempre confrontandosi con pugili del calibro di George Foreman e Joe Frazier.

    Gli inizi

    Ali è nato a Louisville il 17 gennaio 1942: comincia a fare a pugni già all’età di 6 anni e a 18 è già un campione. A Roma, nel 1960 ha conquistato la medaglia d’oro alleOlimpiadi. È stato l’inizio della sua brillante carriera che lo ha visto trionfare in 56 incontri (37 per ko) e perdere solo 5 volte.

    Il cambio di nome

    Il 26 febbraio del 1964, il giorno dopo la conquista del titolo dei pesi massimi nell’incontro con Sonny Liston, Cassius Clay cambia nome e si converte in Muhammad Ali: il nome di nascita di Ali è infatti l’americano Cassius Clay. La conversione all’Islam, il divenire membro della Nation of Islam e l’essere un fiero oppositore della guerra in Vietnam portarono Ali al cambio di nome. Una scelta che costò cara al pugile: nel 1967, dopo il rifiuto alla leva militare, gli venne tolta la licenza per combattere e perde il titolo mondiale. “Non ho niente contro i Vietcong, loro non mi hanno mai chiamato ‘negro’ è una delle sue celebri frasi per difendersi da questo sopruso.”

    Il suo stile di boxe

    “Vola come una farfalla e punge come un’ape”: questa frase racchiude la filosofia pugilistica di Muhammad Ali. La sua boxe è stata infatti basata su un grande movimento di gambe, mai visto fino ad allora per un peso massimo. Velocità di gamba unita comunque a un’ottima forza di pugno composta principalmente da diretti e montanti. A tutto questo Ali univa l’uso di provocazioni verbali che spesso innervosivano gli avversari: per questo era detto il labbro di Louisville.

    Gli incontri più famosi

    - 30 ottobre del 1974: a Kinshasa, nello Zaire, batte per ko all’ottavo round George Foreman in un match passato alla storia con il nome di ‘Rumble in the Jungle‘: è probabilmente uno degli incontri più famosi di sempre. Ali mise fine al record di 40 vittorie consecutive di Big George.

    - 1 ottobre del 1975: ‘Thrilla in Manila’ è l’incontro tenutosi nelle Filippine tra Ali e Joe Frazier. “La cosa piu’ vicina alla morte che abbia mai vissuto. Siamo andati a Manila come due campioni, io e Joe, siamo tornati come due vecchi uomini”ha spiegato Ali riferendosi a quel match.

    I riconoscimenti

    La International Boxing Hall of Fame lo ha riconosciuto fra i più grandi pugili di ogni tempo. Ali fu eletto Fighter of the year dalla rivista americana Ring Magazine nel 1963, 1972, 1974, 1975 e 1978.

    Molti suoi match furono dichiarati “Fight of the year“:

    1963 – Cassius Clay vs Doug Jones

    1964 – Muhammad Ali vs Sonny Liston

    1971 – Joe Frazier vs Muhammad Ali

    1974 – Muhammad Ali vsGeorge Foreman

    1975 – Muhammad Ali vs Joe Frazier

    1978 – Leon Spinks vs Muhammad Ali

    Il Parkinson

    Negli ultimi incontri di inizio anni ’80 Ali appariva molto più lento: nel 1984 gli venne diagnosticato il Parkinson. Nonostante la lentezza nei movimenti e nelle parole, nel 1996 l’ex pugile ha acceso il tripode nella cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Atlanta del 1996 e il 15 novembre 2011 era in prima fila ai funerali dell’ex grande rivale Joe Frazier. Ali si è spento il 3 giugno 2016, aggiungendosi ai grandi addii dell’anno.