Roberto Baggio: 50 anni in 5 episodi indimenticabili del calcio

Roberto Baggio: 50 anni in 5 episodi indimenticabili del calcio
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Ultimo aggiornamento: Venerdì 17/02/2017 17:20

    baggio nazionale

    Roberto Baggio compie 50 anni il 18 febbraio 2017: un fuori classe che merita di rientrare tra i migliori calciatori italiani di sempre. Una carriera indimenticabile di quello che è un vero artista del mondo del pallone, capace di far innamorare i tifosi di qualsiasi squadra con la sua classe, le sue giocate da campione, ma anche per il suo carattere mite e umile, con i suoi atteggiamenti mai sopra le righe. Talento cristallino, con delle ginocchia troppo fragili che nonostante tutto non sono riuscite a impedirgli di mostrare al mondo la sua classe. Gioie, ma anche dolori, con i tanti infortuni subiti in carriera, e delusioni, come la finale dei Mondiali del ’94 persa ai rigori dopo un suo errore dal dischetto, e le incomprensioni tattiche e caratteriali con tanti suoi allenatori. Oggi, con il traguardo del mezzo secolo raggiunto, riviviamo la grande carriera di Roberto Baggio in cinque episodi indimenticabili.

    baggio fiorentina

    Prelevato dalla Fiorentina nell’estate del 1985 dal Vicenza, Baggio fa il suo esordio in Serie A, l’anno successivo, il 21 settembre 1986, nella gara casalinga contro la Sampdoria. Il primo anno nel massimo campionato italiano si rivelerà complicato, per via di una lesione al menisco del ginocchio destro che lo costringerà a una nuova operazione che lo terrà a lungo fuori dai campi. Con la maglia viola disputò cinque stagioni, realizzando 55 reti.

    baggio pallone doro

    Nel 1990 ci fu il primo grande cambiamento nella carriera di Baggio: il trasferimento alla Juventus. Un passaggio poco gradito allo stesso giocatore, molto legato all’ambiente fiorentino (storicamente ostile ai bianconeri), tanto da rifiutarsi di calciare un rigore contro la sua ex squadra in occasione del suo ritorno al Franchi da avversario. Con la Juve Baggio raggiunse la sua dimensione di campione, con l’apice della conquista del Pallone d’Oro nel 1993.

    baggio usa 94

    L’anno dopo la conquista del Pallone d’Oro Roberto Baggio si presenta come uno dei sicuri protagonisti del Mondiale del ’94 negli Stati Uniti. Dopo una prima fase deludente, dagli ottavi di finale in poi il Divin Codino ritorna sui suoi standard e trascina l’Italia in finale, dove gli Azzurri avrebbero affrontato il Brasile. Una finale che si rivelerà amarissima: il risultato non si schioda dallo 0-0, si va ai rigori. Dal dischetto l’errore decisivo è proprio quello di Baggio, che di fatto consegna la Coppa del Mondo ai brasiliani. “I rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di tirarli”, dirà a fine gara.

    baggio brescia

    Dopo le sfortunate esperienze milanesi, con le maglie di Milan e Inter, intervallate dalla stagione a Bologna, sono in molti a pensare che la carriera di Baggio sia ormai finita, un campione destinato a un lento ma inesorabile declino. Panchine, incomprensioni con gli allenatori, da Capello a Lippi, e uno scenario tutt’altro che roseo, tanto da rimanere senza squadra nell’estate del 2000, alla fine del suo contratto con l’Inter. Su di lui scommette il Brescia del presidente Corioni, che gli offre la possibilità di sentirsi di nuovo protagonista. Sarà la svolta della carriera di Baggio, l’occasione per rilanciarsi ancora una volta.

    baggio maldini

    Con la maglia del Brescia Roberto Baggio disputa quattro grandi stagioni, facendo ulteriormente innamorare i tifosi di tutta Italia, che ne chiedono a gran voce la convocazione in Nazionale. Baggio sfonderà il muro dei 200 gol in Serie A, diventando il settimo marcatore di tutti i tempi a quota 205. La sua straordinaria carriera si chiuderà a San Siro il 16 maggio 2004, contro il Milan: alla sua uscita, cinque minuti prima dalla fine dell’incontro, viene abbracciato da Paolo Maldini e tutto lo stadio si alza in piedi per tributargli un lungo applauso. Al termine della stagione, il Brescia in suo onore ritira la maglia numero 10.

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