Marco Simoncelli morto: tragico incidente al GP di Sepang

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    Fuori dagli schemi, esuberante, simpatico: Marco Simoncelli era tutto questo. Anche togliendo il suo ruolo di pilota, questo ragazzone romagnolo ispirava simpatia a prima vista, vuoi per quella capigliatura voluminosa, vuoi per quella parlata romagnola che lanciava battute a ripetizione e faceva divertire tutti gli appassionati.

    Oltre che un ragazzo genuino e naturale, Marco era però anche un pilota di moto: e che pilota! Campione del mondo 250 nel 2008, quest’anno aveva dato una svolta alla propria carriera con buone prestazioni dopo un inizio costellato di precipitose cadute per terra. Questo perchè Sic, il suo soprannome, era uno tutto velocità, derapate e curve al limite: forse anche per questo, nonostante qualche incidente di troppo, era un idolo per moltissimi fan della motoGP. E proprio un incidente, fatale e crudele, ci ha tolto per sempre la possibilità di vederlo lottare per il titolo, di gustarci le sue interviste e di essere contagiati dal suo simpatico sorriso.

    Tutti gli italiani ricorderanno Domenica 23 Ottobre 2011 come un giorno triste: chi già durante la gara in televisione in onda di prima mattina, chi appena svegliato, sarà rimasto sconvolto guardando le immagini alla televisione o leggendo la notizia su Internet. Quel casco che volava via dopo l’impatto e la triste visione del corpo steso a terra ha fatto gelare tutti: di incidenti ne accadono e, come sempre, si pensa sempre al meglio. E anche stavolta, nonostante il tremendo impatto, c’era speranza. I piloti sembrano una sorte di supereroi: cadono spesso, magari in modo rovinoso a volte, però si rialzano sempre. Quasi sempre.

    Purtroppo, dopo un arresto cardiocircolatorio, Marco non è riuscito ad aggrapparsi alla vita come tutti avevamo sperato dopo aver appreso la notizia. Alle 16.56 ora locale, le 10.56 in Italia, l’annuncio agghiacciante della Dorna: “Marco Simoncelli è morto”. Aveva solo 24 anni e una carriera e una vita da vivere a tutto gas.

    Sicurezza, i motivi di questa morte prematura, i rischi dei piloti saranno tutte tematiche che inevitabilmente salteranno fuori nei prossimi giorni per essere approfondite: la dinamica è molto simile a quella di Misano del 2010, in Moto2, quando il giapponese Tomizawa venne travolto da Alex De Angelis e Scott Redding. Tomizawa che era stato anche ricordato da Marco sul suo profilo di Facebook poco tempo fa per commemorare, a un anno di distanza, il povero pilota nipponico.

    Questa volta i protagonisti sono stati il povero Sic, Edwards e Rossi: cercando di tenere la moto che scivolava via, Marco si è portato sulla parte interna della pista ed è stato preso in pieno da Colin Edwards e Valentino Rossi.

    Ma più che sull’incidente vogliamo ricordare Marco per quello che era: un gran pilota e un ragazzo giovane e senza grilli per la testa.

    - La vita di Marco:

    Diplomato in gestione delle comunità alberghiere, romagnolo tutto pepe, era molto legato alla sua famiglia che l’ha sempre supportato durante la sua carriera. Il papà Paolo, che lo seguiva sulle piste e che per assecondarlo nella sua carriera di pilota ha lasciato la sua attività, la mamma Rossella, la sorella Martina, la fidanzata Kate, sono le più colpite da questa tremenda e prematura perdita. Il nostro pensiero va prima di tutto di loro. Le immagini del padre nei box del GP di Sepang, purtroppo, rendono più di qualsiasi parola. Il padre ha anche chiesto che gli organi del figlio, fossero donati: non è stato possibile perché il pilota è arrivato al centro medico già in arresto cardiaco. Sarebbe stato senz’altro bello pensare a questo come ultimo regalo del Sic.

    - La carriera del Sic:

    Nato a Cattolica il 20 gennaio 1987, già a 7 anni gareggiava con le minimoto e cinque anni dopo era già diventato campione italiano.

