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Crisi Rossi-Ducati: divorzio in vista?

Crisi Rossi-Ducati: divorzio in vista?
    Crisi Rossi-Ducati: divorzio in vista?

    Il GP di Germania ha contrapposto il ritorno alla vittoria di Daniel Pedrosa con il punto più basso della stagione (e della carriera?) di Valentino Rossi: lo spagnolo ha vinto con merito staccando rivali del calibro di Lorenzo e Stoner. Rossi invece si è fatto battere in volata da Hayden e Bautista, non esattamente due mostri di velocità.

    Il Sachsenring, che l’anno scorso aveva visto giungere quarto un Rossi con un spalla KO e in stampelle, quest’anno ha evidenziato in maniera lampante la crisi del binomio Rossi-Ducati: 16° in prova, 9° in gara.

    Con quale moto Rossi continuerà a gareggiare nei prossimi GP? Ci sarà un ritorno alla “vecchia” GP11? E verrà modificato completamente il telaio, portandolo su parametri simili a quelli usati dalle moto giapponesi?

    L’inizio è stato così così ma con l’andare avanti delle gare la crisi si è acuita sempre più. E la moto è andata via via evolvendosi: anzi, meglio dire semplicemente “cambiando”… o meglio ancora “peggiorando”.


    - IL TELAIO:

    La Ducati è da anni che punta a sviluppare un telaio scatolare, prima in alluminio e poi in carbonio. Questo tipo di scelta ha portato però a problemi nello scaldare le gomme: la Desmo16 è bassa ma lunga e questo comporta bassi trasferimenti di carico in staccata e accelerazione che, pur rendendo la moto stabile, faticano a far scaldare gomme. Altro problema? La rigidità della moto: questo comporta maggiori difficoltà nella modifica delle gomme e del telaio.

    - Stoner e la Ducati: con la moto italiana, l’australiano ha vinto un Mondiale: come? Il motivo deriva in gran parte dal suo stile di guida, violento e ricco di derapate che riuscivano a far scaldare le gomme. Ma questo gli ha comportato anche numerose cadute…

    - Rossi e la Ducati: Rossi è mago quando ha un moto ciclisticamente alta e corta: l’esatto opposto della Ducati… Da qui nascono tutti i problemi.


    - IL “GIRO DI BOA” DI ASSEN:

    Al GP di Assen, dopo numerose domeniche, di anonimato, la svolta. Si è deciso di modificare in gran parte il progetto della GP11. Un rischia-tutto deciso per due motivazioni: la prima cercare di dare la svolta a una stagione fino a quel momento anonima, la seconda portarsi avanti col progetto della moto del 2012.


    - Le modifiche della GP11.1:

    - Nuovo cambio: introdotto il “DST- Ducati Seamless Transmission” (Cambio a trasmissione continua), che permette l’entrata della marcia successiva quando ancora si ha la marcia precedente ingranata, consentendo un guadagno consistente di tempo nella cambiata.

    - Nuovo telaio: è il telaio della GP12 adattato al motore da 800cc.

    - Nuova sospensione posteriore: l’ammortizzatore non più completamente flottante ma fissato ad un estremità del telaio, seguendo il classico stile unitrack. Era la richiesta più sentita da parte di Rossi…

    Ma dopo il GP di Germania e un altro anonimo piazzamento, ecco la svolta: si potrebbe infatti tornare alla vecchia GP11…


    - Il PUNTO DI VALENTINO:

    “Non ho chiesto di fare un progetto completamente nuovo. Io non ho le risposte, faccio il pilota. Di sicuro ci aspettavamo di più dalla GP11.1, ma questo non è detto voglia dire fare un telaio nuovo”. E dire che quando passò alla Yamaha vinse all’esordio… La Yamaha andava piano, ma si guidava, quindi ora è più difficile”.


    - PROSSIMA GARA:

    A Lugana Seca verranno portate entrambe le moto, la vecchia GP11 e la nuova GP11.1 utilizzata da Rossi: quale verrà usata?


    - RITORNO ALLA HONDA?

    “Il futuro? Mi sembra che si voglia cercare il pelo nell’uovo. Ho detto ‘penso di restare in Ducati’ perchè mi sembra logico”. Nel 2012 probabilmente Rossi rimarrà ancora in sella alla Ducati sperando in notevoli miglioramenti: ma poi? Di certo ipotizzare con la stessa moto Rossi, Stoner e Pedrosa e con un Lorenzo sempre competitivo con la Yamaha farebbe leccare i baffi a chiunque…


    - HIGHLANDER PEDROSA:

    Da un pilota in difficoltà ad un altro che non è stato messo meglio: parliamo di Dani Pedrosa, il re della sfortuna per via dei suoi infortuni. Nonostante un’altra stagione compromessa, la sua vittoria è stata stupenda. Un motivo in più per credere che senza infortuni Pedrosa sarebbe da Mondiale? Ecco l’elenco dei suoi infortuni

    - Le caviglie sono state entrambe fratturate nel 2003, mentre nel 2008 si distorce solo la destra.

    - Omero al braccio sinistro fratturato in Giappone nel 2005

    - Polso sinistro e chiappa sinistra ammaccati in caduta sempre in Giappone 2005

    - Il pollice del piede sinistro subisce due fratture, una nel 2006 in Malesia e una in Giappone l’anno successivo

    - Piede sinistro in Turchia nel 2007 subisce un colpo che gli provocherà artrite

    - Mano destra rotta due volte nel 2008

    - Il ginocchio sinistro subisce un trapianto di pelle nel 2006 (Malesia), nuova operazione nel 2008 (Australia) per via della capsula rovinata e nel 2009 (Qatar) urge un nuovo trapianto di pelle.

    - Trecantere del femore destro fratturato nel 2009 al Mugello

    - Radio braccio sinistro fratturato nel precampionato 2009

    - Clavicola sinistra: doppia frattura scomposta dopo caduta a Motegi 2010 (operata due volte)

    - Clavicola destra fratturata a Le Mans (operata due volte): l’ultima con lo scontro con Simoncelli.

    Che altro aggiungere? Complimenti per la tenacia…

    Foto da AP/LaPresse

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