Doping nella storia del ciclismo: i 10 casi più eclatanti

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    Doping nella storia del ciclismo: i 10 casi più eclatanti

    Alberto Contador è solo l’ultimo ciclista famoso a cadere nella trappola del doping: Riccardo Riccò, Tyler Hamilton, Jan Ullrich e tanti altri formano un’incredibile serie di precedenti. Due anni di squalifica per doping e addio a Tour de France e alle Olimpiadi di Londra: il Tas ha quindi tolto dalla scena probabilmente il corridore più forte del momento.

    Dopo i casi celebri che hanno rovinato l’immagine di Pantani anche per Contador vuoldire carriera finita almeno dal punto di vista dell’immagine?

    - I 10 casi più eclatanti:

    Tom Simpson, Inghilterra.

    Campione del mondo in linea nel 1965 e vincitore di un Giro delle Fiandre, di una Milano-Sanremo e di un Giro di Lombardia. E’ considerato una delle prime vittime del doping: è morto a causa di uninfarto nel corso del Tour de France 1967, causato probabilmente dall’uso di anfetamine.

    Evgenij Berzin, Russia.

    Campione del mondo in linea a squadre nel 1998 e 1990 e vincitore del Giro d’Italia e della Liegi-Bastogne-Liegi del 1994, è stato accusato per uso di eritropoietina (Epo). Nel 2000 venne escluso dal Giro per ematocrito alto.

    Marco Pantani, Italia.

    Vincitore del Giro d’Italia e del Tour de France del 1998, è stato uno dei ciclisti più amati degli ultimi decenni. Nel 1999 fu però escluso dal Giro a seguito di un valore dell’ematocrito alto: non venne mai squalificato ufficialmente per doping ma fu l’inizio del declino a livello umano che lo portarono ad assumere un cocktail letale di sostanze stupefacenti nel 2004.

    Jan Ullrich, Germania.

    Vincitore del Tour de France del 1997, della Vuelta a Espana del 1999 e della medaglia d’oro a Sydney nel 2000. Squalificato fino al marzo del 2003 per essere stato trovato positivo alle anfetamine, è stato inserito all’interno dei sospettati anche per Operacion Puerto. Una fine non certamente illustre per uno dei ciclisti che scritto la storia del ciclismo degli anni ’90.

    Floyd Landis, Stati Uniti.

    Vincitore del Tour de France 2006, fu squalificato per due anni e perse la maglia gialla. Dopo essersi dichiarato innocente per anni, nell’aprile 2010 ammesse l’uso di sostanze proibite.

    Tyler Hamilton, Stati Uniti.

    Vincitore della medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Atene nel 2004 e secondo al Giro d’Italia del 2002, è risultato essere il primo ciclista ad essere stato trovato positivo per un’emotrasfusione. Fu squalificato per due anni, senza più vincere nessuna gara di livello.

    Ivan Basso, Italia.

    Dopo il Giro d’Italia del 2006, fu estromesso dal Tour de France per lo scandalo legato all’Operacion Puerto. Nel 2007 ammise di aver fatto uso di autoemotrasfusioni e squalificato per due anni dalla Federciclismo. Nel 2010 è tornato alla vittoria conquistando un altro Giro d’Italia.

    Danilo Di Luca, Italia.

    Vincitore del Giro d’Italia e della Liegi-Bastogne-Liegi del 2007, fu trovato positivo al Cera durante il Giro d’Italia del 2009 e venne squalificato nel febbraio 2010 per due anni. Riuscirà a tornare a vincere dopo essere tornato a gareggiare?

    Riccardo Riccò, Italia.

    Secondo al Giro d’Italia del 2008, venne fermato al Tour de France per essere stato trovato positivo al Cera. Nel febbraio 2011, la recidiva: dopo un’emotrasfusione, fu colpito da un malore improvviso. Carriera finita?

    Alberto Contador, Spagna.

    Il TAS ha deciso una sospensione di due anni per doping per lo spagnolo togliendogli le vittorie al Tour de France 2010 e al Giro d’Italia del 2011. Contador è stato sanzionato per la positività durante la gara del 21 luglio del Tour de France del 2010 a causa del clenbuterolo, sostanza dopante. Con la sospensione inflitta dal Tas, lo spagnolo non potrà partecipare nemmeno alle Olimpiadi di Londra e al Tour 2012.

    - Le parole di Contador:

    “Sono innocente. Non mi sono mai dopato. E’ stato un anno e mezzo terribile, che non auguro a nessuno. Un vero calvario, per me, per la mia famiglia, per tutti quelli che in questi mesi sono stati vicini a me e che ringrazio. Non dormivo la notte. E la mattina mi svegliavo sempre con l’idea di cosa fare per risolvere questo problema. Ho fatto tutto il possibile. L’ultimo giorno a Losanna, durante il processo ho detto ai giudici che sarei stato disposto a qualsiasi cosa per dimostrare la mia innocenza”.

    Il ciclismo è alla ricerca di nuovi eroi: neanche il grande Lance Armstrong è riuscito a rimanere indenne dai dubbi del doping. Riuscirà qualcuno a imporsi di nuovo come esempio da seguire o la lista dei corridori dopati continuerà ad aumentare?

    Foto da AP/LaPresse