Tevez dedica striscione a Ferguson: “Rip Fergie” [FOTO e VIDEO]

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    Tevez dedica striscione a Ferguson: “Rip Fergie” [FOTO e VIDEO]

    La stagione di Premier League ha emesso i suoi verdetti. Nella metà biancoazzurra di Manchester, i festeggiamenti sono duri a morire per la conquista dello scudetto inglese che latitava da 44 anni, una vittoria ancora più appagante perchè giunta dopo un estenuante testa a testa con gli odiati cugini di sempre del Manchester United. Ciò che è successo nell’arco degli ultimi, fantascientifici minuti è cosa risaputa, i Citizens di Mancini con un colpo di scena degno delle migliori rappresentazioni drammaturgiche hanno ripreso per i capelli un match che sembrava segnato, ribaltando il risultato contro il Queens Park Rangers e rendendo ininfluente il successo centrato dai Red Devils a Sunderland marcato Wayne Rooney.

    Meno noto è l’episodio che ha caratterizzato la festa della truppa City mentre scorazzava allegra e beata per la città. Nella sfilata d’onore, sul pulmann aperto, Carlos Tevez ha esposto uno striscione a dir poco irriverente e canzonatorio diretto a Sir Alex Ferguson, stratega dello United. La scritta chiara ed inequivocabile non è passata inosservata agli occhi del deus ex machina alla guida dei Red Devils dal lontano 1986. “RIP Fergie” recitava il messaggio pungente, come dire, caro Ferguson la tua era volge al termine, siamo noi i più forti. Gli striscioni possono essere divertenti, dissacranti e all’insegna della goliardia, comunque portatori di un messaggio che riassume in poche parole un significato reale. Il “Riposa in pace Fergie” ha fatto scattare la diplomazia nei piani alti del City che prontamente hanno preso le distanze dal gesto dell’argentino: “Si è trattato di un notevole errore di giudizio. La creazione di quello striscione privo di gusto è degna di biasimo di per sé, e accettando e mostrando la scritta Carlos ha compiuto un errore di giudizio. Il Manchester City desidera porre le più sincere scuse a sir Alex Ferguson e al Manchester United” – si sono giustificati i neo campioni d’oltremanica, chissa se lo scozzese accetterà le scuse o passerà al contrattacco.

    Di striscioni politically scorrect negli anni ne sono stati avvistati tanti. I precedenti si sprecano e fanno discutere se soprattutto sono esposti da giocatori più che da semplici tifosi imprigionati nella passione sportiva. Nel 2007, all’indomani dello scandalo Calciopoli, Massimo Ambrosini fu autore di uno striscione passato alla storia. Nei festeggiamenti che seguirono il trionfo rossonero in Champions League contro il Liverpool ad Atene, il centrocampista pesarese pensò bene di minimizzare il successo nerazzurro in campionato sotto la guida di Josè Mourinho.

    Il 17 maggio 2009, i meneghini risposero a tono a distanza di due anni. Forti della conquista dello scudetto, Marco Materazzi in collaborazione con Chivu e Stankovic dedicarono uno striscione senza fronzoli ad Ambrosini: “Ambro, nel mio c… c’è ancora posto”. Strane espressioni di tifo che restano immutate nel tempo.