    - In 125: Nel 2002 l’esordio in classe 125 dove Marco gareggia per tre stagioni: nel 2003 colleziona 31 punti senza però mai salire sul podio mentre l’anno dopo ottiene il suo primo e unico successo nel Gp di Spagna; nel 2005 la sua miglior annata col bis in Spagna, un secondo posto in Catalogna e quattro terzi posti tra Germania, Repubblica Ceca, Qatar e Australia. Simoncelli chiude quell’anno al quinto posto della classifica generale e nel 2006 passa alla 250, alla guida della Gilera RSV.

    - In 250: due stagione difficili concluse rispettivamente con 92 e poi 97. Nel 2008, però, l’exploit: sei vittorie, tre secondi posti e tre terzi posti, 281 punti complessivi, gli valgono il titolo mondiale. Nel 2009 Simoncelli non riesce a ripetersi nonostante sei vittorie concludendo al terzo posto il Mondiale.

    - In MotoGP: nel 2010 il salto in MotoGp col team San Carlo Honda Gresini, dove affianca Marco Melandri.Un quarto posto in Portogallo e 125 punti totali gli valgono l’ottavo posto finale. Nel 2011, la svolta: grandi prestazioni all’inizio rovinate da cadute e qualche incidente di troppo. Ma Sic c’è: talento, velocità e grinta gli vengono riconosciute da tutti e dopo un inizio un pò cosi, il gran finale di stagione con il podio di Philipp Island ed altri piazzamenti di prestigio. Fino al fatale GP di Sepang, gara in cui il Sic sperava di primeggiare.

    - Il ricordo dei piloti:

    Tristi, amareggiati, increduli: i piloti della MotoGp hanno vissuto questa situazione in maniera molto difficile e triste.

    - Casey Stoner: “Appena ho visto i filmati dell’incidente dentro di me sono stato malissimo. Ogni volta che il casco vola via è sempre un gran brutto segno. Sono sotto choc e rattristato dalla perdita di Marco. Queste cose quando succedono t i ricordano quanto sia preziosa la vita e mi sento molto triste. Sono vicino alla famiglia di Marco, non posso immaginare quello che stanno vivendo. Il mio pensiero va a loro. Spero che possano restare uniti per superare insieme questa tragedia”.

    - Jorge Lorenzo: “In un giorno così non so proprio cosa dire, non ci riesco: solo che ci mancherà tanto. Marco, riposa in pace”

    - Nicky Hayden: “Una bruttissima giornata per tutti noi, Marco l’ho visto cadere, con la sua moto che andava verso l’interno e le altre che lo colpivano. All’uscita di una curva gli è scappato il treno posteriore, probabilmente ha cercato di controbilanciare la moto e non ce l’ha fatta. Quando si è uno sopra l’altro c’è poco da fare. Sento un dolore molto forte, in pista siamo tutti fratelli e facciamo parte della stessa famiglia. Marco ci mancherà tantissimo, era un ragazzo molto simpatico ed ora non so cos’altro dire, solo che possa riposare in pace. Sono vicino alla sua famiglia: in momento come questo bisogna esser forti”.

    - Max Biaggi: “Siamo tutti sconvolti per questa grande mancanza, non solo il mondo dello sport. Non ci sono parole adatte in queste circostanze, preferisco il silenzio anche se è doveroso ricordarlo – ha detto Max Biaggi -. L’ho avuto compagno di squadra per una sola gara e oggi tutto questo è surreale. Il mio pensiero va ai suoi familiari. Un grande saluto a Marco”.

    - Dani Pedrosa: “A volte ci si dimentica di quanto sia pericoloso questo sport. Quando accadono fatti del genere c’è poco da dire, il resto non conta. Ho capito che era accaduto qualcosa di grave quando ho visto il padre di Simoncelli, e quando l’ho abbracciato. Sono cose che non dovrebbero succedere, però questo è lo sport e a volte ci dimentichiamo di quanto sia pericoloso il nostro. Simoncelli in pista era molto forte”. Nonostante vari scontri in gara, anche lo spagnolo ha voluto dare il suo ricordo al rivale.

    Concludiamo con Valentino Rossi, forse il più scosso con Edwards per l’accaduto. Incredulo e visibilmente provato, Valentino è scoppiato a piangere appena appresa la notizia della morte dell’amico. Sicuramente l’essere stato coinvolto nella morte di un compagno, di un amico, avrà ripercussioni sul Dottore. Sul suo profilo Twitter Rossi lo ha cosi ricordato: “Il Sic per me era come un fratello minore, tanto duro in pista come dolce nella vita. Ancora non posso crederci, mi mancherà un sacco”.

