Tevez: super multa da un milione di euro

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    Tevez: super multa da un milione di euro

    Carlos Tevez e il Manchester City: un amore che sembra essere finito dopo la splendida stagione scorsa dell’attaccante argentino. Messo in disparte per far spazio ad Aguero, Dzeko e Balotelli, Tevez ha incrinato ulteriormente il rapporto con il club ed in particolare con Roberto Mancini dopo il match di Champions League tra i Citizens e il Bayern Monaco quando la punta argentina, dopo un lungo riscaldamento, si rifiutò di scendere in campo per qualche minuto finale.

    Risultato? Multa da un milione di sterline (1,15 milioni di euro) e due settimane di sospensione: il suo destino già da gennaio si prospetta lontano dal City. Fa sicuramente senso la maxi multa di un milione e passa di euro. Fa forse ancora più senso che questa somma equivale appena a 1/10 di quello che guadagna il calciatore (250.000 sterline alla settimana rende meglio l’idea?).

    Saprà dunque vivere lo stesso Tevez ma di certo la notizia deve aver rotto definitivamente ogni legame con Manchester, città già tanto bistrattata quest’estate quando l’aveva definita “noiosa e senza nessun locale”.

    - La replica di Tevez:

    L’attaccante, sostiene però di non essersi mai rifiutato di giocare ed è dunque intenzionato a querelare Mancini per diffamazione. Tevez ritiene che nessuna delle cinque violazioni contestate dal club sia vera e insiste nel sostenere che non si è mai rifiutato di entrare in campo: che succederà dopo il ricorso da parte dell’Apache?

    Difficile potere dire chi abbia ragione in una situazione in cui molti dettagli restano oscuri: personalmente la cosa che più colpisce è l’evidenziare come una multa di un milione di euro che distruggerebbe la vita di un uomo normale, risulti essere uguale ad appena 4 settimane di stipendio.

    Ci sarebbe da parlare di questo in tempo di crisi ma è meglio sorvolare. Sulla querelle Tevez-Mancini non si può che andare a simpatia? Voi chi preferite come vincitore di questo braccio di ferro?

    Foto da AP/LaPresse