    E vogliamo unire i due piloti con un post che si è diffuso su Facebook per evidenziare il rapporto che c’era tra i due, in un ipotetico messaggio che Rossi avrebbe potuto dedicare a Sic: “Ho deciso che ti ricorderò con un sorriso, con quel sorriso che avevi sempre. Ti ricorderò con quell’esclamazione che ho avuto oggi quando ti ho visto prima di partire con quel coso giallo in testa e gli occhiali da sole, ho detto “minchia sic, fortuna che sei simpatico, perchè sei proprio brutto. Ti ricorderò come quello che a Monza, quando ti ho visto è sceso dalla macchina ha tolto il casco e incazzato come una iena se n’è andato a piedi dopo aver perso. Ti ricorderò come “quel bastardo di Sic” che stava diventando un mostro. Ti ricorderò come l’amico pazzo di Vale, quello del primo mondiale 125 cc, quello che a inizio stagione lo volevano mettere nei casini perchè “era violento. Ti ricorderò come il campione che sei sempre stato. Sei un grande e ti porterò per sempre nel mio cuore”.

    - Il calcio si unisce al ricordo di Marco:

    Un minuto di silenzio su tutti i campi per commemorare il ricordo del pilota scomparso: anche il calcio ha voluto ricordare il Sic in campo e fuori, tramite comunicati apparsi sui vari siti.

    - Milan: “Ogni sportivo rossonero e la Società AC Milan si stringono nell’abbraccio alla famiglia di Marco, grande tifoso rossonero, alla quale rivolgiamo dal Sito ufficiale le più sentite e sincere condoglianze in questo triste momento”

    - Inter: “Il presidente Massimo Moratti e tutta l’ FC Internazionale insieme con Claudio Ranieri e la squadra, partecipano al dolore del mondo dello sport italiano e mondiale per la scomparsa del pilota Marco Simoncelli. Nel ricordo di un giovane appassionato campione, l’Inter abbraccia la famiglia e gli amici di Marco Simoncelli”.

    - Juventus: “Al mondo dello sport è in lutto. In particolare quello italiano. In un tragico incidente nel corso del GP della Malesia, ha perso la vita il pilota Marco Simoncelli. Anche la Juventus si unisce al dolore per la scomparsa di un grande campione ed è vicina alla famiglia di Marco”.

    A questi si aggiungono i numerosi status di Facebook e Twitter che calciatori e gente dello spettacolo ha voluto dedicare a Simoncelli: una testimonianza dell’affetto che tutti avevano per questo pilota.

    - Il ricordo del CONI e di Gianni Petrucci:

    “Oggi è uno dei giorni più tristi della mia presidenza. La tragica scomparsa di Marco Simoncelli mi ha profondamente turbato e sconvolto. La vita è sacra e non si può morire a 24 anni per una gara. Ho sperato fino all’ultimo che Marco potesse farcela. Ho visto il dolore e l’angoscia del padre che era lì al suo fianco. In quei momenti mi sono venute in mente le immagini di quando nel 2008 premiammo Marco al Coni con il Collare d’Oro e poi quando l’ho visto il mese scorso al Quirinale in occasione dell’apertura dell’anno scolastico: era un ragazzo solare, entusiasta, con una grande vitalità. Ci stringiamo attorno alla sua famiglia piangendo la morte di un campione. Una morte inconcepibile che ha lasciato attonito tutto lo sport italiano. E per questo ho deciso che fossero tutti gli sport oggi ad onorarlo con un minuto di raccoglimento”.

    - L’ultima intervista:

    Voleva far bene Marco a Sepang: nella sua ultima intervista aveva ribadito questo. E la sua determinazione rimarrà per sempre un ricordo indelebile in tutti noi.

    Che altro aggiungere? Vedere un pilota ma prima di tutto un ragazzo di solo 24 anni, andarsene prematuramente è difficile da accettare: il pensare al dolore degli famigliari, il vedere queste sue ultime parole, le immagini del suo corpo steso in pista, sono tutti elementi che fanno scendere un alone di tristezza e qualche lacrima. Vogliamo pensare che se ne è andato facendo quello che amava: correre!

    “Si vive di più andando 5 minuti al massimo su una moto come questa, di quanto non faccia certa gente in una vita intera” cit. Marco Simoncelli.

    CIAO SIC e grazie di tutto… ci mancherai!

    Foto da AP/LaPresse